Siria: dopo il terremoto di febbraio prorogata l’apertura dei confini

Dopo il terribile terremoto di febbraio 2023, la Siria ha prorogato di altri 3 mesi l'apertura dei valichi di frontiera dalla Turchia verso le zone controllate dai ribelli per gli aiuti umanitari
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Come annunciato dall’Onu, dopo il devastante terremoto di febbraio, la Siria ha prorogato di altri tre mesi i valichi di frontiera dalla Turchia verso le zone controllate dai ribelli che erano stati riaperti dopo il devastante terremoto di febbraio. Questa è la seconda proroga di tre mesi concessa dalla Siria perché possano entrare nel Paese gli operatori umanitari delle Nazioni Unite dei valichi di Bab al-Salam e Al-Rai, aperti dopo il terremoto a seguito delle pressioni internazionali.

Eri Kaneko, portavoce dell’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari ha dichiarato: “Accogliamo con grande favore la proroga del permesso del governo siriano di utilizzare i valichi di frontiera di Bab al-Salam e Al-Rai fino al 13 novembre“. Il terremoto del 6 febbraio in Turchia e nella Siria devastata dalla guerra ha ucciso più di 55.000 persone e l’assistenza internazionale si è resa necessaria per migliaia di persone bisognose dopo il terremoto.

La scelta di prorogare di altre tre mesi i valichi della frontiera della Turchia è in contrasto con il fallimento dell’estensione di un’altra importante via di accesso agli aiuti in Siria, il valico di Bab al-Hawa dalla Turchia. La Russia  solo un mese fa ha posto il veto a una proroga di nove mesi e non è riuscita a raccogliere abbastanza voti per adottare una proroga di sei mesi. La Siria ha riferito che avrebbe ancora permesso temporaneamente l’uso del valico, ma l’Onu denuncia che le condizioni sono inaccettabili.

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