Il 14 maggio 1796 nasceva la vaccinazione con il primo vaccino antivaiolo

Fu Edward Jenner, il 14 maggio del 1796, il primo a inventare la tecnica della vaccinazione quando inoculò il vaiolo vaccino in un bambino di 8 anni che successivamente divenne immune anche alla forma umana della malattia

Fu il medico e ricercatore inglese Edward Jenner il primo a scoprire e sperimentare la tecnica della vaccinazione il 14 maggio del 1796, quando innestò nel braccio di un bambino una piccola quantità di materiale infetto di Vaiuolo Vaccino, la forma della malattia che colpiva i bovini. Il piccolo non ebbe alcun disturbo e in seguito Jenner dimostrò che era diventato immune anche alla forma umana del virus: con il primo vaccino antivaiolo aveva inventato la pratica medica della vaccinazione.

Edward Jenner e il primo vaccino

edward jenner vaioloEdward Jenner era un medico di campagna inglese, nato a Berkeley, che nelle sue osservazioni delle epidemie di vaiolo, si accorse che le mungitrici della campagna venivano spesso colpite dal vaiolo vaccino, una forma molto leggera della stessa patologia che colpiva gli esseri umani. Tuttavia, anche solo prendere questa versione della malattia le rendeva protette nei confronti del vaiolo umano, che, al contrario, aveva effetti devastanti e di sovente portava al decesso.

Incoraggiato dalle sue osservazioni decise di estrarre del materiale purulento da una pustola di una mungitrice, Sarah Nelmes, che era appunto infetta del vaiolo vaccino e decise di inocularlo a un bambino perfettamente sano di 8 anni, James Phipps.  Da quel 14 maggio 1796 non passo molto tempo prima che il piccolo iniziasse a manifestare i primi sintomi e dopo circa una settimana presentava: brividi di freddo, mal di testa, dolore alle ascelle e febbre. Dopo solamente alcuni giorni però il ragazzo guarì.

Così egli scrive nel suo “Ricerca sulle cause e gli effetti del vaiolo vaccino” pubblicato nel 1798:” Sarah Nelmes, mungitrice in una fattoria di questa zona, venne attaccata dal Cow-pox delle vacche del suo padrone nel maggio del 1796. Ricevette l’infezione in una parte della mano che era stata leggermente lesa in precedenza dal graffio di una spina.Una larga pustola ulcerosa e gli usuali sintomi accompagnarono come di solito la malattia. Al fine di osservar con maggiore accuratezza il progresso del contagio, scelsi un ragazzino ben robusto, di otto anni circa, con l’intenzione di innestargli il Cow-pox: La materia venne presa dalla piaga sulla mano di una mungitrice. Tale materia venne inserita, il 14 maggio del 1796, nel braccio del ragazzo per mezzo di due superficiali incisioni che scalfirono appena le dita, della lunghezza di circa mezzo pollice ciascuna. Al settimo giorno il ragazzo lamentò dolori all’ascella e al nono soffrì di brividi di freddo ed ebbe un leggero mal di testa. Per tutto l’intero giorno egli fu visibilmente malato e passò una notte abbastanza inquieta, ma il giorno seguente stava perfettamente bene.

Passato circa un mese dalla guarigione del ragazzo si aprì la parte più rischiosa della sua sperimentazione perché Jenner prelevò nuovamente materiale infetto da una pustola di un essere umano che era affetto dal vaiolo umano e ancora una volta inoculò il materiale allo stesso bambino.

Il risultato fu sorprendente perché il ragazzo non ebbe alcuna reazione e non presentò nessun sintomo della malattia. Il piccolo era diventato immune alla forma umana del Vaiolo e alla pratica venne attribuito il nome di “vaccinazione”. In segno di riconoscenza, Jenner regalò al giovane una piccola tenuta di campagna dove Phipps visse felice fino a 70 anni con moglie e due figli.

Al termine dello stesso anno Jenner inviò un articolo scientifico alla Royal Society di Londra in cui descriveva ben 13 casi di soggetti che erano risultati immuni al vaiolo umano dopo essere stati immunizzati con il vaiolo bovino. Tuttavia, la Royal Society si rifiutò di pubblicare il contributo scientifico e il medico fu costretto a pubblicarlo a proprie spese.

La comunità scientifica non aveva accolto la nuova tecnica e permaneva una diffidenza in tutta la vecchia scuola medica. Ma proprio in quel 1796 cominciava la guerra al vaiolo che avrebbe avuto il suo termine soltanto nel 1980. Il metodo usato da Jenner ebbe presto un’ampia diffusione e in breve tempo oltre 100 mila persone furono vaccinate su tutto il suolo europeo. Nel 1785 Napoleone Bonaparte impose la vaccinazione a tutte le sue truppe e un anno dopo la vaccinazione venne estesa a tutta la popolazione francese.

Storia del vaiolo

vaioloIl vaiolo, al pari della peste, era una delle malattie infettive che più si era diffusa al mondo e aveva nel corso dei secoli decimato intere popolazioni in tutti i continenti. I primi cenni a questa malattia risalgono a circa 1000 anni prima di Cristo, infatti, i segni clinici della malattia si trovano in mummie egizie. In tutte le epoche chi riusciva a sopravvivere portava a vita i segni della malattia sottoforma di deturpanti cicatrici e questi segni clinici la resero a lungo oggetto di superstizione ma anche di approfondite cronache da parte dei medici.

In Occidente il vaiolo fece periodiche comparse in Europa senza diventarvi stabile, fino al momento in cui la popolazione non aumentò di numero e gli spostamenti delle persone non divennero più intensi, soprattutto durante il periodo delle Crociate. Dal momento in cui la popolazione in Europa e Asia crebbe considerevolmente il vaiolo divenne endemico e colpì periodicamente soprattutto i bambini nelle epidemie periodiche che provocavano la morte del 30 % dei soggetti colpiti.

La comparsa del vaiolo in Europa fu l’evento che maggiormente portò la malattia a diffondersi perché le ondate di esplorazioni e colonizzazioni da parte degli europei portarono alla sua diffusione in altre parti del mondo. L’introduzione nel territorio messicano colpì talmente duramente le popolazioni di Aztechi e Incas da facilitare considerevolmente la conquista da parte degli Spagnoli. Lo stesso avvenne quando la colonizzazione si spostò nella costa orientale del Nord America dove i nativi americani furono decimati dal vaiolo.

Nel Nord America gli ultimi casi di vaiolo si videro negli anni ’40, in Europa fu eradicato nel 1953 mentre in India l’ultimo caso si ebbe nel 1975. L’ultimo caso segnalato fu nel 1979 e dal 1980 il vaiolo venne considerato scomparso grazie proprio alla campagna di vaccinazione universale dell’OMS.

Da quel momento la vaccinazione antivaiolosa non viene più effettuata. Jenner, però, non aveva solo inventato la tecnica della vaccinazione ma aveva aperto la strada alla sperimentazione immunologica che ancora oggi prosegue. Luigi Sacco, nel suo Trattato di vaccinazione, pubblicato nel 1809, scriverà:” …il merito non consiste nel veder un fenomeno, ma nel cavarne costrutto, scoprendone le relazioni. Cadevano i gravi abbandonati a sé anche prima del secolo di Galileo, ma Galileo solo scoprì le leggi della loro caduta, per cui ne derivò tanto vantaggio alla fisica.”.