Covid: la Spagna respinge l’idea del vaccino obbligatorio dopo la proposta di aprire il dibattito in Europa

Carolina Darias, Ministro della Salute della Spagna, ha escluso l'imposizione della vaccinazione obbligatoria contro il Covid nel Paese: "continueremo a vaccinare su base volontaria"

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Mentre la Germania ha annunciato che introdurrà l’obbligo vaccinale probabilmente da febbraio, dopo l’invito ad aprire il dibattito in Europa da parte del Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, Carolina Darias, Ministro della Salute della Spagna, ha escluso l’imposizione della vaccinazione obbligatoria contro il Covid in Spagna. Ma la situazione è molto diversa nei due Paesi: in Germania, solo il 68,7% della popolazione ha completo il ciclo vaccinale rispetto a quasi l’80% in Spagna. E la media europea è del 66%.

Per questo Darias ha sostenuto che, “poiché la situazione” spagnola “è diversa”, l’obiettivo sarà quello di continuare a vaccinare come “si fa” fino ad ora, cioè volontariamente. Il Ministro ha riconosciuto “l’altissima consapevolezza pubblica” e “l’alta responsabilità degli spagnoli“. In questo contesto, ha sottolineato che la Spagna è “leader” nella somministrazione di dosi di richiamo. Tuttavia, ha chiesto alle autonomie di “continuare ad aumentare il ritmo“.

Darias ha anche informato che a partire dal 13 dicembre arriveranno 1,3 milioni di dosi dei vaccini pediatrici di Pfizer, a cui se ne aggiungeranno altri 2 milioni a gennaio. Una quantità sufficiente per vaccinare i 3,3 milioni di bambini tra i cinque e gli 11 anni. Sarà la Commissione di Sanità Pubblica, martedì prossimo, ad autorizzare prevedibilmente la vaccinazione di questo settore della popolazione e, da quel momento, sarà concordata la pianificazione delle modalità di somministrazione.