Cina, record assoluto di contagi Covid: torna il lockdown rigido, esplodono le proteste

Cina, record di contagi Covid-19: mai così tanti dall'inizio della pandemia. Il Governo dispone rigidi lockdown di massa, la popolazione si ribella a Zhengzhou

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Cina, la rabbia della popolazione di Zhengzhou contro l'ennesimo lockdown: scontri con la polizia
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I nuovi casi di Covid-19 hanno toccato mercoledì in Cina i massimi assoluti su base quotidiana dallo scoppio della pandemia di inizio 2020: secondo gli aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale le infezioni domestiche si sono attestate a quota 31.444, di cui 27.517 asintomatiche. Si tratta di numeri minimi considerando quanto accade in altri Paesi e in rapporto alla popolazione cinese, ma rilevanti in Cina dove è ancora seguita la politica della ‘tolleranza zero’ sia pure nella versione dinamica, basata su lockdown, test di massa e quarantena. Il dato supera i quasi 30.000 contagi di metà aprile, nel pieno dei focolai che bloccarono Shanghai per due mesi.

L’incessante spinta alla politica dello ‘zero-Covid’, sostenuta con forza del presidente Xi Jinping, ha causato stanchezza e risentimento nella popolazione a poco più di due mesi dal terzo anniversario dello scoppio della pandemia, quando il Paese è nel mezzo di una nuova ondata. La Commissione sanitaria nazionale, oltre a segnalare un ulteriore decesso (sono 5.232 i morti dall’inizio della pandemia), ha individuato più di 9.000 nuovi casi nello Guangdong, quasi 8.000 nella megalopoli di Chongqing e ulteriori 1.648 casi a Pechino, dove sono in crescita le aree sottoposte a lockdown. Difficoltà anche nel Sichuan (1.285 casi), nello Xinjiang (1.109) e nell’Hebei (946), il cui capoluogo Zhengzhou ospita il mega impianto della Foxconn per l’assemblaggio degli iPhone dove continuano le tensioni anti-Covid. Dopo la dichiarazione del lockdown, a Zhengzhou si sono scatenate violente proteste. I residenti del centro città non sono più autorizzati a lasciare l’area senza un test Covid negativo e il permesso delle autorità locali, e sono invitati a non lasciare le proprie case “se non necessario“, hanno annunciato le autorità cittadine di Zhengzhou. La popolazione si è ribellata e in città è arrivato l’esercito in assetto antisommossa che sta sedando la rivolta con la violenza.

Cina, a Zhengzhou interviene l'esercito per sedare la rivolta contro il lockdown

Diverse città tra cui Pechino, Shanghai, Guangzhou e Chongqing hanno anche inasprito le restrizioni anti-pandemiche con l’aumento dei casi. La capitale capitale cinese richiede ora un test negativo all’acido nucleico entro 48 ore per coloro che cercano di entrare in luoghi pubblici come centri commerciali, hotel ed edifici governativi. Mentre le scuole sono tutte passate in modalità online. Il centro manifatturiero di Guangzhou, dove è stato trovato quasi un terzo degli ultimi contagi, ha costruito migliaia di stanze d’ospedale temporanee per ospitare i pazienti. Una serie di nuove regole annunciate dal governo centrale all’inizio del mese sembravano segnalare un allontanamento dello ‘zero-Covid’, tra l’accorciamento dei giorni di quarantena (da 10 a 8) per chi viene dall’estero e la semplificazione del sistema di classificazione della aree ad alto rischio. Ma adesso la situazione sta tornando alle più rigide restrizioni.

Cina, disordini a Zhengzhou: rivolte dopo il nuovo lockdown