Vulcani siciliani in attività: Stromboli erutta e l’Etna si ricarica. Intervista al vulcanologo

Questa mattina l'Osservatorio Etneo dell'INGV ha comunicato che le reti di monitoraggio hanno registrato alle 11:15 l'inizio di un trabocco lavico dal cratere nord dello Stromboli

MeteoWeb

I vulcani siciliani tornano in attività. Questa mattina lo Stromboli è tornato a farsi sentire. “E’ iniziata una nuova colata di lava lungo la Sciara del Fuoco e ha raggiunto il mare. Il flusso lavico è andato aumentando, a differenza di altre occasioni in cui l’emissione è durata decisamente meno“. E’ quanto spiega ai microfoni di MeteoWeb Salvatore Giammanco, Primo Ricercatore presso l’INGV-Osservatorio Etneo, Sezione di Catania, “Vulcanologia e Geochimica”. Giammanco è tra coloro che, quotidianamente, supervisionano i vulcani siciliani e ne monitorano l’attività.

Nulla di preoccupante, però. “Questa colata è semplicemente più alimentata, ma nulla di diverso da quelle durate qualche giorno. In questo caso si tratta di una colata lavica che ha seguito una sequenza di esplosioni un po’ più forti. Si tratta di un piccolo periodo di maggiore attività, quindi di fase più esplosiva. Ora è arrivato del magma già impoverito in gas, che sta causando la colata di lava. Noi dell’Osservatorio Etneo seguiamo il fenomeno per comprendere quale evoluzione può avere, al fine di comunicare per tempo alla Protezione Civile eventuali novità“, precisa Giammanco.

Il vulcanologo invita tutti, a questo proposito, a restare informati attraverso i canali social e i siti istituzionali.

Vulcani siciliani: l’Etna

E anche l’Etna inizia a risvegliarsi dal torpore durato alcuni mesi. “E’ in una fase di ricarica lenta – spiega Giammanco -. C’è un’attività esplosiva interna ai condotti principali, molto blanda e molto lenta. E’ in atto una lieve inflazione, si sta accumulando magna nuovo. Il tremore si mantiene in fascia gialla, ovvero è in una situazione intermedia che lascia pensare che nel prossimo futuro ci possa essere un ritorno all’attività parossistica, che è l’eventuale più probabile, o stromboliana sommitale“.

Non ci sono i presupposti per immaginare un’eruzione più grande, o comunque non a breve termine”. Lo scenario più possibile secondo Giammanco, dunque, è un parossismo, ma non imminente.