Un misteriosa “capanna lunare” avvistata dal rover cinese Yutu 2 era, in realtà (come ampiamente prevedibile e forse scontato) una roccia.
E’ stata soprannominata “coniglio di giada” dal team di Yutu 2, che ha annunciato di avere condotto un’ispezione ravvicinata dell’oggetto con il rover venerdì 7 Gennaio. Il soprannome è appropriato, poiché il nome del rover, Yutu, si traduce anche in “coniglio di giada”.
L’oggetto è apparso per la prima volta nel campo visivo delle telecamere di Yutu 2 a Dicembre, quando sembrava un oggetto a forma di cubo, sfocato, all’orizzonte.
Il rover è il primo ad esplorare il lato opposto della Luna, più accidentato e costellato da crateri rispetto al lato visibile dalla Terra. Poiché l’oggetto sembrava irregolarmente simmetrico, con una strana parte superiore piatta, i ricercatori del programma di sensibilizzazione Our Space, della China National Space Administration, hanno scherzato sul fatto che poteva trattarsi di una capanna di pionieri alieni, aveva riportato in precedenza Live Science.
Dopo un mese di viaggio, dal punto originale in cui ha scattato l’immagine al sito dell’oggetto stesso, il rover ha ora inviato i primi scatti sulla Terra: si è scoperto così che la roccia è anche molto più piccola di quanto sembrava da lontano, più tondeggiante, tanto da assomigliare a un coniglietto accovacciato che mastica un paio di carote (che in realtà sono rocce più piccole).
“La superficie della Luna è 38 milioni di km quadrati di rocce, quindi sarebbe stato astronomicamente eccezionale che fosse qualcos’altro,” ha scritto il giornalista Andrew Jones su Twitter. “Anche se piccolo, la roccia coniglio di giada/玉兔 sarà anche una delusione monumentale per alcuni“.
A causa della mancanza di prospettiva nell’immagine originale, ha spiegato Jones, molte persone speravano in una grande struttura che assomigliasse più all’Arco di Trionfo o all’imponente edificio del quartier generale della CCTV di Pechino.
Dopo avere catalogato la roccia, Yutu 2 continuerà ora la sua esplorazione del cratere Von Kármán, largo 186 km. Il rover ha esplorato la regione da quando la navicella spaziale Chang’e 4 lo ha portato sulla superficie lunare, nel primo atterraggio morbido in assoluto sul lato opposto della Luna, avvenuto nel Gennaio 2019. Il rover è il più longevo ad esplorare la superficie del nostro satellite. Ha studiato il terreno poroso che costituisce almeno i primi 40 metri della superficie lunare e ha studiato una sostanza simile a un gel di colore strano trovata in un cratere: uno studio del 2020 ha scoperto che non era altro che roccia fusa, generata da un impatto di un meteorite molto tempo fa.




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