Ambiente e sviluppo sostenibile: ruolo marginale per il mainstream

Ambiente e sviluppo sostenibile hanno un ruolo ancora marginale per il mainstream, se ne parla soprattutto in concomitanza di eventi climatici catastrofici

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Presentato oggi il Rapporto Eco Media 2022 sulla copertura delle notizie su ambiente e sviluppo sostenibile da parte dei media italiani, a cura di Pentapolis Institute ETS, con la collaborazione scientifica dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

Dal Rapporto Eco Media 2022 emerge che l’informazione ambientale tende ad avere ancora un ruolo piuttosto marginale, pur se entrato nel dibattito pubblico e nella cronaca – spiega il direttore Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis Group – Rispetto all’inizio di questo secondo millennio, è senz’altro cresciuta in termini quantitativi ma le occorrenze più frequenti continuano a registrarsi prevalentemente in concomitanza con gli eventi climatici catastrofici. A luglio e a settembre i ‘picchi’ per il crollo della Marmolada e per l’alluvione nelle Marche così come durante la stagione estiva, caratterizzata da una grave crisi idrica e da forti ondate di calore. Anche la guerra in Ucraina ha indirizzato i media verso una maggiore attenzione, quasi esclusivamente però dal punto di vista energetico”.

Tra le reti televisive, quella più attenta è certamente Rai 3 in cui il tema ambientale rientra a prescindere dalla cronaca e dagli eventi climatici catastrofici e si riscontra in tutto il palinsesto, in special modo nei programmi pomeridiani e nelle edizioni regionali dei Tg.

Comportamento diverso è quello di Rai 1 e Rai 2, che registrano picchi di occorrenze ambientali in concomitanza con gli eventi estremi. L’edizione delle 20 del TG5 sembrava essere quella più virtuosa nel 2021, ma l’analisi dettagliata conferma tale attenzione solo in parte. LA7 fa registrare un utilizzo medio più frequente del vocabolario ambientale e una generale e più costante maggior attenzione.

Rilevare la frequenza delle tematiche ambientali nei programmi radio è un modo per comprendere “lo stato dell’arte” nella fascia di età 50-64+, secondo i forniti dall’associazione Tavolo Editori Radio (Ter). I numeri ci dicono che i giovanissimi abbandonano la radio, come i giovani adulti, ma gli adulti invece non solo la ascoltano ma hanno incrementato il tempo di sintonizzazione. Radio 24 raggiunge i picchi di frequenza più alti con transizione ecologica e green economy, con cui le altre emittenti non possono competere. La seconda radio più attenta è Rai Radio 1. RDS e Radio Capital spesso lasciano le caselle vuote, non nominando per mesi parole come inquinamento, mobilità e sviluppo sostenibili.

Per la carta stampata, sia sui quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Domani, Il Fatto Quotidiano, Libero) che sulle pagine locali de Il Messaggero e La Nazione, si evince una forte attenzione e presenza delle tematiche green ma la loro ricorrenza è differente. A rappresentare un’eccezione è Il Fatto quotidiano: ‘inquinamento’ per la prima volta sale in cima alla classifica delle keywords più menzionate e, a seguire, ‘mobilità sostenibile’. Ma è Libero che rivela una forte attenzione ai temi ambientali. Le parole chiave sono ben distribuite nell’arco dell’anno e non registrano picchi in periodi o giorni specifici. È il quotidiano che, più di tutti quelli analizzati, si occupa di Agenda 2030.

Sul web, transizione ecologica, rinnovabili, climate change o cambiamento climatico, inquinamento sono le parole che più si trovano nei giornali analizzati (i medesimi della carta stampata, oltre a TPI, ed esclusa La Stampa). Su tutti si distingue per le migliori performances Libero.it. I picchi si registrano in concomitanza con eventi che hanno avuto un forte impatto mediatico, come la guerra in Ucraina e la crisi energetica, la strage sulla Marmolada e l’alluvione nelle Marche, la campagna elettorale e le elezioni italiane.

Sui social network (dove si è scelto di analizzare i profili social dei quotidiani on line oggetto del monitoraggio), dopo il monopolio di Covid prima e vaccini poi, alcune notizie di rilevanza nazionale hanno riportato in auge l’ambiente anche su Twitter, Instagram e Facebook.

In generale, i mesi in cui si parla più dei temi ambientali sono settembre e giugno, e le parole più ricorrenti “rinnovabili”, “transizione ecologica” e “climate change”. Ed è Il Sole 24 Ore il quotidiano con le maggiori occorrenze sui social.