Da oggi, l’Aula della Camera ospita i lavori della Pre-Cop26 con delegati da tutto il mondo. La riunione parlamentare si svolge in preparazione della 26esima Conferenza delle Parti sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP26), che sarà ospitata dal Regno Unito a Glasgow Alla conferenza è presente anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Parisi: “con un aumento di oltre 2°C, entriamo in una terra incognita”
“Sfortunatamente le azioni intraprese dai governi non sono state all’altezza di questa sfida e i risultati finora sono stati estremamente modesti. L’umanita’ deve fare delle scelte essenziali, deve contrastare con forza il cambiamento climatico. Sono decenni che la scienza ci ha avvertito che i comportamenti umani stavano mettendo le basi per un aumento vertiginoso della temperatura del nostro pianeta“, ha detto il Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, intervenendo alla Camera. Uscire dalla crisi climatica e’ come guidare di notte: “le scienze sono i fari, ma poi la responsabilita’ di non andare fuori strada e’ del guidatore, che deve anche tener conto che i fari hanno una portata limitata. Il vostro compito storico – ha detto Parisi, rivolgendosi ai parlamentari – e’ di aiutare l’umanita’ a passare per una strada piena di pericoli”.
“Deve essere chiaro a tutti che la correttezza dei modelli del clima e’ stata verificata confrontando le previsioni di questi modelli con il passato. Se la temperatura aumenta piu’ di 2°C, entriamo in una terra incognita in cui ci possono essere anche altri fenomeni che non abbiamo previsto e che possono peggiorare enormemente le situazione. Per esempio incendi di foreste colossali come l’Amazzonia che immetterebbero in maniera catastrofica quantità enormi di gas serra, ma quando accadrebbero? Gli oceani che al momento attuale stanno assorbendo molti dei gas serra che emettiamo, ma questo fenomeno continuerà in una terra due gradi più calda? L’aumento della temperatura non è controllato solo delle emissioni dirette ma è mitigato da tantissimi meccanismi di regolazione che potrebbero cessare di funzionare con l’aumento della temperatura”. Mentre “il limite inferiore dei 2°C e’ qualcosa sul quale possiamo essere abbastanza sicuri, e’ molto piu’ difficile capire quale sia lo scenario piu’ pessimistico: potrebbe essere molto ma molto peggiore di quello che noi immaginiamo”.
La crisi climatica e’ “un enorme problema che ha bisogno di interventi decisi non solo per bloccare l’emissione di gas serra, ma abbiamo bisogno anche di investimenti scientifici“. Investire nella scienza e’ necessario, ha aggiunto Parisi, per “sviluppare nuove tecnologie“, per esempio per conservare l’energia trasformandola anche in carburanti. E’ anche necessario mettere a punto “tecnologie non inquinanti che si basino su risorse rinnovabili: non solo dobbiamo salvarci dall’effetto serra, ma dobbiamo evitare di cadere nella trappola terribile dell’esaurimento delle risorse naturali”. Per il Nobel, “il risparmio energetico e’ anche un capitolo da affrontare con decisione: per esempio finche’ la temperatura interna delle nostre case rimarra’ quasi costante tra estate e inverno, sara’ difficile fermare le emissioni”.
“Bloccare il cambiamento climatico con successo richiede uno sforzo mostruoso da parte di tutti: è una operazione con un costo colossale, non solo finanziario ma anche sociale con cambiamenti che incidono sulle nostre esistenze“, ha aggiunto. “La politica deve far sì che questi costi siano accettati da tutti: chi più ha usato le risorse deve contribuire di più, in maniera da incidere il meno possibile sul grosso della popolazione; i costi devono essere distribuiti in maniera equa e solidale fra tutti i paesi: la decenza richiede che i paesi che attualmente incidono sulle risorse del pianeta devono fare gli sforzi maggiori”.
“Il prodotto nazionale lordo non e’ una buona misura dell’economia” perche’ “cattura la quantita’ ma non la qualita’ della crescita“. Finora “sono stati proposti molti indici diversi, tra cui l’indice di sviluppo umano e l’indice di benessere economico sostenibile. Se il Pnl rimarra’ al centro dell’attenzione, il nostro futuro sara’ triste. I politici, i giornalisti, gli economisti che pianificano il nostro futuro e monitorano i progressi che sono stati fatti, devono usare un indice che consideri altri aspetti oltre al Pnl”.
Di Maio: “il 2021 sia l’anno della svolta”
Il 2021 sia “l’anno della svolta” per l’azione contro i cambiamenti climatici: lo ha detto il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo alla Camera. “L’auspicio dell’Italia e’ che questo sia l’anno della svolta sul clima per definire, e soprattutto intraprendere, i passi del prossimo decennio“. Per Di Maio, “nessun Paese dovra’ essere lasciato indietro. Dobbiamo dare concretezza agli accordi di Parigi mobilitando 100 miliardi di dollari entro il 2025 per sostenere l’azione dei Paesi in via di sviluppo”. “L’Africa – ha proseguito il Ministro – e’ responsabile solamente del 3% delle emissioni eppure subisce effetti devastanti”. Il titolare della Farnesina ha poi evidenziato che “il ritorno di Washington agli accordi di Parigi e’ stato un messaggio politico importantissimo“. Di Maio si e’ anche congratulato con la Turchia per la recentissima ratifica dell’accordo di Parigi. “Abbiamo le conoscenze, le capacita’ tecniche e le risorse per invertire la rotta: la lotta al cambiamento climatico non si può più rimandare“, ha concluso il Ministro.


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