Marmolada, identificate tre vittime: “sarà complicato recuperare tutti i corpi”

Filippo Bari, guida alpina, Tommaso Carollo e Paolo Dani sono le prime 3 vittime identificate del crollo del seracco sulla Marmolada

  • Credit Pierre Teyssot / AFP / Ansa
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MeteoWeb

Rimane fermo a 7 il bilancio delle vittime del crollo di un seracco sulla Marmolada. Nel pomeriggio era stata diffusa erroneamente la notizia del decesso di uno dei feriti, che si trova ricoverato in prognosi riservata al Ca’ Foncello di Treviso. “Il paziente è ancora intubato e sedato: ha riportato un importante edema cerebrale“, precisa invece l’ospedale trevigiano. 8 i feriti trasferiti negli ospedali, di cui 2 in gravi condizioni.

Nel frattempo sono state identificate tre delle sette vittime finora accertate. Si tratta di Filippo Bari, guida alpina, Tommaso Carollo e Paolo Dani. Sono state formalmente riconosciute dai parenti. 

Filippo Bari, residente a Malo, in provincia di Vicenza, aveva 27 anni e lavorava in una ferramenta di Isola Vicentina. Appassionato della montagna ma anche di musica rock, aveva una compagna ed un figlio di 4 anni. Ieri, prima della tragedia, aveva inviato un ultimo selfie ad amici e parenti proprio dalla Marmolada. Tommaso Carollo era una manager di 48 anni di Thiene, molto conosciuto nell’Alto Vicentino. Paolo Dani era una guida alpina di Valdagno, molto apprezzata e stimata da colleghi e amanti della montagna. Aveva 52 anni ed era molto conosciuto per la sua esperienza. 

I nomi delle altre 4 vittime al momento non sono stati resi noti. 

Intanto, scende a 13 il numero delle persone oggetto di ricerca. Un escursionista austriaco che figurava nella lista dei dispersi e’ stato contatto dalle autorita’ consolari austriache ed ha dato notizie poco fa. Lo fa sapere la Provincia di Trento. Dieci dispersi sono di nazionalita’ italiana e tre di nazionalita’ ceca. Le autorita’ stanno ancora accertando la proprieta’ di quattro delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio: hanno tutte targhe straniere (una tedesca, due ceche e una ungherese). Lo comunica il Soccorso alpino trentino. 

Soccorritori: “complicato il recupero di tutti i corpi” 

Secondo quanto si apprende, il recupero delle persone disperse sul fianco della Marmolada sara’ molto difficile, quantomeno per i resti nella parte piu’ alta della via su cui e’ arrivata la frana. Questo perche’ risulta che alcuni dispersi sarebbero precipitati nei crepacci che si trovano lungo la ‘normale’. Piu’ semplice invece dovrebbe essere il recupero delle vittime che, trovandosi nella parte inferiore, sono state sommerse da ghiaccio e detriti. Con lo scioglimento della neve e con l’ausilio di escavatori, sara’ infatti possibile procedere ad un tentativo di recupero. 

Sul luogo del disastro, giungerà anche un elicottero della Guardia di Finanza attrezzato con il sistema “Imsi Catcher” per intercettare i segnali di cellulari accesi, anche sotto diversi strati di neve. Il sistema e’ in grado di ‘leggere’ il codice IMEI dei terminali dei dispersi, ottenuti dai gestori telefonici e cosi’ li puo’ localizzare.  

“Non c’è mai stato un distacco di questo tipo, nessuna avvisaglia” 

E’ stata una tragedia. Ci siamo resi conto subito di quello che stava accadendo perché come Rifugio Castiglioni Marmolada, siamo di fronte a dove è avvenuto il distacco, anche se lontani due, tre chilometri in linea d’aria. Abbiamo visto la massa scendere e ci siamo subito resi conto che stava intercettando la via normale di salita e quindi avrebbe avuto conseguenze pesanti”. Così all’Adnkronos Aurelio Soraruf, titolare del Rifugio Castiglioni, che da anni gestisce anche Capanna Punta Penia, sulla vetta più alta della Marmolada, a 3.343 metri. “Un distacco di ghiaccio di questo tipo non c’è mai stato, non lo ricordo proprio. Avvisaglie? No, nessuna avvisaglia e nessuno aveva ravvisato pericoli di tale portata. Ora piove fino in cima a tremila metri e tutto il ghiacciaio è chiuso. Anche l’altro rifugio ‘Capanna Punta Penia’, quello in cima, è stato chiuso, tutti gli ospiti sono stati evacuati. Quando sarà possibile riapriremo“.  

Nuovo piccolo crollo

Un nuovo piccolo crollo di ghiaccio si e’ verificato oggi pomeriggio sulla calotta sommitale della Marmolada dove ieri ha ceduto il seracco che ha travolto gli escursionisti.