L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato il quattordicesimo Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini anti-Covid. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) nei due anni di campagna vaccinale, dal 27 dicembre 2020 al 26 dicembre 2022, per i cinque vaccini in uso. Nel periodo considerato sono pervenute 140.595 segnalazioni su un totale di 144.354.770 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 97 ogni 100.000 dosi), di cui l’81,3% (114.290) riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Le segnalazioni gravi corrispondono al 18,7% del totale (26.305), con un tasso di 18 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, in linea con il report precedente. I morti dopo il vaccino Covid, invece, sono stati 971 nel nostro Paese.
In termini assoluti e indipendentemente dal vaccino e dalla dose somministrata, il 70% dei casi (97.318 schede di segnalazione di eventi avversi) riguarda le donne, mentre il 30% (42.376) riguarda gli uomini. Dati che secondo AIFA possono essere attribuiti con la maggiore attitudine da parte delle donne alla segnalazione delle sospette reazioni avverse in relazione ai diversi fattori biologici e attitudinali. Le donne, si legge nel rapporto, “segnalano più spesso reazioni avverse, probabilmente per una maggiore attenzione al proprio stato di salute, un’attitudine alla segnalazione e per la possibile influenza di fattori biologici, ormonali e genetici“.
I vaccini
Nei due anni di campagna vaccinale, Comirnaty è stato il vaccino più utilizzato in Italia (66,7%), seguito da Spikevax (23,8%), Vaxzevria (8,4%), Jcovden (1,1%) e Nuvaxovid (0,03%). Le segnalazioni per tipologia di vaccino sono invece così distribuite: Comirnaty 66,2%, Vaxzevria 17,3%, Spikevax 15,1%, Jcovden 1,3%, Nuvaxovid 0,1%. Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati, perlopiù non gravi e già risolti al momento della segnalazione, sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, senza differenze significative fra i due sessi. Non si osservano variazioni significative nell’andamento delle segnalazioni relative alla fascia pediatrica (5-16 anni).
Dati sottostimati
I dati, tuttavia, sono probabilmente sottostimati. Principalmente perché in tantissimi non segnalano gli effetti collaterali dopo aver ricevuto il vaccino. Un altro motivo è relativo al fatto che è molto complicato capire dove fare la segnalazione, come farla pervenire e non si ha riscontro dell’avvenuto recepimento.
AIFA: “dati su reazioni avverse ai vaccini confluiranno nel rapporto annuale”
“In considerazione dell’andamento sostanzialmente stabile delle segnalazioni, e in linea con l’approccio delle varie agenzie regolatorie a livello europeo, d’ora in poi i dati sulle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini anti-Covid confluiranno nel Rapporto sulla sorveglianza post-marketing di tutti i vaccini, pubblicato annualmente dall’AIFA“, ha comunicato, inoltre, l’agenzia. “In linea con il più ampio programma di convivenza con la malattia da SARS-CoV-2 e con l’approccio delle varie agenzie regolatorie a livello europeo – si legge all’interno del report – tali rapporti dedicati ai vaccini anti-Covid, pubblicati con cadenza mensile nel primo anno di campagna vaccinale e trimestrale nel secondo anno di tale campagna, confluiranno nei rapporti sulla sorveglianza post-marketing di tutti i vaccini, pubblicati annualmente sul sito dell’agenzia. Il monitoraggio e la sorveglianza della sicurezza dei vaccini anti-Covid, così come di tutti i farmaci – precisa l’AIFA – continuerà a essere effettuato di concerto con tutti gli attori coinvolti nel monitoraggio post-marketing e nella farmacovigilanza a livello europeo, e saranno comunicate tempestivamente eventuali problematiche di sicurezza, se necessario, come già nei compiti dell’agenzia”.
“Si raccomanda di continuare a segnalare eventuali eventi avversi che si sospetta possano essere attribuiti alla somministrazione del vaccino – esorta l’ente regolatorio nazionale – tramite le modalità indicate sul sito istituzionale, al fine di contribuire alla valutazione sulla sicurezza di tali medicinali nell’ambito del sistema di farmacovigilanza nazionale ed europeo”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?