Ciclone Denise, focus Veneto: “caduta la pioggia di tutto novembre” | DETTAGLI

Piogge forti e abbondanti, accompagnate da venti intensi di Bora, e prima nevicata significativa in montagna in quota: l'analisi di Arpa Veneto sul maltempo provocato dal Ciclone Denise

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Arpa Veneto dedica un approfondimento al maltempo provocato dal Ciclone Denise nella giornata di ieri, martedì 22 novembre. Piogge torrenziali, forti venti, mareggiate distruttive sono i principali fenomeni scatenati dal ciclone sulla regione. Di seguito, l’analisi integrale di Arpa Veneto. 

Le precipitazioni  

Le prime precipitazioni significative sono iniziate durante la notte a partire dai settori meridionali della regione, estendendosi rapidamente a gran parte della regione nel corso del mattino. I fenomeni si sono intensificati durante la mattinata assumendo anche carattere di rovescio e risultando a tratti forti e con quantitativi anche abbondanti soprattutto lungo la fascia costiera e sulla pianura centro-meridionale. Dal tardo pomeriggio-sera le precipitazioni hanno cominciato a diradarsi e ad attenuarsi fino ad esaurirsi ovunque nel corso della nottata.  

Nella giornata i quantitativi totali di precipitazione sono risultati in genere consistenti (30-60 mm) su gran parte del territorio regionale, ad eccezione delle Dolomiti settentrionali dove sono stati inferiori (10-20 mm in media); in diverse zone, soprattutto della pianura centro-sud e della costa ma localmente anche sulle Prealpi e zone pedemontane, si sono raggiunte accumulate abbondanti (60-100 mm) fino ad un massimo di 128 mm registrati presso la stazione di Villadose, nel Rodigino centrale. 

Spesso le precipitazioni hanno assunto carattere di rovescio, soprattutto sulla pianura e a tratti sulle Prealpi, con locali fenomeni anche di intensità particolarmente forte. Nel Rodigino centrale intorno a mezzogiorno si sono registrati dei forti rovesci, anche persistenti, che hanno apportato quantitativi di ben 30-45 mm in un’ora e 60-90 mm circa in tre ore (tra le località di Villadose, Sant’Apollinare e Adria, in provincia di Rovigo). In particolare i dati registrati a Villadose in 3 ore (87.2 mm), in 6 ore (104.8 mm) e in 12 ore (116.4 mm) rappresentano dei valori record per questa località dal 1992 (anno di inizio della serie di dati).  

Su buona parte della pianura, e in particolare sui settori meridionali, in una sola giornata sono caduti i quantitativi che normalmente si registrano nell’intero mese di novembre. A livello regionale le precipitazioni complessive cadute fino ad oggi non raggiungono invece la media dell’intero mese di novembre ma risultano inferiori del 20% circa (registrati finora poco più di 110 mm totali contro una media di 136 mm circa). Tuttavia si osservano differenze anche significative tra le varie zone: ad esempio sul bacino del Piave (Bellunese) si registra ancora un deficit del 50% su base mensile, mentre sulla pianura centro-meridionale si raggiungono surplus anche del 20% circa. 

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La pressione e i venti  

L’intensa perturbazione è stata caratterizzata dalla rapida formazione e approfondimento di un minimo di pressione al suolo che dal golfo di Genova si è velocemente spostato nel corso della mattinata di martedì 22 verso l’Alto Adriatico. Tale andamento ha provocato un repentino e significativo calo della pressione atmosferica rilevato anche dalle stazioni meteorologiche della rete ARPAV e quantificabile in 25 millibar circa in 24 ore; un evento meteorologico piuttosto raro sulla nostra regione e registrato in passato solo in occasione di episodi particolarmente perturbati e intensi tra i quali la tempesta Vaia di fine ottobre 2018. 

Associati al sistema depressionario in spostamento dal Tirreno all’Alto Adriatico, i venti si sono intensificati su tutto il territorio regionale, assumendo nel corso del mattino di martedì una circolazione tipicamente ciclonica, attorno al minimo di pressione al suolo transitato sulla costa meridionale della regione intorno alle ore 13. La ventilazione, inizialmente di Scirocco (da sud-est) sul mare e su tratti della costa centro-meridionale fino al mattino, ha assunto pressoché ovunque da metà mattinata una direzione prevalente da nord-est (Bora), intensificandosi ulteriormente specie lungo la costa e sulla pianura limitrofa. I venti sono risultati quindi in prevalenza forti tra la mattinata e fino al tardo pomeriggio, soprattutto lungo la fascia costiera e su buona parte della pianura centro-meridionale dove si sono registrate velocità di vento medio spesso intorno ai 12-15 m/s (45-55 km/h circa) ma tratti anche superiori e accompagnate da raffiche molto forti, in diversi casi fino a 80-100 km/h circa. 

Anche in montagna, soprattutto sui rilievi prealpini, e in alcune zone della pedemontana si sono registrati rinforzi di vento significativi in prevalenza dai quadranti settentrionali e con raffiche che localmente anche in queste zone hanno raggiunto valori molto forti fino a massimi di 116 km/h sul Monte Tomba a 1600 m di quota sui Monti Lessini (VR), 103 Km/h a Follina sulla pedemontana trevigiana, 93 km/h a Barbarano Vicentino sulla pedemontana vicentina. 

La neve in montagna  

Sulla montagna veneta è scesa la prima vera nevicata della stagione fino a quote mediobasse, intorno ai 1000-1200 m di quota. Gli apporti più significativi si sono comunque registrati oltre i 1400-1500 m di quota, sulle zone prealpine e in alcuni settori delle Dolomiti meridionali (Agordino).  

Sulle Prealpi si sono registrati, in genere oltre i 1300/1400 m di quota, dai 30 ai 50 cm di neve fresca; sulle Dolomiti meridionali in media tra i 10 e i 20 cm circa tra 1200 e 1600 m circa, mentre alle quote più alte la neve soffice ha determinato spessori più significativi, fino a 30-40 cm circa; sulle Dolomiti settentrionali accumuli di qualche centimetro nelle valli in genere oltre i 1000 di quota con qualche traccia fino a 800/900 m circa e spessori crescenti con la quota fino a 30-40 cm oltre i 1900/2000 m circa.