Siccità, Gualdi (CMCC): “previsioni a 6 mesi non incoraggianti”

"Molto probabilmente non ci lasceremo alle spalle la siccità neanche a settembre", afferma Silvio Gualdi, Senior Scientist del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici

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Le previsioni a lungo termine non lasciano intravedere nulla di buono sul fronte siccità, che sta mettendo sotto grande pressione l’agricoltura ma anche altri settori, come l’idroelettrico, e creando preoccupazioni anche per l’idropotabile. “Molto probabilmente non ci lasceremo alle spalle la siccita’ neanche a settembre, quando con l’autunno, le prime piogge dovrebbero tornare a scendere sul nostro Paese”. Lo spiega all’AGI Silvio Gualdi, Senior Scientist del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) ed alla guida della divisione “Climate Simulations and Predictions”.  

Ogni mese – spiega – insieme ai colleghi europei che lavorano nell’ambito del Copernicus Climate Change Service elaboriamo previsioni a sei mesi con l’obiettivo di cercare di anticipare i trend stagionali, specialmente per quanto riguarda le precipitazioni e le temperature. E sono ormai diversi mesi che i nostri modelli ci mostrano previsioni caratterizzate, in termini probabilistici, da una sensibile riduzione delle precipitazioni, per tutto il Mediterraneo e l’Europa meridionale, sensibilmente al di sotto della media attesa. Anche l’ultimo bollettino, emesso a giugno non si discosta da quelli che avevamo emesso nei mesi precedenti e che indicavano uno scenario di siccita’ diffusa, su queste regioni, che poi si e’ verificato”. 

Secondo le stime dei ricercatori, a settembre e’ molto improbabile che le piogge supereranno in modo significativo la media stagionale permettendo in questo modo la ricostituzione delle falde. 

Oggi la rivista Nature ha pubblicato un articolo in cui alcuni ricercatori hanno spiegato che La Nina, che insieme al Nino costituisce un importante fattore di influenza sul clima a livello globale, potrebbe, per la prima volta, ripetersi per il terzo anno consecutivo. “Fenomeni quali El Nino e La Nina – spiega Gualdi – sono molto ben conosciuti e generalmente prevedibili e sono molto importanti perche’ hanno un’influenza sul clima di vaste regioni del pianeta e, in una certa misura, anche alle nostre latitudini”. In particolare, “esistono studi che suggeriscono che quando le acque del Pacifico Tropicale sono piu’ fredde della norma (La Nina) le precipitazioni nel Mediterraneo occidentale tendono a ridursi, mentre la fase opposta (El Nino) tende a produrre un aumento delle precipitazioni nella nostra regione. Se dunque ci troviamo in una fase di Nina, c’e’ da attendersi una maggiore probabilita’ che si sviluppino condizioni siccitose, anche se, non possiamo dire che la siccita’ che stiamo attraversando sia causata direttamente ed esclusivamente da questo importante fenomeno climatico globale“.