Covid, studio danese sulla variante Omicron: “efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna al 55% e 36%, rapido calo nei primi 5 mesi”

Uno studio danese evidenzia che "l’efficacia del vaccino contro Omicron era del 55,2% e del 36,7% rispettivamente per i vaccini Pfizer e Moderna, ma con evidenza di un rapido declino nel corso di cinque mesi"

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Uno studio condotto sulla popolazione danese, pubblicato in preprint su MedRXiv, analizza l’efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna contro la nuova variante Omicron di SARS-CoV-2 a seguito di una serie di vaccinazioni a due dosi o di richiamo.

Entro il 12 Dicembre 2021, in Danimarca sono stati identificati 5.767 casi di Omicron con un’età media di 28 anni. Tra coloro che avevano completato più recentemente la vaccinazione primaria, l’efficacia del vaccino contro Omicron era del 55,2% e del 36,7% rispettivamente per i vaccini Pfizer e Moderna, ma con evidenza di un rapido declino nel corso di cinque mesi. In confronto, l‘efficacia dei vaccini contro la variante Delta era significativamente più alta e meglio conservata nello stesso periodo”, si legge nello studio.

Secondo lo studio, “l’efficacia del vaccino viene ristabilita dopo la rivaccinazione con il vaccino Pfizer”. “L’efficacia del vaccino tra coloro che avevano ricevuto una dose di richiamo da 14 a 44 giorni prima era del 54,6%, usando come confronto quelli con solo la vaccinazione primaria (analisi limitata agli over 60)”, precisano gli autori.

Il nostro studio contribuisce alle evidenze emergenti sul fatto che la protezione del vaccino primario Pfizer o Moderna contro Omicron diminuisce rapidamente nel tempo, con la vaccinazione di richiamo che offre un significativo aumento della protezione. Alla luce dell’aumento esponenziale dei casi di Omicron, questi risultati evidenziano la necessità di un massiccio lancio di vaccinazioni e vaccinazioni di richiamo”, concludono gli autori.