Australia, nuovo record assoluto di contagi. E Djokovic resta a Melbourne: esenzione già concessa ad altri 26 atleti

Australia, il contagio dilaga con incidenza senza eguali in tutto il resto del mondo e Djokovic resta a Melbourne

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L’Australia ha battuto oggi il nuovo record assoluto di contagi giornalieri dall’inizio della pandemia: il Governo ha infatti comunicato la positività al SARS-CoV-2 di 72.508 persone, superando il record precedente che era di 64.453 e risaliva a ieri, che a sua volta aveva superato quello del giorno precedente e così via. E’ da tre settimane che ogni giorno (domeniche escluse, ma solo perché si fanno meno tamponi, tutto il mondo è paese…) viene superato il record precedente. I contagi in Australia sono letteralmente raddoppiati questa settimana in quattro giorni, da lunedì a giovedì. Nelle ultime due settimane il numero di contagi è aumentato di oltre 14 volte: mercoledì 22 dicembre, pochi giorni prima di Natale, i nuovi positivi erano stati 5.710 (e anche quello era stato il record assoluto di contagi giornalieri dell’Australia dall’inizio della pandemia). Oggi sono quattordici volte di più:

  • Giovedì 6 Gennaio: 72.508 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Mercoledì 5 Gennaio: 64.453 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Martedì 4 Gennaio: 47.695 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Lunedì 3 Gennaio: 37.030 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Domenica 2 Gennaio: 32.216 nuovi casi positivi
  • Sabato 1 Gennaio: 35.208 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Venerdì 31 Dicembre: 32.827 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Giovedì 30 Dicembre: 21.240 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Mercoledì 29 Dicembre: 18.159 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Martedì 28 Dicembre: 11.267 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Lunedì 27 Dicembre: 10.051 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Domenica 26 Dicembre: 9.424 nuovi casi positivi
  • Sabato 25 Dicembre: 9.947 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Venerdì 24 Dicembre: 9.047 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Giovedì 23 Dicembre: 8.625 nuovi casi positivi (nuovo record)
  • Mercoledì 22 Dicembre: 5.710 nuovi casi positivi (nuovo record)

Così il Paese che aveva contenuto la pandemia con continui lockdown locali e con misure tra le più restrittive al mondo, adesso ha mollato la spugna e si è arreso alla circolazione del virus. Dopo due anni. Per capire la proporzione di quello che sta succedendo in Australia, basta evidenziare come nell’ultima settimana ci sono stati oltre 343 mila contagi, battendo in sette giorni il totale dei contagi dei precedenti due anni (che erano stati in totale 341 mila). E la situazione è completamente fuori controllo:

Australia Covid

Stona, in tutto questo, il grande clamore intorno alla situazione del tennista Novak Djokovic. In un momento in cui in realtà l’Australia non può avere certo negli arrivi dall’estero il problema della pandemia, semmai dovrebbe essere il contrario (tutti questi casi su una popolazione inferiore ai 26 milioni di abitanti segnano la più grande incidenza mondiale; dovrebbero essere gli altri Paesi a proteggersi dall’Australia e non certo il contrario!), il governo ha bloccato il famoso tennista che da anni è schierato su posizioni liberali sulle vaccinazioni, auspicando la libertà di scelta. Il numero uno al mondo con la racchetta in mano, già noto per straordinarie azioni di beneficenza sanitaria (durante la prima ondata della pandemia ha elargito una generosissima donazione all’ospedale di Bergamo, la città più colpita d’Italia dal Covid), Djokovic – che ha già contratto il Covid lo scorso anno, e quindi ha gli anticorpi naturali molto più protettivi rispetto a quelli del vaccino che ha dichiarato di non voler fare rivendicando le proprie abitudini salutiste e naturopatiche – è fermo a Melbourne da ieri dov’è arrivato con un’esenzione dal vaccino firmata da medici europei. Il governo australiano dovrà esprimersi sul ricorso presentato dal tennista serbo contro la sua espulsione, che gli impedirebbe di prendere parte agli Australian Open. Gli avvocati del campione serbo sono apparsi in un’udienza online, dopo che al tennista è stato annullato il visto all’arrivo in Australia, ed è ora bloccato al Park Hotel di Carlton, da dove non può uscire in base alle norme australiane sull’immigrazione. Mentre l’udienza è proseguita fino a sera dopo due precedenti rinvii, gli avvocati di Djokovic hanno ottenuto un’ingiunzione provvisoria che impedisce alle autorità di espellere il campione almeno fino a lunedì, quando è prevista una nuova udienza. L’avvocato Christopher Tran, in rappresentanza del ministro dell’immigrazione Alex Hawke, ha affermato che il governo non si è opposto a un’ingiunzione contro l’espulsione immediata. Il giudice Anthony Kelly ha aggiornato il caso alle 10 di lunedì, una settimana prima dell’inizio degli Australian Open.La sfida legale di Djokovic è iniziata giovedì pomeriggio, ma il giudice Kelly ha rinviato due volte l’udienza perché non aveva ricevuto il materiale scritto depositato dagli avvocati di Djokovic.

Il problema non è sanitario ma burocratico, per il tipo di visto richiesto dal tennista. La domanda  era stata vagliata dalle autorità federali e da quelle dello Stato di Victoria, ha spiegato Tiley, come quelle presentate da altri 26 giocatori o membri degli staff sui 3.000 circa previsti in Australia per i vari tornei. Quello di Djokovic, quindi, non è il primo caso di un atleta che per partecipare a un torneo internazionale in Australia senza vaccino, ha presentato l’esenzione. Ma è la prima volta che viene sollevato questo clamore. La vicenda sta creando grande imbarazzo alle autorità australiane e ai dirigenti mondiali del tennis, anche perché c’è proprio l’immagine del campionissimo serbo mentre bacia il trofeo sul sito degli Open che pubblicizza il prezzo dei biglietti della finale, a partire da 550 dollari australiani, circa 350 euro. E se Djokovic non ci sarà per scelta delle autorità politiche, l’organizzazione del torneo potrebbe chiedere al governo il rimborso dei biglietti di tutti coloro che li avevano acquistati per vedere Djokovic e ulteriori spese per danno di immagine. Insomma, un pasticcio gigantesco creato per nulla in nome del nuovo dogma internazionale del vaccino anti Covid, persino per i giovani atleti che di Covid non rischiano nulla, ignorando anche i casi in cui hanno già gli anticorpi naturali da guarigione. Una folle psicosi indegna di un mondo civile e basato sulla scienza.

Intanto il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha reso noto di aver parlato al telefono con  Dokovic. “Ho detto al nostro Novak che tutta la Serbia è con lui e che le nostre autorità stanno adottando tutte le misure per fermare le molestie nei confronti del miglior tennista del mondo nel più breve tempo possibile“, ha scritto Vucic su Instagram. “In conformità con tutte le norme del diritto pubblico internazionale, la Serbia lotterà per Novak Djokovic, per la giustizia e la verità“, ha aggiunto.