Lettera del Col. Ernani a Draghi dopo il G20: “negli ultimi 7 anni, tendenza della temperatura globale in discesa, così come in Italia”

La lettera del Col. Ernani a Draghi: “non ha senso dire che un aumento di 1,5°C costituirebbe un grave pericolo per il nostro pianeta”

Il 30 e 31 ottobre, si è svolto a Roma il vertice G20. Nella dichiarazione finale, i Paesi del G20 si sono impegnati a raggiungere le emissioni zero entro metà secolo e ad interrompere i finanziamenti alle centrali a carbone entro il 2021.

Tramite la Redazione di MeteoWeb, il Colonnello Paolo Ernani, meteorologo, indirizza una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Ecco il testo integrale.

“Lei, signor presidente, con l’ottima gestione del G20 e non solo, ci ha rivelato la sua natura di grande statista. Finalmente un’Italia che, sullo scacchiere internazionale, può dire la sua, senza troppe riverenze. Sulla sua agenda, tra le altre cose, ha messo in primo piano la lotta sul cambiamento climatico. Un tema al centro degli interessi mondiali.

Ora, vista la sua presa di posizione sulla attuale situazione climatica, che appunto secondo il suo pensiero andrebbe attuata con la ormai nota politica della green ecology, mi consenta di esprimerle un mio lieve dissenso.

Per dirla chiaramente: è politica accorta dare spazio ai Pannelli Solari e alle Pale Eoliche? (che non assicureranno mai energia elettrica certa. Texas docet, ma anche altri stati, costretto ad riattivare in fretta e furia  le tradizionali centrali alimentate a carbone e petrolio). Tutto questo, secondo lei, andrebbe fatto per contrastare il G.W.A e nel contempo assicurarsi che la temperatura della Terra entro fine secolo non superi gli attuali 1,2°C? Ottimo intento che va perseguito e che comunque è già assolutamente in linea con le ragionevoli proiezioni elaborate dal prestigioso istituto di ricerca Gottard.

Deve sapere che alcuni modelli climatici prevedevano 3 scenari catastrofici. Il primo pronosticava un aumento della temperatura del globo di 5°/6° gradi, il secondo 3°/4° gradi e l’ultimo, il più realista, 1,5°. Ora dire che tale aumento (1,5° gradi) costituirebbe un grave pericolo per il nostro pianeta, non ha senso. Ciò rientra nella normale evoluzione delle oscillazioni climatiche terrestri che sono regolate principalmente dalla attività più o meno intensa del nostro sole (e da altre interferenze astronomiche).

Per ultimo, vorrei metterla a conoscenza di 3 aspetti inerenti l’attuale evoluzione della  temperatura. Il primo. La temperatura del globo, negli ultimi 7 anni, mostra un trend in decisa discesa (e non in salita come qualcuno vuol far credere. A noi pare, stando ai nostri dati, una fake news che deve essere assolutamente vagliata). Peraltro anche in Italia dal 2014 al 2021 (8 anni) la temperatura va verso valori via via sempre meno caldi (abbiamo dati e grafici).

L’ultimo aspetto, che riguarda sempre la nostra penisola, è molto interessante. Negli ultimi 20 mesi si sono registrati 4 casi in cui la temperatura, a livello nazionale, ha registrato record di freddo. Ancora più rilevante risulta essere  questo aspetto, se si prende in considerazione il periodo che va dal 2011 ad oggi. Vediamo in dettaglio.

Periodo 2011-2015. In questi cinque anni si è verificato 1 solo  caso (febbraio del 2012) in cui questo mese ha conquistato, con 4,42° il secondo posto tra i più freddi nella graduatoria degli ultimi 32 anni. Poi però nel periodo 2016 -2021 (ultimi 6 anni) c’è stato il boom dei record del freddo che dall’uno (della precedente fase temporale), si sono portati a ben 6 casi, l’ultimo dei quali conquistato qualche giorno fa, con  15,14° da ottobre 2021.

Dunque esimio presidente (e caro papa Bergoglio), questa è la situazione termica attuale. Perché dunque i media diffondono dati che forse non fotografano il reale status quo del clima, oggetto, questo, pure di valutazioni divergenti tra gli stessi climatologi? I grandi potentati del pianeta, sostenitori della transizione ecologica (via il carbone e il petrolio) e del green, non si facciano troppe illusioni. La ragione avrà ragione se si darà più spazio anche al nuovo nucleare emergente. Prendere del tempo, per ben valutare il tutto, sarebbe un atto di saggezza e responsabilità”.