Alluvione Emilia Romagna: evacuazioni per le frane a Cesena, 3.000 edifici colpiti nell’area di Ravenna 

Si contano oltre 300 strade chiuse e 600 frane nella provincia di Forlì-Cesena dopo l'alluvione; dimezzati gli evacuati nell'area metropolitana di Bologna
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L’allerta rimane rossa relativamente alle frane. Non abbiamo infatti in previsione piogge significative che possano influire sul deflusso dell’acqua“. Così il sindaco di Cesena Enzo Lattuca nell’aggiornamento sull’emergenza in corso dopo l’alluvione in Emilia Romagna, ricordando che “si contano oltre 300 strade chiuse e 600 frane su tutto il territorio provinciale”. “Stiamo censendo, visitando, verificando tutte le situazioni di frana – ha spiegato Lattuca – Sono ancora in corso evacuazioni di persone e famiglie che non vorrebbero lasciare la casa” nonostante l’invito ad allontanarsi “perché le frane potrebbero muoversi nei prossimi giorni”. “Abbiamo superato la fase acuta dell’emergenza ma abbiamo ancora tanto da fare”, ha detto il sindaco, precisando che si sta lavorando per il ripristino della viabilità e su altri fronti. Ringraziando i volontari, ha affermato: “in queste ore c’è un clima di energia e solidarietà gigantesco che non dobbiamo disperdere”.

A Cesena si cercano ancora volontari, in particolare elettricisti e idraulici. Ma serve soprattutto l’aiuto del governo per aiutare cittadini e imprese che hanno perso casa e lavoro, ha detto ancora Lattuca. Il sindaco invita infatti a registrarsi attraverso l’applicazione in cui è possibile segnalare la propria disponibilità o ad arrivare alla palestra Don Milani che rappresenta il punto di raccolta dei volontari. In particolare, “abbiamo bisogno di volontari idraulici ed elettricisti – spiega – almeno per fare interventi di ripristino immediati, per aiutare a collegare una idropulitrice in più”. E se in questa fase “in parte stiamo tornando a qualcosa che assomiglia alla normalità – prosegue – non dobbiamo scordarci di quel migliaio di famiglie della nostra città che non possono tornare alla normalità”. Infatti, “C’è chi ha perso casa, lavoro, chi entrambi – osserva – Abbiamo bisogno di restare accanto a loro”.

Ma non possono essere solo volontari e comuni ad affrontare la situazione. Ed è quanto ha fatto presente ieri Lattuca nell’incontro con il Presidente Giorgia Meloni in visita nei territori alluvionati. “Noi non ci tiriamo indietro – riferisce – siamo disponibili a co-gestire le risorse di Governo e Regione, assumendoci le nostre responsabilità, siamo pronti per poter dare risposta veloce e integrale di ristoro e rimborso a chi ha subito danni permanenti, imprese e abitazioni”.

Nell’area metropolitana di Bologna ancora 2.121 evacuati

Nell’area metropolitana di Bologna ci sono ancora 2.121 persone evacuate, contro le 4.616 conteggiate all’inizio dell’emergenza maltempo. Lo riferisce il sindaco Matteo Lepore nel corso di una comunicazione al Consiglio comunale del capoluogo. Le strade provinciali chiuse o interrotte sono 23, 14 quelle con senso unico alternato o con altre limitazioni. Le provinciali danneggiate sono 52 e “non si contano – afferma il sindaco – le strade comunali chiuse o danneggiate”. Per quanto riguarda le vie provinciali, i danni ipotizzati sono saliti a “ben oltre i 150 milioni di euro ed è una stima del tutto prudenziale“, riferisce Lepore. Cinque, poi, le strade statali (di competenza Anas) interrotte: Passo Brasa, Porrettana (a Marzabotto e a Sasso Marconi), Futa (a Loiano e a Monte San Pietro), San Vitale (Medicina), Trasversale di pianura e Fondovalle Savena.

