Il 9 dicembre, presso l’Italian Pavilion della COP28, si è tenuto un evento collaterale di rilievo dedicato alla formazione e all’addestramento nel settore meteorologico e climatologico. Le istituzioni coinvolte hanno offerto un ampio spettro di opportunità formative rivolte a studenti, operatori del settore, tecnici e service providers. La varietà dei corsi proposti copre una vasta gamma di argomenti, dalla meteorologia tradizionale allo Space Weather, dall’approfondimento sulla strumentazione all’elaborazione dei dati osservati, con applicazioni pratiche in ambito agricolo. Di particolare rilievo è stata l’inclusione di corsi innovativi sull’etica dei cambiamenti climatici, volti a sensibilizzare i leader del settore su questioni cruciali legate alla giustizia intergenerazionale.
Ministro dell’Ambiente alla COP28: Azione e Formazione contro i Cambiamenti Climatici
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica della Repubblica Italiana, Gilberto Pichetto Fratin, ha accolto calorosamente tutti nel Padiglione Italiano durante l’evento, ringraziando il generale Baione per l’organizzazione. Ha dichiarato: “Sono qui per darvi il benvenuto nel Padiglione Italiano e, naturalmente, collegarvi ai relatori che discuteranno dettagliatamente sui materiali tecnici dell’impegno analogo e su altri centri e operatori del settore.”
Il Ministro ha evidenziato la vasta offerta di programmi di formazione non solo da parte del governo italiano ma anche di altre istituzioni come l’Università La Sapienza, nel cruciale settore della lotta contro il cambiamento climatico. Ha aggiunto: “So che vi parlerà anche il nostro inviato speciale per i cambiamenti climatici, quindi non sarò prolisso, ma cercherò di essere breve.”
Ha sottolineato il ruolo chiave dei giovani nella lotta contro i cambiamenti climatici, evidenziando il contributo positivo della presenza del pubblico alla Cop28. Ha inoltre menzionato: “La vostra presenza oggi qui contribuisce non solo alla partecipazione italiana alla Cop, ma si inserisce perfettamente nella strategia italiana.”
Il Ministro ha concluso il suo intervento con un richiamo alla sorprendente partecipazione di istituzioni tradizionalmente non associate alla lotta contro i cambiamenti climatici, come il generale Baione e i suoi colleghi in uniforme. Ha sottolineato il significato di questa partecipazione attraverso la formazione e i corsi come un ulteriore impegno dell’Italia nella Cop28 e nella lotta contro i cambiamenti climatici.
“L’Italia Guida la Corsa per una Formazione Meteo-Climatica Globale”
Il Generale Luca Baione, Capo del Servizio Meteorologico e dell’Aeronautica Militare, nonché Rappresentante Permanente dell’Italia presso l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, ha dichiarato durante la Cop28: “Con questa attività, l’Italia si rivolge soprattutto, ma non solo, a quei Paesi in via di sviluppo contribuendo efficacemente alla loro formazione in un settore, quello meteorologico e climatologico, strategico per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici.”
In riferimento al suo ruolo di Rappresentante Permanente presso l’OMM, ha enfatizzato la necessità di unire le eccellenze italiane e metterle al servizio della comunità internazionale, dichiarando: “Qui vedrete presentati corsi non solo dall’Aeronautica, ma anche da enti civili. Siamo qui per mettere a disposizione della comunità internazionale la nostra esperienza, le nostre entità scientifiche e le nostre conoscenze.”
Ricordando con orgoglio l’approvazione di una legge importante da parte del Parlamento italiano, ha evidenziato: “L’anno scorso, il Parlamento italiano ha approvato una legge per modificare la Costituzione italiana nella prima parte, i principi fondamentali. Un articolo è stato integrato con l’approvazione che afferma che la Repubblica Italiana tutela l’ecosistema, l’ambiente e la biodiversità anche nell’interesse delle generazioni future.”
Il Generale Baione ha presentato i corsi tenuti dall’Aeronautica italiana e ha menzionato i due centri di eccellenza del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica italiana che fanno parte della Global Atmosphere Watch. Ha annunciato che a partire dal prossimo anno, l’osservatorio diventerà un campus universitario per corsi universitari e post-universitari, nonché per corsi estivi per i giovani.
L’Italia e la Meteorologia al Cuore della COP28
Adriano Raspanti, rappresentante dell’Aeronautica Militare presso la Cop28, ha fornito dettagli approfonditi sui corsi offerti dal Servizio Meteo dell’Aeronautica Militare, evidenziando la loro rilevanza e struttura modulare. Durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza di mettere a disposizione della comunità internazionale le eccellenze espresse dall’Italia nel campo meteorologico. Ha dichiarato: “Devo dire che fin dall’inizio del mio incarico come rappresentante permanente italiano presso l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, ho avvertito la necessità di riunire le diverse eccellenze del nostro paese e metterle al servizio del mondo.”
