L’eruzione rallenta in Islanda: al momento è concentrata in due crateri, calano i terremoti | FOTO

Le immagini satellitari scattate la scorsa notte mostrano che il campo di lava creato dall’eruzione in Islanda ha una dimensione di circa 3,7 chilometri quadrati
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    Foto Anton Brink /Ansa
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MeteoWeb

Il vigore dell’eruzione vulcanica iniziata il 18 dicembre in Islanda continua a diminuire. Nuove immagini della zona mostrano che attualmente sono in eruzione due crateri rispetto ai 5 precedenti. Il più attivo oggi è il cratere direttamente a est di Sýlingarfell, il più meridionale dei crateri attivi ieri. Lo rende noto in un aggiornamento sulla situazione l’Istituto meteorologico islandese (IMO). La lava continua a fluire principalmente verso est dalle bocche vulcaniche, ma una lingua di lava corre anche verso ovest, a nord di Stóra-Skógfell. Il bordo più meridionale della lava non sembra avanzare. Le immagini satellitari scattate la scorsa notte mostrano che il campo di lava ha una dimensione di circa 3,7 chilometri quadrati.

Per quanto riguarda i terremoti, si è verificata una significativa diminuzione dell’attività sismica e nelle ultime 24 ore sono state misurate circa 80 piccole scosse sui condotti del magma. Il terremoto più grande è stato di magnitudo 2.2 alle 10:55 di ieri, martedì 19 dicembre, mentre il più grande dalla mezzanotte è stato di magnitudo 1.2.

In seguito all’eruzione a Sundhnúksgíga, il terreno a Svartsengi si è abbassato di oltre 5cm. In precedenza, la terra si era sollevata di circa 35cm dalla formazione del canale di magma avvenuta il 10 novembre. “È troppo presto – sostengono gli esperti dell’IMO – per determinare se il magma continuerà ad accumularsi sotto Svartsengi e se la terra ricomincerà a sollevarsi. Mentre l’eruzione continua a Sundhnúksgíga, c’è una maggiore probabilità che altre bocche possano aprirsi lungo la fessura originale così come più a nord o a sud. Guardando indietro al periodo precedente all’eruzione si scopre che sono trascorsi circa 90 minuti tra i primi indicatori e l’inizio dell’eruzione. Pertanto, il tempo di preavviso per le aperture di nuovi condotti a Sundhnúk potrebbe essere molto breve”.

Inquinamento da gas

Per quanto riguarda l’inquinamento da gas, stanotte e domani il vento girerà verso nord-ovest e l’inquinamento sarà trasportato verso sud-est e verso il mare. Il Norwegian Air Research Institute afferma che una nuvola di zolfo proveniente dall’Islanda potrebbe essere in viaggio verso la Norvegia settentrionale dopo l’eruzione vulcanica. La previsione si basa sui dati satellitari.

Le ultime eruzioni

L’eruzione, iniziata lungo una faglia di quattro chilometri a sud-ovest di Reykjavik, ha illuminato il cielo islandese per 24 ore con getti di lava arancione brillante circondati da nuvole di fumo rosso. Questi flussi sono continuati anche oggi, ma su scala molto più ridotta e sotto un cielo molto nuvoloso, secondo le immagini delle telecamere di sorveglianza. Intanto, la popolazione della capitale Reykjavik ha ripreso la vita quotidiana in serenità di fronte alla forza della natura.

Quest’ultima eruzione, la quarta in due anni, ha avuto luogo a tre chilometri da Grindavik, una città di 4.000 abitanti che è stata evacuata dall’11 novembre dopo che è stato dichiarato lo stato di emergenza nella regione a seguito di un grande accumulo di magma. Dopo quella di marzo 2021, ci sono state altre tre eruzioni, nell’agosto 2022 e nel luglio 2023 e ora il 18 dicembre, segno, secondo i vulcanologi, di una rinnovata attività vulcanica nella regione.

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