Ci risultano varie persone ancora isolate in alcuni Comuni” e le criticità principali adesso si riscontrano in Appennino, continua Lepore, citando in particolare Monterenzio e Castel del Rio. Per quanto riguarda i volontari, più di 300 sono stati già attivati “e tanti si stanno dirigendo verso i Comuni della Romagna“, segnala il sindaco, mentre come Comune e Città metropolitana per il momento si è deciso di non avviare raccolte di beni: perché Protezione Civile, Regione Emilia-Romagna e sindaci romagnoli “ci hanno indicato che al momento non ci sono necessità“. Su questo fronte sono attive tante iniziative spontanee “ed è giusto vengano promosse”, ma al momento “noi ci limitiamo a raccogliere fondi”. C’è l’Iban diffuso dalla Regione, ricorda il sindaco, ma da oggi verrà diffuso anche quello del Fondo sociale di comunità a livello metropolitano. Tramite questo Fondo, “le risorse andranno sul territorio metropolitano – spiega Lepore – mentre l’Iban della Regione sarà usato prevalentemente per tutta l’area regionale e le zone maggiormente colpite”. La raccolta fondi bolognese, in particolare, sarà utilizzata in favore di “famiglie bisognose e persone che hanno necessità impellenti – continua il sindaco – ma ci servirà anche sul medio e lungo periodo per affrontare le situazioni di povertà o disagio che verranno a crearsi”.

Per quanto riguarda invece l’impegno del Governo, “è necessario nominare un commissario straordinario – afferma Lepore – e sarà fondamentale l’accesso alle risorse del fondo di solidarietà dell’Ue“. Il sindaco invoca poi “misure di semplificazione amministrativa per la fase di ripartenza, sostegni a famiglie e imprese, sospensione di tutti i termini degli adempimenti tributari, fiscali e contributivi, definizione di un piano di ristori economici in cui siano stanziate adeguate risorse di supporto a famiglie, imprese e organizzazioni del terzo settore colpite dagli eventi”. Inoltre, “una particolare attenzione, come sempre – aggiunge Lepore – andrà data a tutta la coesione sociale e al mondo del lavoro”. Infine, non sarà importante solo rimborsare le spese affrontate per idrovore, autospurghi e pulizie “ma dobbiamo assolutamente pensare anche al ritorno a casa di queste famiglie“, sottolinea Lepore, facendo l’esempio delle abitazioni allagate al Farneto: lì molti abitanti “stanno buttando via tutto il mobilio. E’ un esempio di una situazione in cui ci sarà bisogno che il Governo metta in campo risorse anche per permettere a queste famiglie di poter riarredare le proprie case, almeno con la cucina e le cose fondamentali”.

Ancora critica la situazione viabilità sui colli per frane e smottamenti. ”Mentre in città sono state risolte tutte le chiusure o limitazioni di strade, è ancora critica la situazione sui colli a causa di moltissime frane o smottamenti. Chiediamo quindi alla cittadinanza di non recarsi sui colli né in auto, né in bici, né a piedi, se non per motivi di reale necessità, anche laddove le strade sono percorribili”. Lo comunica il Comune di Bologna. ”La situazione delle strade, chiuse o con limitazioni, in zona colli aggiornata alle 17 di oggi: via di Gaibola è aperta a senso unico alternato regolato da movieri; via dei Colli è aperta solo ai residenti nel tratto tra via Golfreda e via delle Lastre; via Golfreda è chiusa a 300 metri dell’incrocio con via Roncrio eccetto accesso ai soli residenti alle proprie abitazioni; via Roncrio è aperta solo ai residenti con tratti a senso unico alternato regolato da movieri; via del Poggio è chiusa con accesso ai residenti al civico 1 lato via Monte Donato; via della Palma è aperta ai soli residenti; via del Paleotto è chiusa con accesso ai residenti lato via Toscana, nel tratto compreso tra il Ponte Baily e via delle Torriane; e via di Jola, tratto tra via delle Torriane e via di Jola; via delle Torriane è aperta con senso unico alternato regolato da movieri in alcuni tratti; via di Casaglia è chiusa al civico 52, con accesso da via Monte Albano per i civici superiori e da via Saragozza per quelli inferiori”. ”Via delle Lastre è chiusa nel tratto tra via dei Colli e il civico 8, con accesso ai soli residenti; via degli Scalini è aperta ai soli residenti; via di Barbiano è chiusa in prossimità del civico 32, con accesso ai soli residenti lato Castiglione fino al civico 32 e lato via San Vittore per i civici superiori; via di Ravone è aperta fino al civico 23 e accessibile ai pedoni e ai residenti dal civico 23 a fine strada; via di Sabbiuno è aperta con senso unico alternato in alcuni tratti; via della Fratta è chiusa a metà al civico 13, con accesso per i soli residenti ai civici dai due lati; via della Trappola è aperta ai soli residenti’‘.

