L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che lo scenario eruttivo allo Stromboli “appare in deciso rientro rispetto a quanto osservato nei giorni precedenti. L’ attività di spattering al cratere N 2 (area Nord) persiste ma è decisamente più contenuta, così come l’anomalia termica associata alle porzioni apicali del flusso lavico che appare in diminuzione“.
“Osservazioni di campagna riportano che i flussi lavici sembrano non essere più alimentati, tuttavia questa considerazione potrebbe essere affetta da incertezza a causa della progressione del flusso lavico all’interno del canale di erosione. La valutazione dello stato del flusso lavico e la quota dei fronti lavici sarà eseguita al mitigarsi delle condizioni marine da barca e osservando la Sciara del Fuoco in posizione frontale. La frequenza e la magnitudo dei crolli principalmente dal fronte lavico è diminuita, l’attività esplosiva ordinaria è scesa al livello basso”, continua l’INGV.
“Dal punto di vista sismico, dall’ultimo comunicato di aggiornamento, non si registrano variazioni significative: l’ampiezza media del tremore vulcanico continua a mostrare deboli fluttuazioni dei suoi valori e rimane sempre confinata nel livello medio-basso. Il segnale GPS di Timpone del Fuoco (STDF) registra alle 17:20 UTC del 13/10/2022 una variazione impulsiva della componente Est di circa 1.5 cm. Tale variazione non è visibile sui segnali clinometrici. Sono in corso ulteriori analisi per l’interpretazione di questo segnale. La rete clinometrica non mostra variazioni significative”, conclude l’INGV.


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