Ucraina, il drammatico appello: “cittadini lascino subito il Paese, non c’è più energia”

Guerra in Ucraina, nel Paese l'energia è insufficiente per tutti: "per garantire il funzionamento degli ospedali, i cittadini devono evacuare all'estero"

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Secondo il capo della più grande azienda energetica privata dell’Ucraina, Dtek, i cittadini dovrebbero prendere in considerazione l’idea di lasciare il Paese per ridurre la domanda sulla rete elettrica del Paese: “Se riescono a trovare un posto alternativo dove stare per altri 3 o 4 mesi, sarà molto utile per il sistema“, ha detto alla Bbc l’ad di Dtek Maxim Timchenko.

Se si consuma di meno, poi gli ospedali con i militari feriti avranno l’alimentazione garantita“, ha spiegato. Timchenko, la cui azienda fornisce più di un quarto dell’energia elettrica dell’Ucraina, afferma che il sistema diventa meno affidabile a ogni attacco russo.

L’esercito ucraino valuta offensiva in Crimea a fine dicembre

Le forze ucraine potrebbero tornare in Crimea entro la fine di dicembre e l’intera guerra con la Russia sarà conclusa entro la primavera. Lo ha detto il viceministro della Difesa ucraino, Volodymyr Gavrylov, in un’intervista a Sky News. “Potremmo entrare in Crimea, ad esempio, entro fine dicembre. Possibile? E’ possibile. Non escludo che sia così“, ha aggiunto. La riconquista della penisola nel Mar Nero, annessa illegalmente dalla Russia nel 2014, “è solo una questione di tempo e, ovviamente, vorremmo farcela il prima possibile“, ha dichiarato, spiegando che questo potrebbe essere aiutato da “un cigno nero” all’interno della Russia, un evento imprevedibile “che possa contribuire al nostro successo in Crimea“. Havrylov ha poi ribadito che i colloqui di pace con il Cremlino potranno avvenire solo quando la Russia avrà abbandonato “ogni centimetro dell’Ucraina“, compresa quindi la Crimea. Uno scenario che, secondo il viceministro, ha il pieno appoggio del popolo ucraino: “Il consenso esistente nella società ucraina è che bisogna andare fino in fondo, indipendentemente dal tipo di scenario sul tavolo“, ha aggiunto, riferendosi al possibile uso di armi di distruzione di massa da parte della Russia. “La possibilità è remota, ma sarebbe una tragedia“, ha concluso il viceministro.