La diffida del Sindacato di Polizia COSAP al governo: “contrari all’obbligo di vaccino per i poliziotti, allo stato attuale non è una normativa logica”

La COSAP "è contraria all’imposizione dell’obbligo vaccinale in generale e in particolare per gli operatori della Polizia di Stato. Siamo fermamente convinti che si debba garantire a tutti la libertà di scelta"

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Il decreto Super Green Pass approvato ieri, mercoledì 24 novembre, dal Consiglio dei Ministri prevede anche l’obbligo di vaccinazione anti-Covid per tutto il personale amministrativo sanità, docenti e personale amministrativo scuola, militari, forze di polizia, soccorso pubblico dal 15 dicembre. In una lettera inviata il 23 novembre al Presidente Mario Draghi e al Ministero della Salute e dell’Interno, il Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia (COSAP) esprime la sua contrarierà all’obbligo vaccinale per le forze di polizia e la convinzione di lasciare a tutti libertà di scelta. Di seguito, il testo integrale della lettera.

Ill.mo Signor Presidente Draghi, questa O.S. COSAP, ha sempre e con fermezza, manifestato la sua contrarietà a forme di discriminazione legate al compimento o meno del ciclo vaccinale ed ancor di più è contraria all’imposizione dell’obbligo vaccinale in generale ed in particolare per la categoria che si fregia di rappresentare, gli operatori della Polizia di Stato. Siamo fermamente convinti che si debba garantire a tutti la libertà di scelta se sottoporsi o meno ad un determinato trattamento sanitario. Prendiamo atto che con la circolare del Ministero dell’Interno- Dipartimento della Pubblica Sicurezza- Direzione Centrale di Sanità, n° 850/A-20865 del 19.11.2021, codesto Dipartimento ha fornito opportuni aggiornamenti sulla somministrazione della terza dose di vaccino anti SARS-CoV-2. In essa si fa riferimento ad un dato della SIAARTI, che immaginiamo derivi da studi validati dalla comunità scientifica – cui tutti dovremmo affidarci come opportunamente suggerito nella circostanza, secondo il quale allo stato attuale il 95% dei posti letto in terapia intensiva sarebbe occupato da soggetti non vaccinati. Accade però che, leggendo i dati dell’ultimo Report esteso dell’ISS (Istituto superiore di sanità), relativo, tra le altre cose, al monitoraggio delle terapie intensive nel periodo 08/10/2021 – 07/11/2021, emerge un dato di diverso tenore. In esso si evidenzia come vi siano stati 424 casi di persone non vaccinate ricoverate in terapia intensiva, dunque il 64% del totale. La restante percentuale è composta da persone che hanno già iniziato la profilassi vaccinale, avendo fatto almeno una dose. Anche a voler considerare solo i vaccinati con doppia o tripla dose (booster), essi rappresentano comunque il 33,8% dei casi, una percentuale ben maggiore del 5% citato nella circolare. Non si comprende questa difformità di dati così lampante, atteso che il report in questione deriva proprio da una fonte autorevole quale è l’Istituto Superiore di Sanità che peraltro, a differenza delle percentuali fornite dall’associazione SIAARTI, espone dati dettagliati e particolareggiati, che danno contezza dei meccanismi di calcolo. La stessa SIAARTI ha lanciato l’allarme per il prossimo collasso delle terapie intensive ma, sempre dai dati dell’ultimo report n°79 dell’I.S.S. si legge: “ il tasso di occupazione delle risulta che le terapie intensive è al 5,3% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute del 16/11/2021); il tasso di occupazione delle aree mediche a livello nazionale è pari al 6,9%”.

La COSAP è da sempre per la libertà di scelta se vaccinarsi o meno e tale diritto può concretamente essere esercitato solo se le informazioni vengono correttamente fornite, illustrando i vantaggi e gli eventuali svantaggi della vaccinazione diversificati per le diverse casistiche. Nella circostanza, ci teniamo a sottolinearlo, non è nostra intenzione dibattere sulla efficacia del vaccino, quanto piuttosto pretendere che gli studi ed i relativi dati vengano riportati nella loro interezza e possano essere validamente consultati, proprio nell’ottica appena esposta. Altrimenti potrebbe anche accadere che chi pensa di “essere al riparo” dalla morte da Covid-19, avendo completato il ciclo vaccinale, possa abbassare la guardia e non proteggersi correttamente con le usuali misure di profilassi.

