Ammonta a 650 miliardi di euro il costo degli eventi estremi climatici in Europa tra il 1980 e il 2022. I rischi idrologici (inondazioni) rappresentano quasi il 43% del “conto” finale e quelli meteorologici (tempeste, compresi fulmini e grandine, insieme a movimenti di massa) circa il 29% del totale. Per quanto riguarda i rischi climatici, le ondate di calore hanno causato circa il 20% delle perdite totali, mentre il restante +/-8% è stato causato da siccità, incendi boschivi e ondate di freddo.
È quanto emerge da un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente. Nel periodo considerato, ci sono stati alcuni eventi estremamente costosi, come le inondazioni del 2021 in Germania e Belgio (44 miliardi di euro), la siccità e gli eventi di calore del 2022 in tutto il continente (40 miliardi di euro), le inondazioni del 2002 in Europa centrale (34 miliardi di euro), la tempesta Lothar del 1999 in Europa occidentale (17 miliardi di euro), la siccità e l’ondata di calore del 2003 in tutta l’Ue (17 miliardi di euro) e l’inondazione del 2000 in Francia e Italia (14 miliardi di euro).
Le perdite medie annue sono state di circa 10,4 miliardi di euro nel 1981-1990, 12,2 miliardi nel 1991-2000, 14,7 miliardi nel 2001-2010 e 15,9 miliardi nel 2011-2020. Con 59,4 miliardi di euro e 52,3 miliardi di euro, il 2021 e il 2022 presentano i valori annuali più elevati dell’intera serie temporale (seguiti da 2002, 1999 e 1990). Inoltre, l’analisi statistica rivela che le perdite economiche sono aumentate nel corso degli anni.


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