Obbligo di vaccino e Super Green Pass? Per limitare i ricoveri dovete sospendere le pensioni, non gli stipendi

Vaccino obbligatorio e Super Green Pass: le misure del governo si accaniscono sui giovani sani che non rischiano complicazioni da Covid, invece bisognerebbe focalizzarsi sugli anziani che riempiono gli ospedali

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Vaccinati o non vaccinati, i ricoverati per Covid che intasano gli ospedali e paralizzano la sanità hanno un solo fattore in comune: la fascia di età. I giovani sani, anche se non vaccinati, molto raramente hanno complicazioni in caso di contagio da SARS-CoV-2 e rarissimi sono i ricoveri in ospedale. Al contrario gli anziani, anche se plurivaccinati, finiscono in numero molto maggiore non solo in ospedale, ma persino nei reparti di terapia intensiva. Nello scorso mese di novembre (ultimo dato disponibile dai bollettini dell’Istituto Superiore di Sanità), sono entrati in terapia soltanto 31 non vaccinati con meno di 40 anni, a fronte di 427 vaccinati con più di 60 anni (di questi, 20 avevano addirittura già fatto la terza dose da più di 15 giorni). In questo dicembre i numeri sono esplosi in termini assoluti ed il rapporto è sempre lo stesso: ogni giovane non vaccinato, entrano in terapia 14 anziani vaccinati. Gli anziani non vaccinati che vengono ricoverati, ovviamente, sono molti di più (554, nello stesso periodo e nella stessa fascia di età, ma in rapporto ad una popolazione molto più piccola). Complessivamente a novembre abbiamo avuto 38 under-40 in terapia intensiva (31 non vaccinati, 7 vaccinati) a fronte di 981 over-60 (554 non vaccinati, 427 vaccinati). Significa che nel totale, tra vaccinati e non, nei reparti di terapia intensiva d’Italia ci sono 26 anziani per ogni giovane (fonte dati https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_21-dicembre-2021.pdf).

Se davvero si vuole combattere l’emergenza sanitaria ed evitare l’affollamento ospedaliero, bisognerebbe intervenire proprio sugli anziani che dovrebbero vaccinarsi anche con i richiami stagionali, preferibilmente con vaccini aggiornati sulle nuove varianti. Grecia e Repubblica Ceca, ad esempio, hanno disposto l’obbligo della vaccinazione disposto solo per gli over-60. In Italia, invece, il “Governo dei Migliori” ha disposto un obbligo vaccinale per “categorie lavorative“, come se il Covid-19 colpisse in base alla professione che si fa, iniziando tra l’altro proprio dai più giovani in assoluto come gli infermieri e le forze dell’ordine; poi ha esteso il “Super Green Pass” a tutte le attività giovanili (sport, svago, divertimento) con l’unico obiettivo di ricattare con viltà i pochi giovani ancora non vaccinati a sottoporsi alla vaccinazione firmando il consenso informato ed assumendosene la responsabilità (che lo Stato non vuole prendersi), e intanto non ha disposto alcun intervento sugli anziani che possono continuare a fare la stessa vita di sempre senza alcuna limitazione anche se non sono vaccinati.

Anziché sospendere gli stipendi ai giovani che non vogliono vaccinarsi semplicemente perché – razionalmente e in base alle indicazioni scientifiche – non hanno paura del Covid, se proprio si volessero adottare norme così estreme, bisognerebbe sospendere le pensioni agli anziani che con incoscienza decidono di non vaccinarsi portando al collasso il sistema sanitario. E al tempo stesso adottare adeguate misure di tracciamento, cure repentine e con i farmaci corretti (non certo la tachipirina!), perché purtroppo ne hanno bisogno anche gli anziani vaccinati.

Come vediamo ogni giorno – infatti – non c’è alcuna “epidemia dei non vaccinati” (una burla già smontata dalla scienza in tempi non sospetti), ma il SARS-CoV-2 è sempre più una epidemia che colpisce anziani e malati cronici, mentre sui giovani sani si manifesta in forme lievissime, come una banale influenza. Ecco perché sarebbe saggio intervenire per proteggere le persone più a rischio anziché accanirsi con chi rischi non ne ha e invece da due anni – tra lockdown, dad, coprifuoco, zone colorate e super mega lasciapassare – paga pesanti conseguenze nella propria quotidianità e socialità a fronte di un’emergenza che non lo riguarda, mentre chi è davvero esposto alle complicazioni sanitarie può continuare a fare la stessa vita di prima come se la pandemia non esistesse. Un controsenso irrazionale e anti scientifico, compiuto proprio di chi da mesi si riempie la bocca di “scienza“.