La vicenda del tonno di Gubbio è diventata virale. Come noi stessi vi avevamo raccontato questa mattina, la notizia è alquanto bizzarra: un gruppo di pescatori, almeno 30 su 40, sarebbero stati male dopo aver consumato del pesce crudo. Pesce che loro stessi avevano pescato sulla costa adriatica. Intorno alla vicenda, ora, stanno iniziando a sorgere diversi dubbi. Si tratta dunque di una fake news? La risposta è diventata sempre più chiara nel corso del pomeriggio.
Quel che è certo è che la vicenda è stata sicuramente raccontata con toni esagerati. Le versioni circolanti, però, sono diverse. Attualmente la più gettonata sembra essere quella che vede a monte di tutto, come autore degli audio inviati su WhatsApp, un giovane noto a Gubbio. Il suo voleva essere uno scherzo. Non solo. Una delle foto circolate assieme agli audio sarebbe presa da un post apparso alcuni anni fa su Reddit, che nulla centra con il tonno di Gubbio. L’immagine ritrae un uomo con il retro dei pantaloni imbrattati di diarrea. Sarebbero invece vere le altre due foto, visibili nell’immagine in alto.
Gli audio, a quanto pare, erano destinati ad alcuni gruppi WhatsApp locali, per essere ascoltati da persone consapevoli che si trattasse di uno scherzo. Ma ben preso la notizia si sarebbe diffusa a livello nazionale, tanto che il ragazzo si è presentato al ristorante dove è stato consumato il tonno per chiedere scusa.
Le forze dell’ordine sul caso del tonno di Gubbio
Secondo alcuni audio sul posto sarebbero intervenuti i carabinieri. Il comando provinciale di Perugia ha però smentito un eventuale coinvolgimento. L’ufficio stampa dell’Arma ha confermato che i militari non erano a conoscenza della presunta intossicazione dovuta al tonno. Lo stesso vale per gli agenti della polizia municipale di Gubbio, “contattati telefonicamente dal Giornale.it: nessun vigile è stato chiamato quella domenica e dell’accaduto i caschi bianchi ne hanno letto solo sui giornali e sui social media“.
La versione del ristoratore
Il proprietario del ristorante dove si è consumato il pasto ha fornito al sua versione al Giornale. “Avevamo permesso ai componenti della società di pesca di pranzare nel nostro ristorante. Il pesce crudo lo hanno portato loro da fuori e, da quanto ne so, lo hanno fatto sfilettare in un altro locale. Quindi noi abbiamo solo ospitato le oltre cento persone. Potrebbe bastare questo per giustificarmi, ma vorrei smentire ciò che sta circolando sui social. Si tratta di chiacchiere che vengono alimentate da voci di popolo”.
“Corrisponde a verità – ha continuato il ristoratore – che il giorno del pranzo sia intervenuto, presso il ristorante, personale medico del 118, tuttavia, tale intervento si è reso necessario per problemi personali di salute che hanno afflitto due avventori, ma che nulla hanno a che vedere, in alcun modo, con la qualità e/o tipologia del cibo somministrato nel nostro locale, con la preparazione dello stesso o con i metodi di cottura utilizzati, come a qualcuno piacerebbe far credere. Pertanto, poiché quel che ha avuto inizio come un semplice sparlare si sta protraendo nel tempo e soprattutto, considerato che la divulgazione di notizie false e diffamatorie sta arrecando un danno all’immagine del ristorante, anche ben oltre i confini della città, invito chiunque a cessare simili comportamenti, altrimenti sarò costretto ad adire alle vie legali”.
Le versione della società di pescatori
Dal direttivo dell’Ikuvium Big Game Fishing Gubbio, ovvero l’associazione di pescatori coinvolta nella vicenda, è arrivata ora una nota ufficiale. “In merito al pranzo sociale svoltosi in data 2 Ottobre si tiene a precisare che le informazioni divulgate in stampa, radio e varie piattaforme social sono totalmente prive di fondamento”, si legge nella nota. “Non sono state riportate intossicazioni alimentari di nessuna forma – precisano –, nessuna delle persone partecipanti al pranzo si è recata presso autorità sanitarie ed ha avuto necessità di alcun intervento sanitario”. “Le due ambulanze accorse sul luogo hanno trasportato per accertamenti due pazienti dimessi nel tardo pomeriggio”. Ma non solo. Gli accertamenti non avrebbero evidenziato “alcuna intossicazione alimentare nei referti tanto che non ha fatto seguito nessuna segnalazione alle autorità di competenza“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?