Il 22 febbraio 1931 veniva varata l’Amerigo Vespucci

Ritenuta la nave più bella del mondo la Amerigo Vespucci veniva varata il 22 febbraio 1931 e da allora, come nave scuola, rappresenta un capolavoro di eleganza e ingegneria navale ricco di storia e curiosità da scoprire [FOTOGALLERY]

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È stata definita la nave più bella del mondo ed è l’orgoglio della Marina Militare italiana, si tratta della nave scuola Amerigo Vespucci. Fu varata il 22 febbraio 1931 e da allora solca i mari di tutto il mondo addestrando marinai e da qualche anno anche marinaie.
Fu costruita insieme alla sua gemella, la Cristoforo Colombo, espressamente come nave scuola e il suo motto è: “Non chi comincia ma quel che persevera”. Le sue vele coprono una superficie di 3000 metri quadri, mentre i cavi misurano ben 36 chilometri e tutte le altre caratteristiche e curiosità ne fanno ancora oggi un universo tutto da scoprire per appassionati e avventori.

Il varo dell’Amerigo Vespucci

varo_vespucciLa nave scuola Amerigo Vespucci costituisce l’unità più anziana in servizio della Marina Militare italiana ed è stata varata il 22 febbraio 1931, data scelta perché ricorrenza della morte del navigatore Amerigo Vespucci avvenuta il 22 febbraio 1522.

Le pagine della cronaca di quel giorno raccontano l’atmosfera di festa alla quale partecipò tutta la cittadinanza e illustrano la presenza delle diverse autorità.
Già alle 8 del mattino si trovavano il cantiere il comandante marittimo Oscar Cerio e il direttore, l’ingegnere Odoardo Giannelli. Dopo la messa celebrata nella cappella del cantiere e l’arrivo di studenti marinai e autorità, il vescovo della città impartì la benedizione.
La madrina del varo fu Elena Cerio, figlia del Comandante Cerio che infranse la bottiglia di spumante come da regola, gesto di buon auspicio che venne accolto dal fragore degli applausi di tutti gli spettatori.

Giannelli fece un commosso discorso, al termine del quale si levò il grido: “In nome di Dio, taglia!”; fu allora che scure si abbatté sulle trinche e la nave dopo qualche istante di assoluto silenzio prese il mare e fu accolta dal suono delle bande e delle sirene delle navi del porto.
La nave che era stata impostata solo il 12 maggio 1930 fu ultimata in soli 16 mesi e da quel giorno ha solcato tutti i mari del mondo, rinnovando l’orgoglio degli Italiani per quella che tutt’ora viene considerata la nave più bella del mondo.

Le navi gemelle Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo

amerigo vespucciIl veliero fu interamente costruito e allestito presso il Regio Cantiere Navale di Castellamare di Stabia e fu consegnata alla Regia Marina il 26 maggio del 1931, mentre entrò in servizio come nave scuola solamente il successivo 4 luglio, affiancandosi alla nave gemella Cristoforo Colombo con la quale sin da subito costituì la “Divisione navi scuola”.
Il 15 ottobre del 1931, invece, al rientro dalla sua prima Campagna di Istruzione ricevette la Bandiera di combattimento a Genova.

La nave venne concepita sul tavolo di disegno dall’allora maggiore del Genio Navale, Francesco Rotundi e progettata sulla base precise specifiche dual use volute dal ministro della Marina, il grande ammiraglio Thaon Revel, già nel 1924.
Sia l’Amerigo Vespucci che la leggermente più piccola Cristoforo Colombo, erano state concepite, infatti, non solamente per assolvere solamente il compito di nave scuola per gli allievi dell’Accademia di Livorno, ma anche per essere operative in caso di conflitto in qualità di navi appoggio sommergibili.
Per tale motivo gli alberi potevano essere sfilati mentre l’apparato motore era diesel-elettrico, come ideato dal capitano Arturo Castellani, lo stesso che si distinse dopo la Seconda Guerra Mondiale per essere stato quello che si può definire il padre dell’elettronica domestica del Bel paese in quelli che furono gli anni del boom economico.