3.000 edifici colpiti nell’area di Ravenna

Nell’area intorno a Ravenna sono più di 3.000 gli edifici interessati dall’alluvione: lo indicano i dati raccolti dal Rapid Mapping Team del Copernicus Emergency Management, il servizio europeo che si attiva in caso di disastri o emergenze per mettere rapidamente a disposizione le immagini satellitari raccolte da Copernicus, il programma di osservazione della Terra gestito da Agenzia spaziale europea e Commissione Ue. Oggi il team ha pubblicato le analisi relative alle aree di Lugo, Faenza, Budrio e Ravenna, con la mappatura delle aree allagate e degli edifici danneggiati.

Sul fronte allagamenti, conclusa la prima fase dell’emergenza relativa al salvataggio delle vite umane, a Ravenna sono in corso le operazioni di svuotamento delle strade e delle abitazioni dal fango, dai detriti e dalle masserizie trasportate dalla furia delle acque nonché gli interventi di ripristino dei servizi pubblici essenziali. Per il comune di Ravenna, le zone più colpite restano Fornace Zarattini, le Bassette, Ghibullo, Villanova e Sant’Antonio. Le persone al momento evacuate sono 16.445; di queste 2.098 sono nei centri di accoglienza. Le utenze elettriche disalimentate sono scese a 1.755 sul totale di 23.154 fuori servizio a inizio dell’emergenza.

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In generale, continuano a registrarsi criticità sugli impianti di depurazione: in particolare sull’impianto di Formellino (completamente allagato), di Cervia (parzialmente allagato) mentre sono in corso attività di salvaguardia, con la posa di sacchi di sabbia, all’impianto di Ravenna. Domani riapriranno le scuole a Ravenna – limitatamente alle elementari e medie e con esclusione della frazione di Roncalceci – a Cervia, tranne l’istituto superiore alberghiero e a Russi. Il sindaco di Bagnara di Romagna ha anticipato la riapertura a oggi solo per le scuole dell’infanzia mentre da mercoledì riapriranno le elementari e le medie.

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Smottamenti in parchi e giardini storici

La Regione Emilia Romagna è al lavoro per la ricognizione sui danni al patrimonio culturale che si sono verificati a seguito degli eventi che hanno colpito la Regione, e in particolare Bologna e la Romagna, con le alluvioni a partire dal 2 maggio. È prematura una valutazione complessiva dei danni che interessano Musei, Biblioteche, Archivi, Case di Illustri, Monumenti e Siti archeologici. Ma, a una prima ricognizione, sono numerosi e diffusi i contesti che destano preoccupazione e su cui sarà necessario intervenire, dopo la priorità per l’incolumità e la messa al sicuro della popolazione colpita.

Il dissesto idrogeologico ha causato la perdita di importanti alberature nei parchi e giardini storici. A Bologna, nei Giardini di Villa Spada si registrano danni a causa di una frana, mentre la biblioteca è chiusa già da alcuni giorni per lo stesso motivo. Sempre a Bologna si registrano danni al Museo Medievale dove si è allagato il piano interrato, attualmente interessato da operazioni di aspirazione dell’acqua, senza comunque danni alle opere.

In Romagna i danni sono riferiti alle frane, sradicamenti, inondazioni e allagamenti in corso. In Appennino molti e significativi i danni a parchi e giardini storici. Gravi danni a Casola Valsenio (Ra), presso il Giardino del Cardello – Casa Oriani dove è tracimato il laghetto, si registrano smottamenti e sradicamento di alberi, così come a Brisighella (Ra) presso il Giardino di Villa Ginanni Fantuzzi. Mentre a Tredozio (FC), il Giardino di Palazzo Fantini è minacciato da numerose frane e smottamenti nella zona. Il palazzo ha subito allagamenti alle cantine e infiltrazione di acqua dai tetti. Torre Fantini è colpita da una frana di piccola entità.

