Dal 2000 stanno scomparendo foreste vaste come il Texas

Le foreste di montagna stanno scomparendo a un ritmo sempre più rapido, mettendo a repentaglio la biodiversità di questi ecosistemi
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Le foreste di montagna stanno scomparendo a un ritmo sempre più rapido, mettendo a repentaglio la biodiversità di questi ecosistemi. Lo sottolinea uno studio, pubblicato sulla rivista One Earth, condotto dagli scienziati della Leeds University nel Regno Unito e della Southern University of Science and Technology, in Cina. Il team, guidato da Xinyue He, Dominick Spracklen, Joseph Holden e Zhenzhong Zeng, ha monitorato i cambiamenti nelle foreste montane su base annuale, dal 2001 al 2018.

I ricercatori hanno quantificato le perdite e i guadagni della copertura arborea, stimando la velocità con cui si verificano i cambiamenti e confrontando diverse altitudini e tipologie di ambienti. L’85 per cento delle specie di uccelli, mammiferi e anfibi, spiegano gli autori, vive negli habitat forestali, per cui la scomparsa di queste realtà potrebbe provocare serie ripercussioni per la conservazione della biodiversita’.

Perdita delle foreste

A livello globale, secondo quanto emerge dall’indagine, il 7,1 per cento delle foreste montane sono andate perdute, per un totale di 78,1 milioni di ettari, un’area piu’ estesa di uno stato americano vasto come il Texas. “Conoscere le dinamiche legate alla perdita di foreste di montagna – afferma He – è fondamentale per capire come e dove la quantità di area boschiva disponibile per le specie forestali risponderà ai nuovi stimoli ambientali”. I ricercatori precisano che i fattori principali della perdita complessiva delle foreste sono legati al disboscamento (42 per cento), agli incendi (29 per cento), alle colture mobili (15 per cento) e all’agricoltura permanente (10 per cento).

Gli esperti precisano però che il contributo di ogni voce variava da regione a regione. Tra le aree maggiormente colpite dalla scomparsa di foreste di montagna gli esperti evidenziano Asia, Sud America, Africa, Europa e Australia. Mentre America e Oceania non sembravano aver subito perdite così rilevanti.

Incremento delle perdite annuo

Uno degli aspetti più preoccupanti, sostengono gli studiosi, riguarda l’incremento del tasso annuo della perdita, che è aumentato del 50 per cento dal periodo iniziale (2001-2009) al secondo arco di tempo (2010-2018). In particolare, nell’ultimo decennio, la foresta montana e’ diminuita di circa 5,2 milioni di ettari ogni anno. Le foreste montane tropicali hanno subito la perdita maggiore, pari al 42 per cento del totale globale. Ma allo stesso tempo sono state associate a un tasso di crescita piu’ rapido rispetto a quanto osservato nelle regioni temperate e boreali.

Le aree protette hanno subito una minore perdita di foreste rispetto alle zone non protette. Ma questa discrepanza non sembra sufficiente a preservare la biodiversita’ minacciata. “Per salvaguardare gli hotspot di biodiversita’ – conclude He – dobbiamo mantenere l’integrita’ delle foreste in zone sufficientemente ampie da consentire movimenti naturali e spazio adeguato agli animali che si spostano. Qualunque nuovo approccio strategico mirato alla protezione delle foreste dovrebbe essere adattato alle condizioni e ai contesti locali”. 

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