Il Tour de France trova il gran caldo sulle Alpi. Caruso: “mi sono allenato sull’Etna proprio per questo, spero mi aiuti”

Il Tour de France arriva al confine con l'Italia nord/occidentale nei prossimi tre giorni e troverà il gran caldo sui tre grandi "tapponi" alpini. L'intervista di Damiano Caruso su condizioni meteo e regole Covid

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Il Tour de France arriva al confine con l’Italia nei prossimi giorni con tre “tapponi” alpini che si concluderanno martedì a Megève, mercoledì sul Col du Granon Serre Chevalier e giovedì sulla gloriosa Alpe D’Huez teatro delle grandi imprese di Marco Pantani nel 1995 e nel 1997. In concomitanza con il passaggio del Tour, la Francia meridionale e l’area alpina sarà interessata da un’ondata di caldo che farà impennare le temperature su valori particolarmente elevati, seppur non eccezionali, ma comunque significativi per i corridori che pedalano sotto il sole di luglio su salite tra le più dure d’Europa.

Tra le principali località dei fondovalle nei pressi del percorso del Tour de France nei prossimi giorni sono attesi +35°C a Grenoble, +33°C ad Albertville e addirittura +31°C a Briancon che si trova a 1.300 metri di altitudine: significa che farà molto caldo anche ad alta quota. I corridori sono particolarmente preoccupati, anche se l’unico italiano in lotta per la classifica generale, Damiano Caruso, è siciliano di Ragusa e proprio in vista del grande caldo di luglio ha scelto un allenamento particolare sull’Etna.

Caruso, infatti, in un’intervista rilasciata oggi a SportFair, ha detto: “Fino ad oggi siamo stati fortunati perché non abbiamo mai avuto un caldo esagerato, fin qui non è stato determinante. Se, come dicono le previsioni meteo, arriverà il gran caldo, è ovvio che renderà tutto più complicato con tappe più dure. Io proprio per questo prima del Tour de France ho scelto un approccio differente, mi sono allenato sull’Etna dove la sera potevo dormire al fresco ma di giorno mi allenavo con alte temperature a cui noi siciliani siamo abituati. Spero mi torni utile nei prossimi giorni se ci sarà caldo”.

Caruso si è dovuto sottoporre anche ad un tampone molecolare anti Covid ieri sera con tutta la sua squadra, test che l’organizzazione ha reso obbligatorio nei giorni di riposo delle grandi corse a tappe: in un momento di grande circolazione del Covid, l’incubo di finire estromessi dalla corsa soltanto per un test positivo è enorme. Il corridore siciliano ha detto: “noi tutto ok, in squadra non c’è stato alcun positivo. E’ una situazione difficile, hai un pensiero in più e sai che in qualsiasi momento puoi doverti ritirare così, per un tampone. E’ ovvio che se uno sta male va a casa comunque, in ogni caso. Che si chiami Covid, raffreddore, influenza, problemi di stomaco, febbre: ci possono essere mille motivi per ritirarsi, ma devi stare male. Qui invece puoi andare a casa anche se stai benissimo, soltanto per un test positivo com’è già successo a tanti durante il Giro di Svizzera. Però non siamo noi a fare queste regole, la questione non dovrebbe essere posta tanto a noi corridori ma agli organizzatori. Se ci sono questi regolamenti noi non possiamo fare altro che adeguarci e seguirli“.