Scienza: ecco quanto inquinano i sistemi alimentari

Gli inquinanti legati ai sistemi alimentari causano perdita dei raccolti e aumento dei tassi di mortalità a livello mondiale
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Le emissioni di inquinanti atmosferici associate ai sistemi alimentari globali possono causare un forte impatto ambientale. Tra le conseguenze anche la perdita dei raccolti e l’aumento dei tassi di mortalità a livello mondiale.

E’ questo il risultato preoccupante che emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Food, condotto dagli scienziati del Joint Research Centre dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), della Bioeconomy and Food Systems Unit di Bruxelles e dell’azienda Unisystems S.A. di Milano, che si occupa di transizione ecologica.

L’equipe di studiosi, guidata da Monica Crippa, Efisio Solazzo, Diego Guizzardi, Rita Van Dingenen e Adrian Leip, ha considerato le informazioni del database EDGAR-FOOD, relative alle emissioni di gas serra, per stimare i principali composti inquinanti atmosferici emessi dalle diverse fasi del sistema alimentare, a livello nazionale, negli ultimi 50anni. Gli esperti hanno valutato i processi di produzione, lavorazione, imballaggio, trasporto, vendita al dettaglio, consumo e smaltimento. Stando a quanto emerge dall’indagine, tra il 10 e il 90 per cento delle emissioni di inquinanti atmosferici sono associate ai sistemi alimentari, in costante crescita negli ultimi cinque decenni.

Nel 2018, riportano gli esperti, oltre la metà delle emissioni totali di azoto, l’87 per cento di ammoniaca e fino al 35 per cento di particolato provenivano dai sistemi alimentari. L’inquinamento dovuto al sistema alimentare potrebbe inoltre ritenersi responsabile di circa il 22,4 per cento della mortalita’ globale dovuta alla scarsa qualita’ dell’aria. Questo valore si traduce in circa 850 mila decessi prematuri ogni anno.

Il nostro lavoro – scrivono gli studiosi – mostra che i sistemi alimentari possono provocare la presenza di gas a effetto serra e di sostanze inquinanti potenzialmente pericolose per la salute umana. Unione Europea e Stati Uniti sembrano correlate ai livelli più elevati di emissioni, per cui nei prossimi anni sarà mandatorio investire nella definizione e nell’applicazione di strategie efficaci per ridurre il particolato e le emissioni associate ai sistemi alimentari“.

Questi obiettivi – concludono gli autori – saranno possibili solo attraverso una prospettiva integrata in grado di affrontare simultaneamente i problemi del cambiamento climatico e della qualità dell’aria“.

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