Parlando del corso per meteorologi, ha evidenziato il collegamento con i requisiti dell’OMM e dell’ICAO, ha enfatizzato l’approccio modulare del corso per rendere l’istruzione accessibile a un’ampia gamma di partecipanti, sottolineando: “È organizzato in modo modulare perché, in linea di principio, non conosciamo il livello di istruzione di base dei partecipanti, che potrebbero provenire dall’università o avere background diversi.”
Per quanto riguarda i tecnici meteorologici, ha spiegato: “Abbiamo i tecnici meteorologici, ossia coloro che possono lavorare come osservatori o supportare i meteorologi. Anche in questo caso, il corso si basa sul pacchetto di sessioni di base WMO/ICAO per i tecnici meteorologici.” Ha aggiunto: “Il nostro obiettivo non è formare meteorologi, ma individui operativi capaci di fare previsioni meteorologiche.”
Raspanti ha anche presentato il corso sulla metodologia dell’aviazione, sottolineando la sua importanza per le Forze Armate e il settore civile. Ha concluso la sua presentazione menzionando il corso recentemente introdotto sullo Space Weather, affermando: “Abbiamo aggiunto l’ultimo corso, il corso di Space Weather, lo scorso anno, riconoscendo l’importanza crescente dell’attività solare negli ultimi decenni e la sua connessione con l’atmosfera.”
CETEMPS: Illuminando il Futuro della Meteorologia e della Formazione
La Prof.ssa Rossella Ferretti, figura di spicco nel Dipartimento di Scienze Fisiche dell’Università dell’Aquila, ha presentato con passione e competenza il Centro di Eccellenza CETEMPS, illustrando dettagliatamente il suo ruolo cruciale nell’avanzamento della ricerca atmosferica e della previsione degli eventi estremi. Nel corso della sua presentazione, la Prof.ssa Ferretti ha dichiarato con enfasi: “Sono molto felice di presentare sia il CETEMPS che il corso di laurea Magistrale che abbiamo presso l’Università dell’Aquila.”
Ha fornito un’approfondita panoramica della struttura organizzativa del CETEMPS, evidenziando tre settori principali che ne costituiscono la spina dorsale: il sistema di modellazione, l’integrazione del sistema osservativo e la stretta collaborazione con l’università per quanto riguarda l’educazione. La professoressa ha condiviso con chiarezza la missione fondamentale del centro, dichiarando: “Forniamo previsioni operative. Non siamo un servizio meteorologico, ma facciamo previsioni operative perché credo che per insegnare agli studenti come fare una previsione del tempo, dobbiamo saperlo fare noi stessi.”
Un aspetto centrale della presentazione è stata la riflessione sulla connessione vitale tra ricerca e istruzione. La Prof.ssa Ferretti ha sottolineato il contributo essenziale del CETEMPS all’educazione, affermando: “Credo che sia importante avere uno scambio tra ricercatori e studenti perché possiamo insegnare agli studenti il meglio della ricerca.”
La Prof.ssa Ferretti ha messo in evidenza l’ampio spettro di competenze necessarie, dalla fisica dell’atmosfera all’ingegneria ambientale, evidenziando l’impegno del CETEMPS nell’offrire una formazione completa e interdisciplinare attraverso la Laurea Magistrale in Scienze Atmosferiche e Tecnologia per la Meteorologia e il Clima. Ha enfatizzato che la disciplina è cruciale per affrontare le sfide ambientali come siccità, alluvioni e onde di calore, sottolineando l’importanza di preparare le future generazioni a contribuire in modo significativo a una comprensione più approfondita e alla gestione di questi fenomeni complessi.
RTC Italia: Un Faro di Eccellenza nella Formazione Agrometeorologica Globale
Il Dr. Vieri Tarchiani, ricercatore presso l’Istituto per la Bioeconomia del CNR, ha presentato con chiarezza e impegno l’importante ruolo svolto dall’RTC (Centro Regionale di Formazione) in Italia all’interno della rete mondiale di 28 RTC sotto l’egida dell’OMM. Ha evidenziato la peculiarità dell’RTC italiano, che opera sia per la regione VI (Europa) sia per la Regione I (Africa), collaborando attivamente con altri RTC locali.