La situazione più critica si registra a Faenza dove il Museo Guerrino Tramonti ha subito gravi danni all’edificio, con allagamento del deposito seminterrato – che consta di 1.800 opere fra ceramiche e tele -completamente sommerso, mentre il Museo si è allagato fino a quota 30 cm causando molti danni. Il MIC-Museo Internazionale della Ceramica in Faenza si è reso disponibile per dare ospitalità al patrimonio ceramico danneggiato del Museo Tramonti presso gli spazi dei propri laboratori di restauro. Danni anche al Museo Zauli, allagato al piano terra e nella cantina dove si conservano le argille di Carlo Zauli, oltre al giardino con le sculture, sommerso come la via antistante (ricordiamo che ai rimi di maggio fu inondato il deposito della Bottega Gatti). Nella Biblioteca Manfrediana, l’acqua ha raggiunto un metro di altezza. Acqua nella Chiesa di san Francesco.

Sempre nel Ravennate, a Lugo, l’Archivio Fotografico di Lugo è andato sott’acqua con parziale pregiudizio per i beni fotografici. Purtroppo, l’acqua ha raggiunto in modo pesante anche il Teatro Rossini con danni consistenti che andranno accertati. A Classe, Il Museo di Classis è stato temporaneamente attrezzato come hub per accogliere la popolazione sfollata dalle case a ridosso del rivale dei Fiumi Uniti, alla confluenza di Ronco e montone. A Bagnacavallo, nella prima ondata di inizio maggio, il Museo delle Cappuccine aveva registrato l’allagamento del deposito con il danneggiamento di sei affreschi. Apprensione anche per la situazione a Cesena dove si sono registrate infiltrazioni in Biblioteca Malatestiana, mentre presso l’Abbazia di S. Maria del Monte si è registrato un grave crollo e la situazione desta molta preoccupazione. Criticità importanti anche a Gambettola presso Casa Fellini e a Sorrivoli, dove la casa è pressoché inagibile, mentre l’intero paese è sfollato e isolato. Molti danni anche a Forlì, preziose cinquecentine presso il Seminario Nuovo sono state raggiunte dall’acqua e dal fango e si stanno predisponendo le operazioni per metterle in salvo. Sono altresì allagati il deposito della biblioteca di Forlì e le biblioteche di Sant’Agata sul Santerno e Solarolo.

Enel: “riattivate quasi tutte le forniture”

E-Distribuzione, società del gruppo Enel, ha riattivato la quasi totalità delle 50mila forniture elettriche inizialmente coinvolte dall’alluvione in Emilia Romagna e l’impegno delle squadre di intervento si sta ora concentrando soprattutto nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena. Il lavoro dei tecnici di E-Distribuzione proseguirà fino al completo ripristino del servizio elettrico. Il Centro di controllo di Bologna, si apprende ancora da E-distribuzione, sta monitorando la situazione 24 ore su 24 eseguendo le manovre in telecomando e coordinando il dispiegamento delle squadre sul territorio, per rialimentare i clienti ancora senza energia elettrica. Tutti gli interventi sono realizzati in costante coordinamento con le Istituzioni locali, le Prefetture e la Protezione civile regionale e nazionale.

Sin dalle prime ore dell’emergenza maltempo, E-Distribuzione si è attivata mettendo in campo una task force con oltre 700 tecnici, 170 gruppi elettrogeni e 9 power station. Le esondazioni dei corsi d’acqua e le frane, infatti, hanno provocato il danneggiamento di tratti di rete elettrica sul territorio regionale e l’allagamento di centinaia di impianti, tra cui due ‘cabine primarie’, si apprende dalla società. Il ripristino delle forniture è stato compiuto “nonostante il perdurare di condizioni impervie e di difficile viabilità impedisca in molti casi le operazioni“, spiega la società di distribuzione di energia elettrica. È stata, inoltre, avviata una raccolta di fondi tra i dipendenti a favore delle popolazioni colpite dell’emergenza a cui si aggiungeranno gli ulteriori contributi dell’Azienda e del top management, incluso l’amministratore delegato.

