Maltempo Emilia Romagna, firmato lo stato di crisi: al via interventi urgenti

Stato di crisi in Emilia Romagna dopo il maltempo di ieri: "siamo di fronte a un evento straordinario nella portata", situazione più critica nel Ferrarese

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Dopo il violento maltempo di ieri, provocato dal Ciclone Denise, con venti di burrasca, piogge e innalzamento del livello del mare, la Regione Emilia Romagna dichiara lo stato di crisi regionale. Il decreto è già oggi alla firma del Presidente della Regione, Stefano Bonaccini. “Siamo di fronte a un evento straordinario nella portata, come mi hanno testimoniato anche le persone incontrate sul luogo – ha detto Irene Priolo, Vicepresidente della Regione con delega alla Protezione Civile, nel corso di un sopralluogo sul lido estense – Ieri i tecnici dell’Agenzia regionale si sono recati subito sul posto, oggi sono già partiti i primi interventi urgenti di ripristino, stimati in 3 milioni e mezzo di euro”. 

La situazione più critica, spiega la Regione, si è verificata nel Ferrarese. A Lido di Volano, dove l’altissima marea ha causato la rotta dell’argine Madonnina, stanno partendo i primi interventi per mettere in sicurezza gli argini a mare. Per il Po di Volano, i tecnici dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile stanno facendo manovre idrauliche per tenere sotto controllo il livello dell’ingressione. Allagata anche l’area retrostante il lago di Lido delle Nazioni, dove sono al lavoro diverse imprese. 

Le opere avviate, fa sapere la Regione, dureranno alcuni giorni anche in relazione all’andamento dell’evento in corso. Particolare attenzione viene posta alle alte maree, previste per tutta la settimana. Le allerte che saranno emesse nei prossimi giorni, si sottolinea, terranno conto di questa situazione e, per una gestione più coordinata degli interventi anche con i Vigili del Fuoco, a Ferrara sarà attivata una Sala Operativa Unificata.  

Proprio l’elicottero dei Vigili del Fuoco sta sorvolando in queste ore le aree colpite dagli eventi meteo-marini per una ricognizione aerea necessaria all’individuazione delle opere da effettuare. La rottura principale al Lido di Volano si è verificata nell’argine di difesa a mare Madonnina, posto a protezione della pineta e dell’abitato, con un’ampiezza tra i 35 e i 40 metri. Nelle ore scorse l’acqua è entrata nuovamente per l’alta marea e fenomeni analoghi potranno ancora verificarsi, come specificato all’amministrazione comunale durante il sopralluogo congiunto. Una forte erosione, senza ingressione marina, si registra al Lido di Spina sud. A Porto Canale, di Porto Garibaldi, è interessata dagli effetti del maltempo di ieri un’ampia porzione di territorio, in fase di prosciugamento come nel caso di Lido degli estensi. In tutto, nel Ferrarese, sono operativi 31 volontari di Protezione civile, con una squadra a Lagosanto e le altre nella zona di Comacchio.  

Mareggiata nel Ferrarese: Coop pesca chiedono lo stop alle trivelle 

Quando il livello del mare si è alzato e ha invaso il paese, i soci delle cooperative di pesca di Goro e non solo sono stati tra i primi a rimboccarsi le maniche per tentare, con tempestività e grande senso civico, di arginare la grave situazione, limitare i danni e dare supporto a tutta la comunità”. Con queste parole l’Alleanza delle Cooperative Pesca dell’Emilia-Romagna esprime gratitudine e solidarietà alle cooperative del territorio, che in queste ore stanno calcolando i danni provocati dal maltempo.  

Una situazione inedita che minaccia, perà, di non restare un caso isolato. “Sono noti gli studi scientifici che prospettano nei prossimi decenni un progressivo ingresso del mare nei territori costieri della nostra Regione”, proseguono i rappresentanti dell’Alleanza, Massimo Bellavista di Legacoop Agroalimentare, Vadis Paesanti di Confcooperative Fedagripesca Emilia-Romagna e Patrizia Masetti di AGCI Agrital. Per l’Alleanza delle Cooperative Pesca dell’Emilia-Romagna, “episodi come questo sono il segnale tangibile di come i cambiamenti climatici non siano una minaccia futura ma stiano già avvenendo, imponendo l’adozione di misure urgenti e concrete per affrontare situazioni che non possono più essere considerate fenomeni straordinari e imprevedibili”.  

“Auspichiamo – scrivono i rappresentanti delle cooperative di pesca – che questo drammatico episodio induca i decisori politici a riconsiderare con grande attenzione e prudenza le misure da adottare per far fronte alla crisi energetica. Le trivellazioni per l’estrazione di gas in Adriatico, in aree prossime al Parco del Delta Del Po, potrebbero avere conseguenze significative sulla nostra costa, soprattutto per quanto riguarda il fenomeno della subsidenza. Un possibile abbassamento del fondale marino e il conseguente innalzamento del livello del mare potrebbe avere un impatto devastante sulle comunità e imprese che vivono lungo quel tratto di costa. Se è interesse comune tutelarne la sopravvivenza, le scelte politiche non potranno che tenere conto del contesto ambientale e climatico in cui ci muoviamo”, concludono.