Fu il 21 novembre 1877 che Thomas Alva Edison annunciò l’invenzione del Fonografo, uno strumento in grado di registrare la voce umana e in seguito di riprodurla.
La leggenda narra che impiegò solamente 30 ore per realizzare questo nuovo macchinario e che nelle sue ipotesi aveva immaginato che potesse essere utilizzato negli uffici per dettare lettere, per realizzare libri per non vedenti e persino come una sorta di segreteria telefonica.
Non aveva immaginato, invece, che il futuro del Fonografo e solo dieci anni più tardi quello del più efficiente Grammofono sarebbe gravitato intorno al mondo della musica.
L’invenzione del Fonografo
L’idea di Edison non era originale perché Charles Cros, da tempo aveva messo a punto il Paleophono, un macchinario che riproduceva i suoni incisi su un disco di cristallo, tuttavia Cros, come accadde spesso nella storia, non era in possesso del denaro necessario per depositare il brevetto.
Così con il brevetto US 200521, fu Thomas Alva Edison a depositare il 19 febbraio 1878, una delle invenzioni che lo avrebbero reso più celebre: il Fonografo.
In quel periodo Edison stava già contribuendo a un’altra invenzione, il telefono, brevettato da Alexander Bell l’anno precedente, che gli aveva consentito di approfondire gli studi sui microfoni e sulle membrane elastiche che consentivano di udire gli impulsi elettrici.
Erano passati 30 anni dall’invenzione del telegrafo, costituito da un ripetitore telegrafico capace di incidere i punti e le linee del codice morse su un disco, disegnando una traccia a spirare con una punta.
Nel luglio del 1877 Edison si rese conto che, nel momento in cui il disco ruotava sufficientemente veloce, la puntina emetteva vibrazioni similari al timbro della voce umana. Fu allora che gli venne l’idea di applicare il principio alla voce umana.
Il primo disegno del Fonografo che si trova sui diari di Edison risale al 12 agosto dello stesso anno e pare che per la sua realizzazione l’inventore impiegò solamente 30 ore.
Si trattava di un rullo in ottone, che costituiva il cilindro fonografico, che aveva un diametro di circa 10 centimetri e altrettanti di lunghezza; su di esso era tracciato un solco a spirale di circa due millimetri e mezzo di larghezza.
Durante la registrazione la stagnola di cui era ricoperto il cilindro veniva sfiorata dalla puntina metallica che seguendo le vibrazioni incideva il foglio di stagnola mentre era collegata a una membrana vibrante. Il meccanismo inverso, con una membrana più sensibile, consentiva la riproduzione del suono precedentemente registrato.
Edison e l’annuncio del 21 novembre 1877
Fino al momento in cui Edison lo presentò al mondo il macchinario inventato era stato gelosamente tenuto segreto e venne, infine, annunciato solo il 21 novembre 1877. La prima dimostrazione si tenne solo il 6 dicembre successivo, quando l’inventore lo mostrò ai presenti con l’aiuto del suo amico e collaboratore John Cruesi.
In quella data mise in funzione la prima macchina capace di incidere un suono, in quel caso la voce umana, e di riprodurlo.
La prima frase incisa fu quella di una celebre filastrocca per bambini “Mary had a little lamb” (Mary aveva un agnellino) e l’esperimento andò a buon fine anche se la riproduzione vocale aveva una pessima qualità, quel giorno aveva aperto la strada a una nuova tecnologia.
Il giorno dell’esperimento un cilindro azionato da una manovella aveva iniziato a ruotare e il suono prodotto era stato indirizzato verso un imbuto, qui aveva fatto vibrare un diaframma collegato a una puntina metallica e proprio le oscillazioni intercettate dalla puntina metallica erano state incise con un solco nello stagno, la registrazione era conclusa.
Quando toccò alla riproduzione Edison e il suo aiutante procedettero con il meccanismo inverso, il movimento della puntina nel solco fece vibrare il diaframma e l’imbuto divenne un altoparlante in grado di generare il suono precedentemente registrato.
Edison oltre ad essere un valido inventore era anche un formidabile impresario e il giorno seguente presentò la sua invenzione presso la redazione della prestigiosa rivista Scientific America.
Il Fonografo ebbe un immediato risalto ed Edison, dopo il brevetto del 19 febbraio del 1878, con l’aiuto di alcuni finanziatori, creò la Edison Speaking Phonograpg Company, sfruttando l’attrattiva dell’apparecchio ed iniziando a venderlo ai luna park, con il denaro raccolto sovvenzionò le ricerche per la messa a punto del nuovo macchinario.
Edison immaginava per il Fonografo un futuro che prevedeva la dettatura di lettere negli uffici, la realizzazione di libri per i non vedenti o l’insegnamento della dizione, e arrivò persino a ipotizzare un sistema simile a quello della segreteria telefonica, non immaginava che sarebbe stata la musica invece la chiave di diffusione di questo nuovo strumento.
Dieci anni circa dopo l’invenzione del Fonografo a rullo, nel 1889 la registrazione per incisione (engraved) fu brevettata da Bell e Tainter. Successivamente fu utilizzata la modulazione laterale del solco da parte di Berliner con cui si giunse al grammofono, che risultava più efficiente sia nella qualità della riproduzione che nella lunghezza della registrazione, poiché sfruttava un disco rotante.


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