Covid, studio americano sulle infezioni nei vaccinati: maggior calo di efficacia per il vaccino Janssen, dall’88% al 3%

Lo studio su quasi 620.000 veterani americani: "i vaccini sono meno efficaci nel prevenire le infezioni con la variante Delta, cali più grandi per il vaccino Janssen"

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Nonostante le notizie iniziali sull’efficacia dei vaccini anti-Covid durante la fase di sperimentazione suggerissero una protezione sostenuta contro l’infezione e il ricovero, hanno continuato ad emergere infezioni breakthrough nelle persone vaccinate, ossia quelle infezioni in cui il virus riesce a superare la protezione offerta dal vaccino. Gli Stati Uniti, per esempio, hanno sperimentato un recente aumento dei casi di Covid-19 a luglio 2021, dominati dalla variante Delta. Un nuovo studio, pubblicato in preprint su MedRXiv, ha confrontato le infezioni da SARS-CoV-2 per stato vaccinale dall’1 febbraio 2021 al 13 agosto 2021, periodo che include la comparsa e la predominanza della variante Delta negli USA. Lo studio è stato condotto su 619.755 veterani della Veterans Health Administration, il più grande sistema sanitario integrato degli USA.

Nel periodo 1 febbraio – 13 agosto 2021, la vaccinazione completa con il vaccino Pfizer-BioNTech o Moderna era associata ad un rischio più basso di infezione. Per il periodo metà marzo – 13 agosto 2021, anche la vaccinazione completa con Janssen (il vaccino prodotto da Johnson&Johnson, ndr) era associata ad un rischio più basso di infezione, a causa del fatto che la vaccinazione completa con Janssen non era possibile fino a marzo per via dei tempi di autorizzazione. Tuttavia, queste associazioni protettive sono calate nel tempo, anche dopo essere state aggiustate per età e comorbilità. La riduzione proporzionale nell’infezione associata alla vaccinazione è calata per tutti i tipi di vaccini, con i cali più grandi per il vaccino Janssen, seguito da Pfizer-BioNTech e Moderna. Nello specifico, a marzo, la protezione dall’infezione era: 88% per Janssen; 92% per Moderna; 91% per Pfizer-BioNTech. Entro agosto, la protezione dall’infezione era scesa a: 3% per Janssen; 64% per Moderna; 50% per Pfizer-BioNTech”, si legge nello studio.

L’incidenza cumulativa dell’infezione ha accelerato sia nei veterani non vaccinati che in quelli completamente vaccinati a partire da luglio 2021 e fino a metà agosto. Questo pattern era simile nei gruppi d’età; il rischio di infezione era più alto per i veterani non vaccinati. I veterani che erano stati completamente vaccinati con il vaccino Moderna avevano il rischio più basso di infezione, seguiti da vicino da coloro che avevano ricevuto il vaccino Pfizer-BioNTech, poi coloro che avevano ricevuto il vaccino Janssen”, riporta lo studio.

La nostra analisi delle infezioni per tipo di vaccino, che include i vaccini Pfizer-BioNTech, Moderna e Janssen, suggerisce un calo della protezione del vaccino contro l’infezione nel corso del tempo, in particolare per il vaccino Janssen. Questi risultati dimostrano l’urgente bisogno di reintrodurre molteplici strati di protezione dall’infezione, come indossare le mascherine e il distanziamento fisico, rafforzando allo stesso tempo gli sforzi attuali per aumentare la vaccinazione. I pattern di infezioni breakthrough da SARS-CoV-2 tra i veterani vaccinati mostrano una tendenza temporale preoccupante, che si sovrappone con l’emergere della Delta come variante dominate a luglio 2021. L’aumento del rischio di infezione non era spiegato per età o comorbilità, il che implica la maggiore infettività della variante Delta contro il calo dell’immunità come principale determinante dell’infezione. Nella nostra analisi, il gruppo di età maggiore (≥ 65 anni) aveva un pattern simile di infezioni breakthrough nel tempo rispetto al gruppo d’età più giovane, nonostante la vaccinazione completa 3-4 mesi prima, in media”, scrivono i ricercatori.

Anche se il follow-up della sperimentazione di Pfizer-BioNTech aveva dimostrato una protezione sostenuta del vaccino contro l’infezione (91%), i nostri risultati suggeriscono che i vaccini sono meno efficaci nel prevenire le infezioni con la variante Delta. Non è chiaro se un’ulteriore dose dello stesso vaccino conferirà una protezione aggiuntiva contro Delta o altre varianti. D’altra parte, la prima esperienza di Israele con le dosi di richiamo suggerisce un beneficio; il numero di casi riportati nelle persone vaccinate ha iniziato a diminuire a metà agosto 2021, entro poche settimane dalle dosi di richiamo per gli adulti di età pari o superiore a 60 anni. È anche possibile che questo calo abbia coinciso con cambiamenti nel comportamento o con la reintroduzione di ulteriori interventi di sanità pubblica”, si legge nello studio.

In sintesi, “anche se la vaccinazione rimane protettiva contro l’infezione da SARS-CoV-2, questa protezione sta calando con la comparsa della variante Delta negli USA. Non è ancora chiaro se le riduzioni della protezione dei vaccini contro l’infezione si tradurranno in simili riduzioni della protezione contro il ricovero e il decesso”, concludono i ricercatori.