Schillaci: “mai più obbligo vaccinale, salute va depoliticizzata”

"Oggi l'epidemia è cambiata", "si dovrebbe iniziare a parlare di Covid 23 anziché di Covid 19"

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Non rimetteremo l’obbligo vaccinale e saremo sempre attenti a mediare il diritto alla salute con il rispetto delle libertà personali. Commissione d’Inchiesta? Il Parlamento ha diritto di indagare sulla gestione della pandemia ma non devono esserci strumentalizzazioni“: è quanto ha dichiarato, in un’intervista a Libero, il Ministro della Salute Orazio Schillaci. “Mai più obblighi, riteniamo che l’informazione sia più efficace della coercizione. Anche sul green pass la premier è sempre stata contraria e non mi pare che abbia cambiato idea“.

Sottolineando di non avere “mai messo in dubbio l’utilità dei vaccini” né di avere “mai detto che andasse tolto l’obbligo delle mascherine negli ospedali“, secondo il Ministro, “oggi l’epidemia è cambiata” e “si dovrebbe iniziare a parlare di Covid 23 anziché di Covid 19. La forma attuale è meno aggressiva e sappiamo curare meglio. Emergenza finita? Spero che con la prossima primavera ce la saremo lasciata alle spalle. La situazione negli ospedali e nelle terapie intensive è sotto controllo“.

Nella gestione del Covid, per il Ministro, “serve dare un messaggio di discontinuità con la gestione precedente. La salute pubblica va depoliticizzata, non è di destra o di sinistra” ed inoltre “oggi ci sono emergenze più importanti della pandemia, per esempio i tumori. Le polemiche sui medici non vaccinati? Sono rientrati in tutto il mondo e abbiamo bisogno di loro. Superficiale dire che non credono nella scienza“.

In merito alla situazione della sanità, per Schillaci “il male da curare” è “la cronicizzazione delle patologie che affligge molti anziani e drena il 40% delle risorse a disposizione. Ci sono tante cose da fare. Una delle più importanti è la prevenzione, fin nelle scuole. Se introducessimo un’ora di educazione alimentare e di corretti stili di vita assicureremmo agli anziani di domani molti anni di vita sana in più. Credo che questa sia una priorità nella scuola, molto più di altre alle quali oggi si dà importanza,” ha concluso.