L’allevamento dei molluschi nelle reste di polipropilene è economico e non inquinante

In Europa si stima che le attività marittime come pesca e acquacoltura contribuiscono all’inquinamento con l’abbandono e/o perdita accidentale in mare di boe, reti, sacchi per mangimi, e altro
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Si è svolta nella mattinata di giovedì 9 marzo 2023, a partire dalle 10.30, presso la sede di Amendolara (CZ) della Stazione Zoologica Anton Dohrn sulla costa ionica calabrese, la presentazione dei risultati della ricerca condotta dai ricercatori della Stazione Anton Dohrn, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche, per verificare le potenzialità del Mater-Bi nel settore della mitilicoltura.

In Europa si stima che le attività marittime come pesca e acquacoltura contribuiscono all’inquinamento del Marine Litter (rifiuti marini) rispettivamente al 39% e al 14% con l’abbandono e/o perdita accidentale in mare di boe, reti, sacchi per mangimi, guanti e scatolame (UNEP, 2021).

Un progetto per contrastare l’inquinamento marino

Questi dati sono destinati ad aumentare a causa della crescente richiesta sul mercato di prodotti ittici destinati al consumo umano come pesce, mitili e crostacei in quanto importanti fonte alimentare. In particolare, in Europa i mitili costituiscono circa un terzo di tutti i prodotti provenienti da attività di acquacoltura, con una produzione che ha raggiunto le 522.400 tonnellate nel 2016, il 24,5% rispetto alla produzione mondiale (Pietrelli, 2022).

Il progetto, realizzato nel mar Piccolo di Taranto, ha avuto come obiettivo quello di individuare nuove soluzioni per migliorare la sostenibilità del settore dell’acquacoltura, attraverso l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili, in sostituzione dei classici materiali in plastica (calze in polipropilene) normalmente utilizzati e altamente inquinanti.

L’allevamento dei mitili

I mitili allevati nelle reste in Mater-Bi crescono più velocemente di quelli innestati nelle reste in polipropilene, con un vantaggio per i mitilicoltori in termini di resa economica. In questo studio, per la prima volta viene applicata l’analisi FT-IR complementarmente alla valutazione della colonizzazione batterica, per valutare cambiamenti superficiali dal punto di vista chimico delle calze in polipropilene ed in Mater-Bi.

I risultati hanno mostrato che non sono presenti picchi aggiuntivi nello spettro delle plastiche (PP e Mater-Bi) rispetto al controllo, indicando che non è avvenuta alterazione della composizione chimica a livello superficiale nei campioni sottoposti al periodo di stabulazione.

Inoltre dai test effettuati su terreni selettivi per la ricerca di microrganismi patogeni, non è stata evidenziata presenza di batteri patogeni o potenzialmente pericolosi per l’uomo.

Una valida alternativa all’inquinante plastica

Questi risultati ci consentono di affermare che l’impiego delle reste in Mater-Bi durante l’intero ciclo produttivo dei mitili può essere una valida alternativa all’utilizzo della plastica convenzionale, grazie alle buone prestazioni in termini biologici, meccanici e ambientali emerse durante l’esperimento.

All’evento sono intervenuti il prof. Silvio Greco, Gabriele Cena, Responsabile Relazioni Esterne dell‘Università di Scienze Gastronomiche, Teresa Romeo, Direttrice della sede Sicilia della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Carmen Rizzo, Chiara Giommi e Cristina Pedà, ricercatrici della Stazione Zoologica Anton Dohrn, e Francesco Marangione, rappresentante della Società Cooperativa CO.MI.OS. di Taranto.

Un progetto sperimentale nel Golfo di Taranto

La giornata ha costituito un’importante occasione per discutere le opportunità e le sfide dell’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili nel settore dell’acquacoltura, e per presentare le soluzioni innovative sviluppate dalla ricerca condotta dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche.

Questo progetto sperimentale, realizzato nel Golfo di Taranto come area pilota – afferma la dott.ssa Teresa Romeo, Direttrice della sede Sicilia della Stazione Zoologica Anton Dohrnrappresenta un modello di innovazione che vede insieme ricerca, innovazione e imprese produttrici che operano al fine di garantire un’attività sostenibile nell’ottica di un’economia circolare, e che può fungere da studio pilota per fornire anche misure di gestione a supporto del settore della mitilicoltura da poter esportare su scala nazionale”.

Il Patto con il Mare per la Terra

L’utilizzo delle reste in Mater Bi rappresenta per noi una valida alternativa coerente anche con le nuove normative che vietano l’utilizzo di materiale plastico per l’allevamento dei mitili nel Golfo di Taranto”, afferma Francesco Marangione, mitilicoltore della Cooperativa CO.MI.OS.

Lo scorso dicembre presso il Ministero dell’Agricoltura abbiamo presentato come Ateneo insieme a diversi partner accademici e enti di ricerca il Patto con il Mare per la Terra, nato per connettere università, istituzioni, imprese, centri di ricerca per promuovere politiche di protezione dell’ecosistema marino e di conservazione della biodiversità, oltre che strategie di sviluppo sostenibile del settore e di promozione di buone pratiche.

Questo progetto, sviluppato grazie al sostegno da parte di Novamont, è un primo esempio di collaborazione concreta tra enti di ricerca, istituzioni e aziende private per trovare soluzioni innovative e concrete per ridurre l’impatto sugli ecosistemi marini” dichiara Gabriele Cena responsabile Relazioni Esterne e Partnership dell’UNISG di Pollenzo.

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