“L’analisi dei dati del database NOAA/NCEP su un rettangolo di punti griglia che includono il territorio italiano mostra un’anomalia termica particolarmente significativa nell’anno appena trascorso, con un valore medio annuo pari a 1,3°C (il maggiore della serie) rispetto al trentennio di riferimento più recente (1991-2020), che può essere ricalcolato in 2,2°C prendendo a riferimento gli anni prima del 1900 (il cosiddetto periodo preindustriale)“. Lo ha detto all’AGI Claudio Cassardo, meteorologo dell’Università di Torino.
“Sono valori molto alti”, ha detto Cassardo. “Del resto, guardando ai singoli mesi, sono ben quattro (giugno, luglio, ottobre e dicembre) quelli con anomalie termiche di oltre 2°C rispetto al 1991-2020, e altri cinque con anomalie positive tra 1°C e 2°C. Mentre gennaio è stato in media, marzo e aprile sono risultati di mezzo grado più freschi”. “Chiaramente – ha aggiunto il meteorologo – un database di questo tipo non permette dettagli a scale più regionali, ma questi dati a mio giudizio sono già molto significativi e permettono di affermare che il nostro Paese ha vissuto l’anno nettamente più caldo dell’epoca recente, con grande distacco rispetto al precedente record (oltre mezzo grado). Per intenderci, il famoso 2003, quello dell’estate caldissima, risulta meno caldo del 2022 di oltre un grado!”.
“Aggiungiamo – ha concluso Cassardo – che su quasi tutto il territorio le precipitazioni sono state scarse almeno in alcuni periodi dell’anno, e in alcune in quasi tutti i mesi dell’anno (segnatamente al Nord-Ovest, dove siamo tuttora in condizioni siccitose, con le falde idriche depresse). Pertanto, il 2022 si pone all’attenzione come un anno in cui contemporaneamente abbiamo avuto il record del caldo e piogge molto scarse”.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?