Caro bollette, Coldiretti: 4 milioni di famiglie in crisi

Il costo dell’energia si riflette non solo sulle aziende e su tutta la filiera produttiva, ma anche sui bilanci delle famiglie

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Sono 4 milioni le famiglie in condizioni di povertà energetica messe in crisi dalle bollette di luce e gas che colpiscono cittadini ed imprese con l’aumento dei costi che rende più onerosa la produzione e la commercializzazione. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’OIPE nel commentare le tariffe di luce e gas che scatteranno dal primo aprile secondo quanto stabilito dall’Autorità di regolazione Energia Reti e Ambiente (Arera) con un aggravio per l’elettricità dell’83% % e per il gas del 71% su base annua, anche se in calo rispetto al trimestre precedente

Una situazione che – spiega Coldiretti – pesa su quegli italiani che si trovano in una condizione di povertà assoluta, cioè con una spesa mensile pari o inferiore a una soglia minima corrispondente all’acquisto di un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile

La pesante spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché – sottolinea la Coldiretti – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare. Il costo dell’energia – continua la Coldiretti – si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e la distribuzione. L’agricoltura – precisa la Coldiretti – deve pagare una bolletta aggiuntiva di almeno 8 miliardi su base annua, rispetto all’anno precedente, che mette a rischio coltivazioni e allevamenti con un incremento medio di almeno 1/3 dei costi produzione dell’agricoltura a causa degli effetti diretti ed indiretti del balzo dei costi energetici

Il risultato è che più di 1 azienda agricola su 10 (11%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi, secondo l’analisi Coldiretti su dati Crea.