Il Dr. Tarchiani ha evidenziato la filosofia intrinseca, indicando che l’RTC ha sempre messo al centro le persone, costruendo una “community of practice” attraverso attività di formazione transdisciplinare. I temi principali affrontati dall’RTC includono l’agrometeorologia, i cambiamenti climatici, la variabilità e gli estremi climatici, con particolare attenzione agli impatti su risorse naturali, agricoltura e società. La gestione delle risorse idriche e agricole, insieme alla mitigazione dei rischi climatici attraverso previsioni stagionali e sub-stagionali, costituiscono un aspetto fondamentale del loro impegno.
Inoltre, il Dr. Tarchiani ha presentato il Centro di Formazione Sparta come parte della rete dei Centri Regionali di Formazione dell’OMM, evidenziando la sua collocazione unica come uno dei tre centri di formazione regionali in Europa, con un focus specifico sull’Associazione Regionale dell’Africa.
Ha enfatizzato la connessione umana come aspetto centrale della filosofia dell’RTC, affermando: “La nostra filosofia è connettere le persone, e connettere le persone significa che vogliamo costruire una comunità di pratica che includa sia i partecipanti ai corsi che i formatori.” Ha sottolineato l’approccio bidirezionale alla formazione, in cui si cerca di facilitare lo scambio di conoscenze tra partecipanti e formatori, promuovendo la condivisione di esperienze e conoscenze eterogenee.
Infine, il Dr. Tarchiani ha illustrato la natura interdisciplinare dell’approccio del Centro, spaziando dalle scienze meteorologiche all’idrologia e alla metodologia agronomica, con l’obiettivo di mescolare e condividere diverse esperienze al fine di promuovere una visione olistica e integrata.
Occhi Dal Cielo: Il Cruciale Ruolo dei Dati Satellitari nella Gestione del Rischio Idrologico
La D.ssa Silvia Puca, project manager di H-SAF (progetto di Eumetsat di responsabilità del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare), ha sottolineato l’importanza cruciale dei dati satellitari nella gestione del rischio idrologico. Ha spiegato che l’utilizzo di diversi sensori consente la stima di variabili idrologiche chiave, come precipitazioni, umidità del suolo e neve, con diverse coperture spaziali e frequenze temporali.
Nel contesto della presentazione, ha dichiarato: “I principali punti di questa presentazione sono legati agli eventi estremi. Perché i dati satellitari sono così importanti per noi nella gestione del rischio idrologico?” Ha, poi, introdotto il Satellite Application Facility (SAF) a supporto dell’idrologia, evidenziando il suo ruolo nella promozione dell’utilizzo dei prodotti satellitari tra la comunità degli utenti.
La D.ssa Puca ha fornito esempi concreti dei benefici derivanti dall’impiego di dati satellitari, presentando diversi casi di studio, come le condizioni di siccità in Europa, le intense inondazioni in Nigeria e Sud Africa e gli eventi di precipitazioni intensi nell’area del Mediterraneo. Ha sottolineato che “i dati e i prodotti satellitari possono fornirci informazioni su un’area più ampia” e “sono una fonte di dati completamente indipendente dalle reti terrestri“.
Durante la sua presentazione, la D.ssa Puca ha messo in luce l’importanza della continuità e dell’indipendenza dei dati satellitari, oltre al loro ruolo nella fornitura di informazioni su processi difficilmente modellabili, come l’irrigazione. Ha concluso sottolineando come questi dati siano essenziali per stimare parametri idrologici fondamentali e per valutare l’impatto di cambiamenti climatici su risorse naturali, agricoltura e società.
Guardando al Futuro Climatico con Etica
Il Prof. Alberto Pirni, Professore Associato nella Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e docente di Etica dei Cambiamenti Climatici, ha illustrato l’importanza del punto di vista etico nei corsi progettati per l’Area I e VI.
Nel contesto del corso “CEWExA: Empowering Early Warnings for Climate and Weather Extremes in Africa,” il Prof. Pirni ha sottolineato il ruolo centrale del metodo etico. Ha evidenziato come l’etica sia fondamentale per definire i principi dei sistemi di allerta precoce multirischio, per la definizione del rischio nei risk assessment e per promuovere un’etica della comunicazione che favorisca l’inclusione ed equità.
Per il corso dell’Area VI, “Balancing Ethics and Action: Climate Change Mitigation Approaches” il Prof. Pirni ha ribadito l’importanza dell’approccio etico nella valutazione delle politiche sul cambiamento climatico e delle strategie di mitigazione. Ha dedicato particolare attenzione all’analisi della responsabilità storica, delle disparità economiche globali e della giustizia intergenerazionale.


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