Covid, il bollettino dell’ISS: il 55% dei contagi, il 45% dei ricoveri e il 52% dei morti si verifica tra i vaccinati

Covid, i dati ufficiali forniti dall'Istituto Superiore di Sanità: aumentano ancora i contagi, i ricoveri e i morti tra i vaccinati

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No, non ci sono due epidemie di SARS-CoV-2 tra vaccinati e non vaccinati: nell’ultimo report settimanale appena pubblicato dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), organo ufficiale del Ministero della Salute, emerge come nell’ultimo mese il 55% dei contagi, il 45% dei ricoveri e il 52% dei morti in Italia si è verificato tra le persone vaccinate, che quindi si contagiano, si ammalano e muoiono tanto quanto i non vaccinati. Nel report emerge come cresca ancora l’età media di morti (oltre 82 anni) e ricoveri (oltre 70 anni), mentre rimane stabile rispetto alla settimana precedente l’età media dei contagi (42 anni), smentendo tutte le bufale e le fake news circolate in settimana sull’aumento dei casi tra i bambini, che in realtà non esiste. Inoltre non ci sono bambini ricoverati per Covid negli ospedali italiani.

L’Istituto Superiore di Sanità ribadisce anche questa settimana che “negli under 40 non è possibile stimare l’efficacia del vaccino per la rarissima frequenza di morti“. I giovani, infatti, non muoiono di Covid: su 131.560 morti complessivi dall’inizio della pandemia, soltanto 408 avevano meno di 40 anni e si trattava in tutti e 408 i casi di giovani già gravemente malati con serissime patologie croniche e invalidanti. Non sono morti, quindi, per il Covid ma con il Covid. Il tasso di letalità di questo virus negli under 40 (cioè il numero di morti in rapporto ai contagiati) è inferiore allo 0,02%, più basso persino di quello dell’influenza. E’ molto più alto, per i giovani con meno di 40 anni, il rischio di morire per un incidente stradale.

Di seguito i dati completi forniti dall’Istituto Superiore di Sanità per stato vaccinale:

Totale popolazione con più di 12 anni: 54.009.939

  • Non vaccinati: 8.683.749 (17,1%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 2.653.423 (5,3%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 42.672.767 (77,6%)

Totale nuovi casi positivi negli ultimi 30 giorni: 79.596

  • Non vaccinati: 35.398 (44,5%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 3.207 (4,0%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 40.991 (51,5%)

Totale ospedalizzazioni: 4.878

  • Non vaccinati: 2.696 (55,3%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 145 (2,3%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 2.037 (41,7%)

Totale decessi: 866

  • Non vaccinati: 416 (48,0%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 27 (3,1%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 423 (48,9%)

Per la corretta comprensione dei dati è doveroso sottolineare che l’Istituto Superiore di Sanità considera “completamente vaccinate” soltanto le persone che hanno ricevuto la seconda dose da 15 giorni, e “vaccinate con ciclo incompleto” anche tutte le persone che hanno fatto la seconda dose da meno di 15 giorni. Sono invece “non vaccinati” tutti coloro che hanno già fatto la prima dose da meno di quindici giorni. Ecco perché il dato è disallineato rispetto a quello quotidianamente aggiornato dal governo secondo cui ad oggi abbiamo l’86,5% di italiani che ha ricevuto almeno una dose e l’83,4% che ha completato l’intero ciclo vaccinale. Questo significa anche che già oggi il numero di vaccinati tra i contagiati, ricoverati e morti è ancora più elevato rispetto a quello riportato nel bollettino, e che vedremo la percentuale dei vaccinati contagiati, ricoverati e morti aumentare ulteriormente nei report delle prossime settimane.

Bisogna inoltre evidenziare come tra i non vaccinati emergano molti casi asintomatici grazie ai tamponi che i non vaccinati devono effettuare quotidianamente per ottenere il Green Pass per andare al lavoro, sui mezzi di trasporto, in palestra, al ristorante, allo stadio o ai musei. I vaccinati, invece, non devono fare tamponi ed è ancor più rilevante il dato dei contagi così elevato tra i vaccinati perché significa che fanno il tampone per lo sviluppo di qualche sintomo (l’unica ragione per cui un vaccinato dovrebbe sottoporsi a tampone). Tra i vaccinati è quindi verosimile che i positivi sommersi e asintomatici o paucisintomatici siano molti ma molti di più, e che siano i principali vettori del virus a causa del Green Pass che gli consente di frequentare ogni attività senza controlli e senza la necessità di fare il tampone, cioè di utilizzare lo strumento più sicuro per il tracciamento del virus.

Fonte dati: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_3-novembre-2021.pdf