Variante Omicron, Zangrillo contro gli allarmisti: “ci rovinano l’ultimo scorcio dell’anno”

Zangrillo: “grazie alla variante Omicron, l’irresponsabile e disgustoso dibattito mediatico tra esperti del nulla ci rovinerà quest’ultimo scorcio di 2021”

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Negli ultimi giorni, la variante Omicron del coronavirus SARS-CoV- 2 è arrivata a seminare il caos. Molti Paesi hanno deciso di vietare gli spostamenti con il Sudafrica e i Paesi vicini, dove è stata rilevata inizialmente la variante. Questo ha scatenato un enorme dibattito e anche un certo allarmismo. Allarmismo che per il momento non sembra giustificato, viste le notizie che arrivano dal Sudafrica: “la variante Omicron dà sintomi insoliti ma leggeri”, ha detto Angelique Coetzee, Presidente dell’Associazione dei medici del Paese. Non si sa ancora se Omicron provochi una malattia più grave o se sia più mortale, motivo per il quale anche Coetzee considera “prematuro” prevedere una crisi sanitaria legata alla nuova variante.

Eppure la psicosi è già partita, nonostante questa non sia di certo la prima variante di SARS-CoV-2 apparsa. Alberto Zangrillo, prorettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell’Irccs Ospedale San Raffaele, si è fatto “portavoce” di tutti coloro che si schierano contro l’allarmismo nato intorno a questa nuova variante. “Grazie alla variante Omicron, l’irresponsabile e disgustoso dibattito mediatico tra esperti del nulla ci rovinerà quest’ultimo scorcio di 2021”, ha scritto Zangrillo sui social. Il suo post ha ricevuto oltre 1.500 condivisioni e circa 800 commenti sulla sua pagina Facebook, dimostrazione di quante persone concordano con il suo pensiero. Da diverso tempo, Zangrillo sottolinea la necessità di un approccio preparato, equilibrato e competente nella comunicazione.

Anche Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha cercato di spegnere gli allarmismi, in un intervento a Radio Cusano Campus: “la gestione della pandemia continua a guardare solo i confini nazionali. L’approccio globale siamo molto lontani dal poterlo mettere in atto. Certo è che le varianti di preoccupazione finiscono sempre per emergere in Paesi che hanno basse coperture vaccinali. Non bisogna fare terrorismo, ho trovato eccessiva nei toni la comunicazione fatta dai media su questa variante. Oggi non abbiamo le informazioni per poter annunciare una catastrofe, bisogna prendere tempo sapendo che ci vorranno almeno 2 settimane per capire se gli effetti delle mutazioni saranno reali. Gli scienziati non sono particolarmente preoccupati”.