Il Volto di Decebalo in Romania è la più grande scultura rupestre d’Europa

Il Volto di Decebalo è la più grande statua rupestre d'Europa e la sesta per dimensioni al mondo. Per realizzarla è stato necessario un decennio e la volontà di un imprenditore rumeno con la passione per la storia della Dacia

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Si tratta della scultura rupestre più grande d’Europa e la sesta al mondo per dimensioni: è il Volto di Decebalo in Romania. La realizzazione di questa scultura, che si colloca sulle sponde del Danubio, è stata un’impresa titanica durata un decennio. Fu realizzata grazie al finanziamento e alla volontà di un imprenditore rumeno, Giuseppe Costantino Dragan, desideroso di omaggiare la sua terra con il ritratto di un sovrano amatissimo che dopo due millenni ancora viene ricordato per tenacia e nobiltà d’animo.

Il Volto di Decebalo sul Danubio

Statua-di-DecebaloIl Volto di Decebalo, anche chiamato Statua di Decebalo, è una colossale statua scolpita nella roccia e situata sulle rive del Danubio nella regione al confine tra la Romania e la Serbia. L’opera si colloca nel meraviglioso paesaggio del lato rumeno che domina le Porte di Ferro della città di Orșova e oltre ad offrire un paesaggio mozzafiato si distingue per essere la più grande scultura rupestre d’Europa.

Il Volto di Decebalo si affaccia sulle gole naturali del Danubio che scorre tra i Carpazi e si annovera anche come la sesta scultura più grande del mondo. La statua ritrae il volto del re dacio Decebalo ed è stata ideata dall’artista romeno Florin Cotarcea. A finanziarne la realizzazione con oltre 1 milione di euro fu l’imprenditore Iosif Constantin Dragan, appassionato fruitore di storia di questa popolazione indoeuropea che occupava il territorio dell’area nord del basso corso del Danubio.

La statua in rumeno prende il nome di Chipul lui Decebal ed è alta 43 metri e larga 25, gli occhi sono grandi oltre 4 metri di larghezza e il naso 7 metri di altezza. Misura 8 otto metri più del Cristo Redentore di Rio de Janeiro e solo 6 metri in meno della Statua della Libertà, mentre il suo spirito celebrativo è simile a quello delle statue sul Monte Rushmore.

Sulla sponda opposta del Danubio, in territorio appartenente alla Serbia, si trova come controparte la Tabula Traiana, un memoriale dedicato alle vittorie dell’esercito romano guidato da Traiano che condussero alla conquista della Dacia. Entrambi i monumenti sono particolarmente suggestivi in quanto si collocano tra la fitta vegetazione del luogo e anche dopo pochi anni hanno regalato alla Statua di Decebalo un’aura antica con la quale sembra che da sempre continui a difendere i confini della sua terra.

La zona, inoltre, testimonia i segni della civiltà umana dagli albori dei tempi. Infatti, nelle grotte di Chindia e di Livadita, che si trovano a 7 chilometri da Moldova Nouă, sono stati scoperti i più antichi segni di vita, datati 35.000 a.C..

I lavori per la realizzazione del Volto di Decebalo

Statua-di-DecebaloI lavori di realizzazione iniziarono nel 1994 e durarono un decennio grazie al lavoro di una squadra di 12 scultori che hanno di sovente lavorato in condizioni estreme. Modellare la roccia risultò un compito particolarmente complesso e dopo le misure topografiche e l’abbattimento della vegetazione e delle rocce pericolanti intorno al luogo del lavoro si passò alla fase successiva della predisposizione dei ponteggi. Vennero costruiti impianti per il passaggio della corrente elettrica e realizzati gli alloggi per il personale, gli strumenti di lavoro furono invece trasportati prima con barche e poi manualmente.

Ogni giorno fu necessario per gli alpinisti arrampicarsi dalla base della roccia fino ai ponteggi. Seguivano poi altre ore di duro lavoro con il martello pneumatico e il piccone, mentre i grandi pezzi di roccia venivano frantumati con la dinamite. Nei dieci anni di lavoro sulla roccia furono praticati 20.000 fori, si impiegarono quantità impressionanti di dinamite, con centinaia di inneschi e oltre 20.000 metri di miccia usati per frantumare 6.000 metri cubi di roccia.

La fase più complessa probabilmente fu quella di realizzazione del naso poiché nei fori profondi quasi due metri fu necessario porre un’otturazione. Furono realizzati dei canali per aumentare la presa nella roccia con il cemento e venne inserita un’armatura con barre d’acciaio inox provenienti dall’Italia.

Tuttavia, la costruzione non è stata del tutto ultimata: deceduto il finanziatore, i lavori non hanno potuto proseguire. Il progetto è quindi parzialmente incompiuto. Sotto il volto si trova incisa un’iscrizione in latino che recita: “DECEBALUS REX – DRAGAN FECIT”, che si traduce con “Re Decebalo – realizzato da Drăgan”.

Chi era Decebalo?

colonna traiana decebaloLa statua del Volto di Decebalo celebra la grandezza di questo personaggio che rimane impresso ancora oggi e la cui figura travalica i confini del suo regno e quelli del tempo. Decebalo fu un sovrano della Dacia, ultimo re a governare tra l’87 e il 106 d.C. e probabilmente il più potente dei regnanti di questo antico reame, fu un abile stratega e un governante ricordato per la dedizione verso il suo popolo e la sua terra sempre accompagnata da nobiltà d’animo.

Decebalo fu un sovrano che riunì tutte le tribù dace con l’aspirazione di liberarsi dal giogo del dominio romano e fondare infine un regno autonomo che potesse insignirsi del nome di Grande Dacia. L’imperatore Domiziano si oppose strenuamente a questo progetto e mandò ben due eserciti a contrastare Decebalo ed entrambe le volte i romani persero.

Il leggendario e invincibile, infine, Decebalo preferì togliersi la vita piuttosto che deporre le armi ai piedi dell’Impero Romano e il suo volto austero, caparbio e orgoglioso restituisce tutto il senso della sua onorabile audacia. Persino Traiano apprezzò la fierezza del sovrano dacio, tanto da dedicare la celebre Colonna traiana proprio alle battaglie che furono condotte contro lui e il suo popolo.