Questa soluzione motore consentiva, infatti, di ricaricare le batterie dei sottomarini ma anche di ricavare locali ampi a bordo per consentire di ospitare il personale di una squadriglia di battelli e le officine necessarie.
Questa soluzione fu adottata osservando quella diffusa negli Stati Uniti, mente guardando alle imprese del motoveliero e incrociatore tedesco Seedler, si pensò in un primo momento di adibire la Cristoforo Colombo a missioni anche negli angoli più remoti del pianeta come l’Oceano Indiano o il Pacifico, a seguito di un rinforzo dell’armamento e dell’imbarco di un cannone da “caccia”.
A seguito, tuttavia, della distensione del clima di rapporti con Londra e Parigi queste modifiche non furono apportate e le idee scartate.

Identikit dell’Amerigo Vespucci

dettagli amerigo vespucciIl motto del veliero Amerigo Vespucci che dal 1931 si imprime nei cuori di chi solca con essa i mari ma anche di chi ne scopre la storia è: “Non chi comincia ma quel che persevera”, frase attribuita a Leonardo Da Vinci e ufficializzata nel 1978.

Si tratta di una nave a vela con motore ausiliario e dotata di uno scafo in acciaio e tre ponti principali (coperta, batteria, corridoio); consta di due sovrastrutture principali sul ponte di coperta, ossia il castello a prora e il cassero a poppa.
Per quanto riguarda gli elementi in legno: tavole di teak rivestono il ponte di coperta ma anche la battagliola e la timoneria; tra gli altri legni utilizzati vi sono anche il mogano e il legno santo che sono impiegati nelle attrezzature marinaresche; mentre il frassino è utilizzato per i carabottini (i grigliati di legno) e il rovere per gli arredi degli alloggi degli ufficiali e per il Quadrato Ufficiali (salone); noce e mogano, invece, sono i legni della Sala consiglio.

La nave consta di tre alberi con vele quadre (maestra, trinchetto e mezzana) e il bompresso, l’estremo albero prodiero dei comuni velieri, che porta il più avanti possibile i lati inferiori dei fiocchi.
Tutti gli alberi sono composti da tre pezzi: i primi due sono in acciaio, mente il terzo, detto alberetto, sono in legno (douglas), lo stesso sistema seguono i pennoni con le parti inferiori in acciaio e quelle superiori in legno.
La superficie delle vele è davvero imponente e arriva nelle 24 vele in tela olona a misurare 3000 metri quadrati; i cavi invece si estendono per 36 chilometri.

Fanno parte dell’armamento due piccoli cannoni da 60 mm che vengono utilizzati per le salve di saluto, ma è anche presente una mitragliera smontabile. È lunga 101 metri e pesante 4.146 tonnellate a pieno carico, con una velocità massima di 10 nodi (circa 19 km/h) a motore e 16 nodi a vela.

L’equipaggio è composto da 286 marinai e marinaie, di cui 16 ufficiali, e ogni estate svolge le campagne di addestramento che fanno aumentare il numero di personale a bordo a 400 persone con gli Allievi dell’Accademia Navale di Livorno, i cadetti che a bordo imparano i segreti e le tecniche della navigazione.

L’8 agosto 2018 il veliero ha superato per la prima volta nella sua storia il Circolo Polare Artico, navigando per 1640 miglia nell’Atlantico, dalle Azzorre fino all’Islanda, il punto più a nord che abbia mai raggiunto.

A farne la nave più bella del mondo sono invece i dettagli preziosi come i decori dei fregi di prora e gli arabeschi di poppa in oro zecchino, la raffigurazione dell’esploratore omonimo nella polena di prua, ma anche gli eleganti arredi degli anni ’30.