Nobel per la Fisica 2021 a Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann, premiati i padri dei modelli climatici

Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann sono considerati i "padri" dei modelli climatici che hanno previsto il riscaldamento globale e dimostrato l'impatto dell'uomo sul clima

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Il Premio Nobel per la Fisica 2021 è stato assegnato al fisico teorico italiano Giorgio Parisi e a due esperti nella modellazione fisica del cambiamento climatico, l’americano di origini giapponesi Syukuro Manabe e il tedesco Klaus Hasselmann.
La metà del premio è stata aggiudicata a Manabe, 90 anni, e Hasselmann, 89, “per aver modellato fisicamente il clima della Terra e per aver quantificato la sua variabilità e aver previsto in modo affidabile il riscaldamento globale“.

Nobel ai padri dei modelli climatici

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Syukuro Manabe, dell’università americana di Princeton, e Klaus Hasselmann, dell’Istituto Max Planck per la Meteorologia di Amburgo in Germania, sono considerati i “padri” dei modelli climatici che hanno previsto il riscaldamento globale e dimostrato l’impatto dell’uomo sul clima.
Nato nel 1931 nella prefettura di Ehime, in Giappone, Manabe, meteorologo e climatologo, si è trasferito negli USA subito dopo aver concluso gli studi e li si è dedicato allo sviluppo di modelli fisici in grado di spiegare le dinamiche dell’atmosfera, in particolare per comprendere i meccanismi che ne guidano il riscaldamento. I suoi studi pionieristici hanno rilanciato alcune delle intuizioni proposte decenni prima dal chimico e fisico svedese Svante Arrhenius arrivando a dimostrare come l’aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera sia in grado aumentare le temperature della superficie terrestre.
Con lo sviluppo della tecnologia, Manabe ha incorporato elementi digitali nella sua ricerca utilizzando i computer. Questo lo ha aiutato a creare il primo modello di circolazione atmosferica globale. Grazie a questo modello è stato in grado di rilevare che l’aumento della concentrazione di CO2 ha aumentato la temperatura globale con tutti i rischi noti che ne conseguono. Manabe ha identificato profonde connessioni tra mare, terra e atmosfera. La sua idea rivoluzionaria – utilizzare la modellazione numerica per prevedere come le temperature della superficie terrestre sono influenzate dalle condizioni atmosferiche – è stata una svolta importante, che ha dato ai ricercatori un nuovo potente strumento per studiare i complessi sistemi climatici della Terra.

A raccogliere il testimone è stato poi Hasselmann, nato ad Amburgo, a distanza di appena un mese. Laureatosi in Fisica e Matematica e poi specializzatosi in fluidodinamica, lo scienziato tedesco ha dedicato gran parte della sua carriera a cercare di collegare il meteo al clima e rendere affidabili i modelli climatici.
Negli anni ’80 Hasselmann è riuscito a dimostrare come i fenomeni meteorologici caotici possano essere descritti come rumore in rapida evoluzione, ponendo le previsioni climatiche a lungo termine su solide basi scientifiche. Hasselmann ha anche sviluppato metodi per identificare l’impatto umano sul riscaldamento globale.

E’ noto per aver sviluppato il modello Hasselmann della variabilità climatica, in cui un sistema con una memoria lunga (l’oceano) integra la forzatura stocastica, trasformando un segnale di rumore bianco in uno di rumore rosso, spiegando gli onnipresenti segnali di rumore rosso visti nel clima. Nel campo della scienza del riscaldamento globale, è l’autore che ha ricevuto il maggior numero di riferimenti per pubblicazione.

Nel complesso i due ricercatori hanno permesso di verificare inequivocabilmente che la Terra si sta riscaldando e che questi cambiamenti sono dovuti per buona parte alle attività umane.

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