Segnaliamo un aspetto molto importante per la salute dei colleghi, che stando ad un recente studio dell’Università di Newcastle, addirittura i guariti da Covid potrebbero essere danneggiati da un’eventuale vaccinazione: una ricerca ha evidenziato come su 972 operatori sanitari che avevano contratto il Covid, quelli che si sono successivamente sottoposti all’inoculazione hanno visto “aumentare i rischi di eventi avversi”. Sul tema il dottor Paolo Gasparini -direttore di Genetica Medica a Trieste e membro del Consiglio Superiore di Sanità – ha spiegato: “sono immuni contro tutte le porzioni del virus a differenza dei vaccinati che sono stati immunizzati solamente contro la proteina Spike (una parte del virus). Diverse pubblicazione scientifiche inoltre dimostrano chiaramente che l’immunità naturale è maggiore e di più lunga durata di quella determinata dai vaccini”. Chi guarisce, dunque, dovrebbe essere escluso dalla campagna di somministrazione: “Normalmente nei soggetti guariti da un’infezione virale e con anticorpi circolanti non si procede ad una vaccinazione. Non si capisce quale è il razionale per fare un’eccezione”.

Al dott. Gasparini fa eco il prof. Massimo Galli che sul tema ha dichiarato: “Sa chi, secondo me, non deve essere vaccinato? I tantissimi guariti che hanno un gran bel po’ di anticorpi e che è assurdo vaccinare, perché spesso diamo loro effetti collaterali e non aggiungiamo molto alla loro capacità di difendersi”. Sempre Galli si esprime così: “in Italia” secondo i dati “abbiamo 4,6 milioni di guariti dal Covid, probabilmente sono 7 milioni in tutto. Siamo oltre il 10% della popolazione italiana che ha già incontrato il virus. La politica delle vaccinazioni verso queste persone dovrebbe essere diversa; non è detto comunque che per loro le vaccinazioni siano sempre un vantaggio. Ci sono nazioni in Europa in cui la presenza acclarata di anticorpi dopo la malattia consente una sorta di green pass”, osserva.

Non si può tacere che allo stato attuale, valutando i numeri, cioè i ricoveri e l’occupazione delle terapie intensive, non appare assolutamente logica una normativa, di natura emergenziale, che imponga a determinate categorie l’obbligo vaccinale. Qualora ciò avvenga, non essendo dinanzi ad una somministrazione vaccinale “libera” e previa sottoscrizione di consenso informato, riteniamo che non debba operare il c.d. “Scudo Penale” (Artt. 3 e 3-bis d.l. n. 44 del 2021, conv., con modif., in L. n. 76 del 2021) e pertanto che il personale medico/infermieristico inoculatore, appartenenti o meno all’amministrazione della P.S., nonché lo Stato in senso ampio, debbano farsi carico di qualsivoglia effetto avverso correlato alla somministrazione dei vaccini de quo.

Sull’autorevole rivista scientifica The Lancet è comparso recentemente un contributo di Günter Kampf (docente appartenente alla facoltà di Igiene e Medicina Ambientale dell’Università di Greifswald, in Germania) per cui vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione del virus, “In Massachusetts, USA, sono stati rilevati un totale di 469 nuovi casi di COVID-19 durante vari eventi nel luglio 2021 e 346 (74%) di questi casi riguardavano persone completamente o parzialmente vaccinate, di cui 274 (79%) erano sintomatici”. “I valori di soglia del ciclo erano similmente bassi tra le persone completamente vaccinate (media 22,8) e le persone non vaccinate, non completamente vaccinate o il cui stato di vaccinazione era sconosciuto (media 21,5), indicando un’elevata carica virale anche tra le persone che erano completamente vaccinate”. Si legge ancora nel contributo uscito su The Lancet: “Negli Stati Uniti, al 30 aprile 2021, sono stati segnalati un totale di 10.262 casi di COVID-19 nelle persone vaccinate, di cui 2.725 (26,6%) erano asintomatici, 995 (9,7%) erano ricoverati in ospedale , e 160 (1,6%) sono morti”. Scrive ancora il docente tedesco: “In Germania, il 55,4% dei casi sintomatici di COVID-19 in pazienti di età pari o superiore a 60 anni riguardava individui completamente vaccinati e questa percentuale aumenta ogni settimana”. E’ dimostrato scientificamente che questo vaccino non offre grandi chance nel frenare il contagio facendo conseguentemente venir meno i necessari presupposti di ragionevolezza e proporzionalità utili, a giudizio della scrivente O.S., al superamento del vaglio di legittimità costituzionale per imporre l’obbligo vaccinale.

Il sindacato di Polizia COSAP è contrario a tale scenario e con la presente diffida formalmente le SS.VV. , per ogni ambito specifico, dal prevedere per decreto l’obbligatorietà per i poliziotti che liberamente hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale; altresì diffida dal porre in essere qualsivoglia provvedimento (ad es. sospensione dal servizio, cambio di mansione, blocco stipendiale…) che interessi il personale che si sottragga al paventato obbligo vaccinale che, con sempre maggiore insistenza, viene prospettato dai media per poi empiricamente tramutarsi in provvedimenti di legge. Invitiamo il governo a non andare oltre e confidiamo sul fatto che questo nostro scritto possa indurre a delle profonde riflessioni e scongiurare l’imposizione dell’obbligo vaccinale”.