Un anno dalla terribile alluvione in Piemonte: ancora danni e problemi nel Cuneese, il Tenda riaprirà solo nel 2023

Un anno dopo l'alluvione dello scorso autunno, restano da riparare danni per decine di milioni di euro e problemi alla viabilità nelle Alpi della provincia di Cuneo

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È passato un anno dalla terribile alluvione del 2-3 ottobre 2020 nelle Alpi della provincia di Cuneo, che ricevettero oltre 400mm di pioggia in 24 ore. E mentre i danni da riparare sono ancora ingenti, un elevato rischio alluvione è previsto tra pochi giorni in Piemonte, per la precisione il 4-5 ottobre 2021, in un autunno che da sempre in Italia è caratterizzato da alluvioni, frane e allagamenti.

Un anno dopo l’alluvione dello scorso autunno, restano da riparare danni per decine di milioni di euro e problemi alla viabilita‘, soprattutto nelle valli Vermenagna e Tanaro, al confine con Francia e Liguria, le piu’ colpite dalla pioggia record dell’anno scorso. A Limone, nel weekend sono stati organizzati due giorni di appuntamenti per ricordare il disastro e ragionare sulla ripartenza. Il sindaco Massimo Riberi stamane ha preso parte in Francia, a Vievola in val Roya, alle commemorazioni dei 18 morti dall’altra parte delle Alpi, con la strada del Tenda, che collegava sud Piemonte, Costa Azzurra e Liguria, interrotta fino al 2023 da una enorme frana che ha cambiato l’aspetto della montagna subito dopo il confine italiano. “Abbiamo dato un primo senso di normalita’ dopo una tragedia immane, con danni per milioni di euro – dice il primo cittadino di Limone -. Si poteva fare di piu’, ma sono arrivati pochi soldi e la burocrazia e’ tanta. I lavori in somma urgenza sono quasi finiti, per quasi 4 milioni di euro, rimborsati solo al 40%. Il Tenda chiuso fino a ottobre 2023? Una beffa e un danno per tutti i residenti di due vallate, non solo per il turismo“.

Situazione ancora complessa anche in Val Tanaro: a Garessio due ponti sono stati abbattuti dopo tre alluvioni in pochi anni; 12 mesi fa il fiume aveva portato via anche 120 salme dal cimitero di frazione Trappa, mentre si stanno cercando i fondi per realizzare un nuovo ponte progettato da Giorgetto Giugiaro, originario del paese. “A un anno dall’alluvione la gente e’ ancora impaurita – dice il sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris -: teme la pioggia dell’autunno e prima non era mai successo. Ma e’ comprensibile dopo le alluvioni del 2016 e del 2020, l’ultima del tutto inaspettata e senza allerte. Abbiamo riparato i danni piu’ grossi, i due ponti crollati sono stati rifatti, ma manca ancora tutta la manutenzione alle opere danneggiate dalle piene, cosi’ come la pulizia degli alvei dei vari affluenti del Tanaro”.