COP28, ingegneri naturalisti: “il timore è che si discuta di rinnovabili e tecnologia, e non di riequilibrio ecologico”

Flora Vallone, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneria Naturalistica: “iniziata la COP28. Si continua a parlare di tecnologie ma non di rigenerazione”
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Inizia oggi a Dubai la 28esima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Quest’anno i temi principali sono la riduzione delle emissioni e il fondo per compensare i paesi più danneggiati dal riscaldamento globale, e se ne discuterà proprio dove i prodotti fossili sono alla base dell’economia locale e del successo internazionale lì generato. Il timore è che ancora una volta si discuta di rinnovabili e tecnologia, più che delle necessità di riequilibrio ecologico del Pianeta attivabile in primo luogo attraverso l’incremento di Capitale Naturale e Biodiversità e di prevenzione del rischio desertificazione che interessa anche l’Italia e su cui ci battiamo da anni”. Lo ha dichiarato Federico Preti, Docente Federico Preti, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Ingegneria Naturalistica e docente di idraulica e Difesa Territorio dell’Università degli Studi di Firenze.

Il mondo non può perdere altro tempo prezioso. “E’ necessario attivare processi, piani, progetti che integrino Natura e soluzioni ispirate alla natura (NBS e Ingegneria Naturalistica) in tutte le trasformazioni antropiche del territorio. Uno studio pubblicato su Nature nel 2015 (Crowther et al.) stima che sulla Terra ci sono circa tre mila miliardi di alberi. Nel 2019 Science ha pubblicato uno studio (Bastin et al.) nel quale si afferma che sul Pianeta ci sono quasi un miliardo di ettari nei quali si potrebbero piantare alberi e rafforzare i sistemi verdi”, ha dichiarato Flora Vallone, architetto, paesaggista, Vice Presidente Nazionale A.I.P.I.N., affermando che questa potrebbe essere la nostra più efficace soluzione al cambiamento climatico fino ad oggi. Un ettaro di foresta assorbe tra due e cinque tonnellate all’anno di anidride carbonica”.

 

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