Ieri una valanga in Valfurva ha travolto e ucciso Jacopo Compagnoni, fratello della celebre Deborah Compagnoni, grande campionessa dello sci italiano. “Questa tragedia che si è verificata in Valtellina è la dimostrazione che in alla data di oggi l’uomo, anche avvalendosi dei più sofisticati strumenti elettronici esistenti in commercio, non è in grado di stabilire con precisione come, dove, quando avviene un distacco di valanghe verso valle”, sostiene Paolo De Luca, Maestro di Sci e accompagnatore di media Montagna di Pietracamela (Teramo). “Tutto il mondo si è impreparati in materia di valanghe. Infatti alla data di oggi l’uomo, anche avvalendosi dei più sofisticati strumenti elettronici esistenti in commercio, non è in grado di stabilire con precisione come, dove, quando avviene un distacco di valanghe verso valle”, aggiunge De Luca.
“La conferma è che la vittima di questo ennesimo incidente che si è verificato in quota è Guida Alpina, Maestro di Sci di una nota famiglia di professionisti della Montagna, oltre ad essere un volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del CAI”, aggiunge De Luca.
“Attualmente chi pratica attività sulla neve fuori dalle aree attrezzate (piste da sci) – ai fini della sicurezza dalle valanghe – può solamente tenersi costantemente aggiornato sulla situazione del manto nevoso consultando il bollettino di previsione delle valanghe che varia dal valore 1 (debole) al valore 5 (molto forte), senza dimenticare gli elementi base dell’autosoccorso: pala, sonda Artva, oltre a piccozza, ramponi, casco protettivo, zaino con airbag (è una sorta di palloncino che esplode permettendo di ” galleggiare” in caso di valanga)”, spiega il Maestro di Sci.
“Nell’edizione delle ore 8 del Tg1 del giorno 17 dicembre 2021, un volontario del Soccorso Alpino del CAI con l’incarico di addetto stampa del sodalizio in parola – commentando questa tragedia – ha pubblicamente affermato “che per una maggiore sicurezza in montagna bisogna rivolgersi alle Guide Alpine, ai Maestri di Sci, e frequentare i corsi di introduzione e perfezionamento di escursionismo e alpinismo che organizza il CAI”. Te ne sono grato se mi dai la possibilità di riferire pubblicamente che è arrivato il momento creare un deterrente e di porre fine a queste tragedie che si verificano in montagna con l’intento di risparmiare giovani vite umane. Secondo la mia personale opinione, si potrebbe modificare la Legge 363/2003 sulle norme di sicurezza e di prevenzione infortuni per lo sci di discesa e fondo estendendola anche allo sci alpinismo, all’alpinismo, all’escursionismo al torrentismo e più precisamente a tutti gli sport di avventura. Così come nell’attuale legge si stabiliscono precise regole sulle piste da sci, anche nel caso di sci alpinismo, escursioni, ciaspolate e arrampicate in montagna è necessario fissare regole più stringenti”, conclude De Luca.


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