Polizia: “strade nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna ancora piene di fango”

La Polizia di Stato raccomanda agli automobilisti di “non recarsi nelle province di Forlì- Cesena e Ravenna dove la viabilità secondaria è ancora interessata dalla presenza di fango e di acqua e per lasciare libera la circolazione ai veicoli destinati al soccorso e al ripristino”. Sulla A14 Bologna – Taranto, il tratto tra Faenza e Forlì, in entrambe le direzioni, sarà chiusa dalle 21.00 di oggi alle 06.00 di domani 23 maggio per le attività di ripristino del manto stradale. Di concerto con gli Enti locali e ANAS, sono stati individuati i percorsi alternativi: agli utenti che da Bologna sono diretti verso Ancona/Pescara, dopo l’uscita a Faenza, si consiglia di percorrere Via Granarolo, poi Via F.lli Rosselli, poi la S.S. 9 “via Emilia”, poi la S.S. 727, infine la S.S.67 per poi rientrare a Forlì. Percorso inverso per chi da Pescara/Ancona è diretto verso Bologna.

Sulla SS 16 – località Ravenna – risultano chiuse le rampe di svincolo poste al km 148 per via Faentina sia in direzione Ravenna che in direzione Rimini per tracimazione del canale di scolo “Valtorto” ed allagamento della zona sottostante.

Il Prefetto di Ravenna ha disposto la revoca, con effetto dalle ore 00.00 di domani 23 maggio, del provvedimento con il quale era stato disposto il divieto di circolazione dei veicoli commerciali con massa superiore a 5 tonnellate. Pertanto, da quel momento sarà riaperta la circolazione a tutti i veicoli su tutte le strade della Provincia di Ravenna. Sulla SS 3 bis Tiberina (E45) è in atto il divieto di circolazione per i mezzi superiori alle 3,5 t, esclusi i mezzi che trasportano persone e quelli di emergenza, in direzione nord tra gli svincoli di Bagno di Romagna (FC) e Sarsina Sud (FC). Pertanto all’uscita di San Sepolcro detti mezzi vengono indirizzati in direzione di Arezzo sulla SS 73 per raggiungere la A1 e proseguire in direzione di Bologna. Tali provvedimenti di regolazione del traffico commerciale sono collegati all’interdizione, causa frana, della SS 71 tra il km 250+000 ed il km 244+800, in località Bivio Montegelli nella provincia di Forlì-Cesena ed ai lavori in atto presso la galleria “Lago di Quarto” della SS 3 bis (situata nel tratto compreso tra gli svincoli di Quarto e Sarsina) ove si circola in doppio senso di circolazione nella canna in direzione sud.

Domani riprendono i treni su Ferrara-Portomaggiore e Faenza-Russi

Da domani riprendono a circolare i treni sulla Ferrara-Portomaggiore e la Faenza-Russi, mentre sulla Bologna-Rimini resta sospeso il traffico ferroviario fra Faenza e Forlì, dove sono attivi autobus sostitutivi. Lo annuncia Ferrovie dello Stato ricordando che è invece già ripresa la circolazione dei treni fra Bologna e Faenza (con fermate intermedie e Castel San Pietro, Imola e Castelbolognese) e fra Forlì e Rimini (con fermate intermedie a Forlimpopoli, Gambettola, Cesena, Savignano sul Rubicone e Santarcangelo di Romagna). Visto però che le strade non sono completamente percorribili, si avvisa, potrebbe non essere possibile garantire l’interscambio immediato tra treno e bus. Ed è da considerare in ogni caso un aumento dei normali tempi di viaggio fra Bologna e Rimini di almeno un’ora. Già riaperta anche la linea fra Ravenna e Rimini. Sono invece ancora chiuse le linee fra Ravenna e Castelbolognese, Russi e Portomaggiore, fra Faenza e Lavezzola e fra Faenza e Marradi ed è “impossibile, al momento, garantire collegamenti alternativi su strada”, sottolinea Fs, ricordando che chi ha l’abbonamento ferroviario può utilizzare, dove disponibili, i servizi su gomma. Passando ai treni a lunga percorrenza, alcuni che viaggiano da e per la Puglia continueranno a circolare su percorsi alternativi, e dunque i tempi di viaggio possono aumentare fino a tre ore. I passeggeri prenotati riceveranno informazioni via sms o e-mail sul proprio treno. Aggiornamenti sulla circolazione e sui treni sono disponibili sulla pagina web Infomobilità di Rfi e di Trenitalia. E’ potenziata da Trenitalia e Trenitalia-Tper l’assistenza nelle stazioni e a bordo.

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