Ancora deve ancora insediarsi, ma il nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni ha già segnato un netto cambio di masso nelle comunicazioni del neo premier che ieri, illustrando i 24 nuovi Ministri, ha anche indicato le nuove denominazioni di alcuni ministeri. Un cambiamento in linea con le idee, i principi e i valori del Centrodestra che segna la fine di un’era, quella della sinistra grillina basata sull’ideologia ecologista.
La novità più importante riguarda l’Ambiente che con il Governo Draghi, su precisa indicazione politica del Movimento 5 Stelle, era stato sostituito nella denominazione dal “Ministero della Transizione Ecologica“. Giorgia Meloni ha voluto ribaltare questo paradigma e la “transizione ecologica” è sparita dal nuovo Governo: il nuovo Ministro, Gilberto Pichetto Fratin, sarà “Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica” e non è un caso che sia un politico ed economista, evidenziando l’intenzione del nuovo esecutivo di abbandonare la dottrina dell’ambientalismo ideologico che negli ultimi anni ha determinato la politica dei “no” a tutto, dai termovalorizzatori alle centrali nucleari, dalle grandi opere ai grandi eventi, in nome di teorie ambientaliste mai basate sulla scienza.
Dopotutto Giorgia Meloni aveva già capovolto l’ideologia green intervenendo ad un evento di Coldiretti a Milano l’1 Ottobre quando diceva che “il governo uscente ha avuto “un approccio ideologico assurdo con vincoli che non aiutano la sostenibilità, noi vogliamo difendere l’ambiente con l’uomo dentro, non vogliamo cacciare l’uomo. La sostenibilità deve essere ambientale, sociale ed economica“. Il nuovo Ministero dell’Ambiente, quindi, ha anche la delega dell’energia e non è un caso che si debba occupare anche della “sicurezza energetica“, che sarà la priorità assoluta del nuovo esecutivo a partire dall’intenzione ampiamente annunciata di tornare all’energia nucleare, una rivoluzione storica per la scienza e la tecnologia del nostro Paese, a maggior ragione dopo il fallimento totale delle rinnovabili che non hanno portato i risultati raggiunti rivelandosi una grande illusione su cui gli ideologi dell’ecologismo vogliono intestardirsi di fronte ad ogni evidenza, un po’ come gli ultimi moicani del vaccino che dopo il fallimento delle prime quattro, propugnano la quinta dose come soluzione per combattere la pandemia.
Ma le novità non sono soltanto quelle legate al dicastero all’ambiente. Un cambiamento molto importante è quello del “Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali” che diventa “Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare“. Francesco Lollobrigida, quindi, si occuperà di quella che è una delle storiche battaglie della destra e di Fratelli d’Italia su quella che è una delle principali risorse del Paese ed è strettamente connessa all’ambiente e alla natura. Il richiamo alla “sovranità alimentare” richiama quello della “sicurezza energetica“, particolarmente attuale in questi tempi di tensioni geopolitiche internazionali che stanno determinando vere e proprie carestie alimentari in molti Paesi. I rapporti con la Coldiretti e il mondo dell’agricoltura sarà fondamentale per rilanciare un settore strategico e oggi in grande difficoltà.

Cambia anche la denominazione del Ministero dell’istruzione, uno dei più controversi degli ultimi decenni con le figure di Gelmini, Carrozza, Fedeli, Azzolina. Stavolta ne prenderà le redini Giuseppe Valditara, affermato giurista e scrittore, docente di Diritto privato e pubblico romano nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino. Adesso sarà per la prima volta il “Ministero dell’Istruzione e del Merito“, evidenziando l’intenzione del nuovo esecutivo di valorizzare la meritocrazia, un’altra storica bandiera della destra.
Altra novità riguarda il Ministero del Mare che Giorgia Meloni ha deciso di istituire accorpandolo con il Ministero del Sud assegnando la delega al siciliano Nello Musumeci. Un dicastero ancora tutto da declinare, che rappresenta un’esclusiva unica per la storia della Repubblica, ma che sembra particolarmente azzeccato in vista delle grandi sfide che aspettano l’Italia sul tema delle risorse marittime. E non è un caso che il mare sia appaiato al Sud, nell’intenzione di valorizzare al massimo il Mezzogiorno.
Infine, un’importante novità riguarda l’introduzione della delega alla “natalità” nel nuovo “Ministro alla famiglia, alla natalità e alle pari opportunità” che sarà guidato da Eugenia Maria Roccella. In un contesto di declino demografico così grave come quello che colpisce l’Italia, l’evidenza della natalità affiancata a famiglia e pari opportunità indica l’intenzione del nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni di sostenere le donne e le famiglie nel progetto di fare più figli con incentivi dello Stato. Anche questa è una storica battaglia della destra che Giorgia Meloni conduce sin dai tempi di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, in cui è nata e si è formata politicamente sui pilastri che oggi sta portando al Governo: natalità, meritocrazia, italianità (mare e agricoltura), sovranità e sicurezza.


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