Cos’è la resilienza immunitaria e perché alcune persone si ammalano di meno

I risultati di un nuovo studio potrebbero spiegare perché alcune persone si ammalano meno di altre

Perché alcuni individui manifestano differenze così ampie nella durata della vita, nello stato di stato in base all’età e suscettibilità alle malattie infettive? Una possibilità è che le variazioni in un tratto immunitario contribuiscano a queste differenze. La resilienza immunitaria – la capacità di mantenere o ripristinare le funzioni immunologiche – può essere collegata alla capacità di reagire alle infezioni e alle malattie infiammatorie: lo suggerisce uno studio pubblicato su Nature Communications. Esaminando più studi in contesti di malattie infettive e infiammatorie, i risultati potrebbero migliorare la nostra comprensione del motivo per cui alcune persone si ammalano meno di altre.

Il motivo per cui alcuni individui vivono più a lungo e sono meno suscettibili alle infezioni e alle malattie infiammatorie rispetto ad altre non è ancora del tutto chiaro. Le malattie infettive e infiammatorie provocano cambiamenti nel sistema immunitario e l’entità e la qualità della risposta alla malattia possono variare da individuo a individuo. È stato suggerito che le risposte ottimali alle malattie infettive e infiammatorie siano collegate alla durata della vita prevista, ma ciò richiede ulteriori studi.

Perché alcune persone si ammalano meno di altre, lo studio

Sunil Ahuja e colleghi hanno raccolto dati derivanti da una serie di studi sull’uomo e sugli animali per stimare la resilienza immunitaria in ogni contesto. Esaminando oltre 48.500 individui e più modelli animali, hanno scoperto che alcuni individui mantengono la resilienza immunitaria se esposti a varie condizioni infettive e infiammatorie e durante il processo di invecchiamento. La resilienza immunologica in presenza di malattie infettive o infiammatorie è stata associata a una maggiore durata della vita e a esiti di salute favorevoli per una serie di malattie negli studi esaminati (ad esempio, individui con HIV, infezione influenzale sintomatica, COVID-19, sepsi e cancro della pelle ricorrente). Lo studio suggerisce anche che la resilienza immunitaria ottimale può essere rilevata a tutte le età, può essere più comune nelle donne e potrebbe essere collegata a esiti di salute favorevoli dipendenti dall’immunità.

Gli autori sostengono che la resilienza immunitaria potrebbe essere utilizzata in futuro per monitorare e potenzialmente fornire informazioni essenziali su prognosi e gestione degli esiti sanitari, compresa la durata della vita e la risposta alle infezioni. Tuttavia, secondo gli studiosi, è necessario condurre ulteriori ricerche per stabilire la validità e l’utilità della misurazione della resilienza immunologica per la diagnosi, la previsione e la gestione delle malattie infiammatorie e infettive.