Perdita di capelli, è boom dopo il Covid: i consigli dell’esperto

Aumentano le testimonianze di perdita di capelli post Covid: non ci sono studi scientifici che dimostrano una correlazione, ma i medici la vedono sul campo

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Milioni di italiani sono alle prese con il problema della perdita dei capelli, che sta colpendo in questo periodo anche giovani e donne in modo particolarmente anomalo rispetto a quanto non accadesse in precedenza. E’ vero, siamo in autunno e siamo nel “periodo delle castagne“, da sempre considerato quello in cui è normale perdere un po’ di capelli per motivi stagionali. Ma quest’anno l’impressione è che il problema sia molto più diffuso, serio e vasto: la stragrande maggioranza delle vetrine di farmacie ed erboristerie, in tutte le città, promuove prodotti contro la perdita dei capelli e anche in televisione sono aumentati considerevolmente gli spot pubblicitari con consigli utili a fronteggiare questo problema. E’ evidente, quindi, che se il mercato si muove in tal senso, c’è una domanda crescente.

Per capire se c’entra davvero il Covid, che negli ultimi mesi ha contagiato decine di milioni di italiani, abbiamo contattato il dott. Nino Pignataro, che oltre ad essere un apprezzato e navigato medico di base, è anche molto esperto di Covid avendo curato migliaia di pazienti con successo straordinario grazie alle terapie domiciliari, sin dalla prima ondata di marzo 2020 quando questo approccio oggi approvato scientificamente, veniva invece pubblicamente deriso e osteggiato persino dalle autorità dello Stato. Ma Pignataro, insieme agli altri colleghi del gruppo di terapie domiciliari, non si è fermato, è andato avanti e può rivendicare con grande orgoglio lo straordinario risultato di “zero morti” tra migliaia di pazienti, alcuni anche molto anziani e gravemente malati, che però grazie alle sue cure sono riusciti a salvarsi.

Per quanto riguarda la perdita dei capelli, Pignataro conferma la correlazione con il Covid. “La disidratazione, l’infiammazione e l’astenia provocate dal Covid, provocano indirettamente un effetto negativo sul cuoio capelluto. L’effetto è comunque transitorio e si risolve man mano che gli effetti post Covid vanno scemando. Questo non significa che per tutti coloro che perdono capelli dipenda dal Covid: è un problema che c’è sempre stato, può dipendere da mille fattori, poi adesso siamo nel periodo delle castagne, ci sono tanti detti e proverbi sulla caduta dei capelli ad inizio autunno. Non dipende dall’autunno in sè ma dall’estate, quando l’esposizione al sole brucia i capelli che però non cadono subito, ma dopo un po’ quando viene bruciato il bulbo. Quindi questo è un periodo in cui un po’ di caduta dei capelli è assolutamente normale, bisogna capire di caso in caso se è la normalità o se è un’anomalia provocata dal Covid e non è facile capirlo perché non parliamo di cose enormemente diverse“.

In ogni caso, Pignataro trasmette serenità: “è comunque un fenomeno transitorio, che può capitare anche a chi ha avuto il Covid in modo lieve, asintomatici o paucisintomatici, che sono la stragrande maggioranza dei positivi. La caduta dei capelli post Covid si esaurisce da sè con tempistiche che sono differenti da paziente a paziente. Chi ha disturbi del cuoio capelluto pregressi, chi soffre di alopecia o di dermatite seborroica, è maggiormente esposto a questo problema e va incontro a tempi più lunghi, mentre per gli altri la caduta si esaurisce in breve. Una soluzione può essere quella di usare shampoo lenitivo e poco aggressivo che sicuramente può aiutare la ripresa, che comunque c’è sempre per tutti“.