Sono in corso le ricerche degli ultimi dispersi: 14 specialisti interforze e 2 unità cinofile hanno raggiunto il fronte della valanga di ghiaccio della Marmolada che ha provocato la morte di 9 alpinisti. “Operazione complessa e con il rischio di altri improvvisi distacchi, ma per ora il ghiacciaio sembra tenere,” ha dichiarato Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso alpino nazionale. Un elicottero accompagna in quota gli operatori che vengono calati e si muovono restando imbragati col verricello al velivolo in aria. Un accorgimento che aggiunge sicurezza se fosse necessario evacuare immediatamente la zona. I radar e i sensori posti nel ghiacciaio consentono di rilevare ogni spostamento della massa ghiacciata: in caso di allarme, sono pronte le vie di fuga.
Marmolada, il bilancio
Nove quindi le vittime, certa l’identità di 4 (Paolo Dani, Filippo Bari, Davide Carollo e Liliana Bertoldo) a cui si devono aggiungere 2 escursionisti della Repubblica Ceca. Tre i corpi ancora senza nome e ufficialmente 5 i dispersi (Emanuela e Piran e Gianmarco Gallina, Davide Miotti e Erica Campagnaro, Nicolò Zavatta di 22 anni): non c’è ancora la certezza che i corpi ritrovati siano di qualcuno di loro. Sette i feriti ricoverati a Trento e in altri ospedali.
La situazione
Resti degli escursionisti, così come attrezzatura tecnica, verosimilmente riconducibile a persone date attualmente per disperse, è stata ritrovata questa mattina in Marmolada dai soccorritori: lo ha appreso l’ANSA. Questa notte ha piovuto, quindi il terreno è stato “pulito” da polvere e pietrisco, la temperatura si è abbassata, il cielo è terso e non c’è vento, condizioni meteo ideali per la ricognizione sul posto.


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