Covid, Pechino fa marcia indietro: niente obbligo di vaccino nei luoghi pubblici dopo le proteste

La misura intendeva limitare l'accesso ai vaccinati in luoghi pubblici come cinema, musei e teatri

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Meno di due giorni dopo che Pechino ha annunciato che avrebbe imposto il primo obbligo di vaccino in assoluto in Cina, le autorità hanno ritirato la misura in una rara concessione alle proteste dei residenti. Le persone potranno entrare in tutti i luoghi pubblici se potranno fornire un risultato negativo del test Covid che non risalga a più di 72 ore e a seguito di controllo della temperatura, ha detto un funzionario non identificato in un’intervista al Beijing Daily, pubblicata nella tarda notte di giovedì. La città continuerà a promuovere la vaccinazione su base volontaria, informata e consensuale, ha affermato il funzionario.

La misura, annunciata mercoledì e destinata ad entrare in vigore l’11 luglio, avrebbe limitato l’ingresso a luoghi pubblici come cinema, musei e teatri solo alle persone vaccinate e prevedeva che i lavoratori di determinate professioni ricevessero booster.

Il rifiuto della popolazione è stato rapido, con alcuni residenti che sui social media cinesi hanno definito il requisito una limitazione illegale alla loro libertà, chiedendosi inoltre quanto siano efficaci i vaccini contro la variante omicron altamente contagiosa.

La marcia indietro delle autorità è un passo insolito in un Paese che esercita un immenso potere sulla vita dei residenti. Gli spostamenti quotidiani sono già limitati da un sistema di codici sanitari, centinaia di milioni di persone sono sottoposte a frequenti test e la Cina richiede la quarantena obbligatoria per tutti i contagiati e i loro contatti stretti.

La sfida che il governo deve affrontare è persuadere determinate categorie, principalmente gli anziani con malattie di base. Il basso tasso di vaccinazione tra i gruppi più vulnerabili è stato spesso citato come giustificazione per l’adesione della Cina alla politica Covid Zero, che si basa su test e costosi lockdown che hanno lasciato il Paese sempre più isolato.

Quasi il 90% di 1,4 miliardi di persone in Cina è completamente vaccinato, ma il tasso scende nei gruppi di età più avanzata. Il tasso di vaccinazione degli anziani di Pechino è superiore all’80%, mentre Shanghai è al 70%.