Covid, a Singapore l’85% degli abitanti è vaccinato ma è in corso la peggior ondata di contagi dall’inizio della pandemia. I DATI

Singapore, con l'85% della popolazione vaccinata, si trova a fare i conti con la peggiore ondata di infezioni dall'inizio della pandemia: “il numero di persone che ha bisogno della terapia intensiva continua a salire"

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Singapore oggi ha esteso di un altro mese la sua “fase di stabilizzazione”, che include, tra le altre cose, il limite di 2 persone agli incontri sociali e la richiesta dello smart working, a causa della peggior ondata di contagi di Covid dall’inizio della pandemia nel Paese asiatico che ha uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo. La percentuale di tutta la popolazione che ha completato il ciclo vaccinale supera l’84%, ed è la più alta al mondo. La “fase di stabilizzazione”, che è iniziata il 27 settembre e in origine era prevista fino al 24 ottobre, è stata estesa fino al 21 novembre. La mossa ha l’obiettivo di ridurre la pressione sul sistema sanitario del Paese.

Singapore aveva già allentato e ristretto le misure diverse volte nell’ultimo anno, a seconda dell’andamento epidemiologico. Secondo il Ministero della Salute, i casi giornalieri nel Paese stanno aumentando e molti pazienti vulnerabili hanno bisogno della terapia intensiva. “Il numero di persone che ha bisogno della terapia intensiva continua a salire e questo ha messo i nostri ospedali sotto una notevole pressione”, si legge in un documento di aggiornamento sulla situazione epidemiologica del Paese, pubblicato dal Ministero della Salute di Singapore.

Il numero di casi giornalieri di Covid a Singapore supera i 3.000 da inizio ottobre, con un picco di 3.994 ieri, martedì 19 ottobre. E’ un dato elevatissimo se consideriamo che la popolazione di Singapore è di 5 milioni e 700 mila abitanti, inferiore persino a quella della Regione Lazio. Per Singapore, si tratta di gran lunga dell’ondata di infezioni peggiore che il Paese abbia mai sperimentato dall’inizio della pandemia.

Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute di Singapore, sono ricoverate 1.738 persone nel Paese, di cui 338 richiedono il supplemento di ossigeno e 71 sono ricoverate in terapia intensiva. Negli ultimi 28 giorni, dei 74.641 contagiati, il 98,6% era asintomatico o paucisintomatico, l’1% ha avuto bisogno del supplemento di ossigeno, lo 0,1% ha avuto bisogno della terapia intensiva e lo 0,2% è deceduto.

Secondo i dati fino al 18 ottobre 2021, l’84% della popolazione aveva completato il ciclo vaccinale e l’85% aveva ricevuto almeno una dose. Tra coloro che hanno bisogno del supplemento di ossigeno e della terapia intensiva, il 48,6% è completamente vaccinato e il 51,4% è non vaccinato o vaccinato con ciclo incompleto.

Nella giornata di ieri, 19 ottobre, sono stati registrati 7 morti a causa del Covid. Di questi, 3 non erano vaccinati, 1 era vaccinato con ciclo incompleto e 3 erano completamente vaccinati. 6 di loro avevano varie patologie preesistenti, mentre un caso non vaccinato non aveva patologie note. Dall’inizio della pandemia, nel Paese asiatico sono morte 246 persone per le complicazioni dovute al Covid, che in totale ha contagiato 154.725 persone.

Il caso di Singapore è uno degli esempi più lampanti di quanto affermato in un crescente numero di studi scientifici: anche chi è vaccinato può contagiare e contagiarsi. Il calo nell’efficacia dei vaccini dopo pochi mesi, inoltre, espone anche i vaccinati al rischio di ricovero o persino di morte. Nel caso di Singapore, dai dati emerge che le percentuali dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi sono praticamente uguali tra vaccinati e non vaccinati.