Sport estremi, Alex Bellini: “sono precipitato nel cratere di un vulcano. La vita o è un’avventura audace, o non è niente”

"Nel 2017 precipitai per centinaia di metri nel cratere di un vulcano durante la traversata del Vatnajokull, ma riuscii a riemergere tutto intero"

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Ieri, dopo aver condiviso in una storia l’epilogo triste del rematore francese scomparso nel tentativo di attraversare l’Atlantico a remi, mi sono fermato un attimo a pensare a quante volte mi sia trovato in situazioni di pericolo ed aver scambiato la fortuna per controllo“. E’ quanto scrive l’esploratore e atleta estremo Alex Bellini sulla propria pagina Facebook.

Nel 2017, per esempio, precipitai per centinaia di metri nel cratere di un vulcano durante la traversata del Vatnajokull, ma riuscii a riemergere tutto intero. Ho ripensato spesso a quel momento, attribuendo la causa e l’esito finale a me stesso, ma da poco ho rivalutato tutto e il peso che do oggi alla fortuna è superiore di gran lunga alla mia capacità di sopravvivenza“, racconta l’atleta.

Fa un certo effetto pensare che la nostra vita (o almeno la mia) sia appesa al filo sottile del caso e forse questo è un concetto così spaventoso che spiega perché abbiamo il bisogno maniacale di sentire la vita nelle nostre mani – perché non saremmo disposti a metterla in quelle di uno sconosciuto, figuriamoci nelle mani del caso! Durante una spedizione i giorni sono tutti abbastanza simili, abbastanza prevedibili, tanto che l’illusione della sicurezza può sembrare più reale della realtà. Quando poi qualcosa scuote il nostro falso senso di sicurezza, diventiamo più consapevoli che essa non è altro che un’illusione e al massimo può essere solo temporanea. Forse qui sta la soluzione. Si può godere del senso di controllo, tenendo presente allo stesso tempo che è un’illusione, che il mondo è caotico e che in qualsiasi momento può esserci portato via. Questo è solo un altro dei tanti paradossi della vita, cose che sembrano contrastanti l’una con l’altra a causa della nostra percezione bianco/nero, ma che invece possono tranquillamente esistere simultaneamente. Anche se ci sono cose che possiamo fare per rendere le nostre vite più sicure e longeve, forse è come scriveva Helen Keller: “Evitare il pericolo non è più sicuro a lungo termine dell’esposizione totale. La vita o è un’avventura audace, o non è niente“, conclude Bellini.