Nuova pietra miliare di Perseverance: MOXIE ha prodotto ossigeno su Marte battendo un nuovo record

L'esperimento MOXIE ha raggiunto un traguardo importante

Buone notizie da Marte. Nascosto all’interno del rover Perseverance della NASA c’è un dispositivo noto come MOXIE, abbreviazione di Mars Oxygen In Situ Resource Utilization Experiment. Si tratta del primo esperimento che aspira l’aria rarefatta e piena di anidride carbonica del pianeta e la trasforma in ossigeno. Il dispositivo, delle dimensioni di un tostapane, se costruito su scala più ampia, può essere utilizzato non solo per le spedizioni di astronauti su Marte per respirare, ma anche per il carburante dei razzi.

All’inizio di questo mese, l’esperimento ha raggiunto un traguardo importante quando i ricercatori hanno spinto MOXIE a un livello di produzione massimo, un fattore due in più rispetto a quello raggiunto in precedenza. “Abbiamo ottenuto ottimi risultati,” ha dichiarato a Space.com Michael Hecht, principal investigat di MOXIE e direttore associato dell’Haystack Observatory del Massachusetts Institute of Technology (MIT) a Westford. La pietra miliare ha avuto luogo il 6 giugno, durante la notte marziana, ed è durata 58 minuti.

I requisiti per MOXIE erano di produrre 6 grammi di ossigeno l’ora, una velocità che alla fine è stata raddoppiata. MOXIE ha raggiunto il risultato durante la 15ª fase operativa su Marte da quando ha “assaggiato” l’atmosfera marziana all’interno del cratere Jezero il 20 aprile 2021.

La sfida fin dall’inizio, ha aggiunto Hecht, è stata quella di definire modi per operare su Marte in modo più efficiente producendo una maggiore resa di ossigeno.

strumento moxie perseverance
Credits: NASA/JPL

Spingere i limiti

MOXIE pesa circa 18 kg ed è progettato per aspirare aria marziana utilizzando una pompa per poi utilizzare un processo elettrochimico per separare un atomo di ossigeno da ciascuna molecola di anidride carbonica. Come sottoprodotto, viene creato monossido di carbonio, così come un residuo nero di carbonio solido che può intasare i meccanismi all’interno del dispositivo, ha spiegato Hecht. Quindi l’intero processo va strettamente monitorato.

Operando un’ora alla volta, MOXIE ha operato 7 volte nell’anno solare 2021, principalmente per dimostrare che lo strumento può funzionare nelle diverse condizioni che il pianeta sperimenta durante l’anno marziano (un anno su Marte dura il doppio rispetto alla Terra).

Nel 2022, i tecnici MOXIE si sono concentrati maggiormente sulla spinta delle capacità, nonché sullo sviluppo di nuove modalità operative. In totale, il precedente set di 14 fasi start-stop ha fatto registrare fino a 1.000 minuti di funzionamento.

MOXIE è una dimostrazione tecnologica e, come molti altri dispositivi, la sua vita a lungo termine è legata ai finanziamenti. I fondi per la ricerca per MOXIE finiranno alla fine dell’anno, ha spiegtao Hecht.

Il futuro di MOXIE

Per quanto riguarda il futuro di MOXIE, Hecht ha spiegato a Space.com che i risultati dell’esperimento incoraggiano lo sviluppo di un sistema su vasta scala sulla Terra, che emetta ossigeno continuamente in modalità automatica ed è in grado di generare da 25 a 30 tonnellate di ossigeno per supportare un essere umano per una missione su Marte.